Di Armello vi avevamo già parlato all’inizio dell’anno con una succosa anteprima (vi consiglio di leggerla per farvi un’idea preliminare) curata dal sottoscritto. Lo scorso febbraio ero rimasto piacevolmente colpito dal lavoro di League of Geeks, e a distanza di alcuni mesi in occasione del lancio ufficiale del gioco, posso dire che le mie aspettative di allora sono state del tutto soddisfatte.

Il perché, vista la premessa, abbia deciso di dare un buon 8 anziché uno strepitoso 9 ad Armello è presto detto: si tratta “solo” di un gioco da tavolo trasposto in un videogioco, nel bene e nel male.

Cosa significa questa frase? Che Armello è assolutamente divertente, ha un impianto di regole davvero ben fatte ed equilibrate, ma si gioca in un modo ed uno soltanto. Pertanto, se non avete voglia di cimentarvi con amici e/o sconosciuti online, il gioco potrebbe risultare parecchio noioso a lungo andare. Ma andiamo con ordine e riprendiamo le fila del discorso per chi non sa di cosa sto parlando.

La premessa che fa da sfondo al gioco è molto interessante: il regno di Armello è attanagliato da un male oscuro e il suo Re è morente, colpito da un male apparentemente incurabile. Per l’occasione i quattro clan (lupi, conigli, orsi e roditori) vengono chiamati a raccolta per decidere il destino del reame.

Armello è uno strategico a turni in cui, controllando un personaggio iconico e sempre diverso dagli altri, bisogna prevalere sugli avversari con lo scopo di diventare il nuovo Re indiscusso. Come dicevo poco sopra il gioco funziona egregiamente, ma da quando lo provai per la prima volta ad oggi, League of Geeks ha effettuato tanti piccoli aggiustamenti per bilanciare a dovere le dinamiche di gioco.

armello 2015-09-02 16-54-30-532
Pronti per la partita!

Rimangono sostanzialmente invariate le quattro condizioni di vittoria: morte del Re, raccolta di quattro pietre spirituali per purificare il regno, vittoria per “putrefazione” ed infine la vittoria per il maggior punteggio di Prestigio a fine partita.

Ad aver subito le modifiche maggiori sono le dinamiche legate alle pietre spirituali ed alla Putrefazione. Per la prima i giocatori non partono più con una pietra ciascuno, ma vanno esclusivamente raccolte nei dungeon o durante le quest che vengono scelte di volta in volta, visto che non possono essere più rubate ai nemici tramite l’uccisione degli stessi.

La vittoria per Putrefazione, la più difficile da ottenere delle quattro, ora è molto più allettante, pur rimanendo sempre la classica tattica “suicida”. La condizione per vincere è la stessa: avere più Putrefazione del Re e sconfiggerlo in duello, ma ora investire in questo tipo di vittoria dona alcuni piccoli vantaggi.

Ad esempio affrontando un avversario dotato di almeno un punto di Putrefazione, si ottengono un numero di dadi bonus di combattimento pari al suo punteggio, a patto che il nostro sia più altro. I Flagelli (degli spiriti discretamente forti che volano per lo scenario) non attaccheranno di proposito i personaggi corrotti ma, se si viene sconfitti da uno di loro, si ottiene un punto di Putrefazione.

Il rovescio della medaglia è che entrando in un portale spirituale, dove appaiono sporadicamente le omonime pietre e ci si cura di un punto vita, si muore istantaneamente se si è corrotti.

La scelta della quest è importantissima.
La scelta della quest è importantissima.

Il combattimento è rimasto del tutto invariato, funzionava allora e non c’era assolutamente bisogno di nessun ritocco. Il sistema è il solito composto da dadi che decretano il danno inflitto o quello assorbito, con l’aggiunta delle carte che sono aumentate di numero ed hanno subito un leggero bilanciamento.

A parte questo funzionano allo stesso modo. Ce ne sono di tre tipi, uno dedicato al combattimento, uno alla magia ed uno ai trucchetti subdoli, hanno un costo che può essere in monete, in punti magici o talvolta in punti Putrefazione aggiunti al totale (funzionali alla strategia dedicata, ovviamente).

Il dettaglio estetico delle carte è, se possibile, migliorato oltremodo. Le illustrazioni sono animate, bellissime da vedere e con una palette cromatica strabiliante (così come tutto il gioco, d’altronde). Inoltre è possibile vedere il nome dell’artista responsabile dell’artwork, per poterlo rintracciare in rete e seguire i suoi lavori, magari.

League of Geeks ha lavorato molto invece sul sistema delle quest che inizialmente era un po’ scialbo, oltre che su quattro nuovi personaggi, uno appartenente ad ogni clan.

I quattro nuovi eroi sono divertentissimi e, contrariamente a quanto immaginavo, non sono delle fotocopie di quelli precedenti, tutt’altro. I due che mi hanno colpito di più sono Brun, un orso guerriero che aumenta la forza combattiva in base agli incantesimi giocati, e River che possiede un arco con il quale può infliggere lievi danni dalla distanza, prima di ingaggiare in corpo a corpo eventualmente.

Esplorando.
Esplorando.

Inutile ribadire l’estetica di questi nuovi personaggi, davvero bellissimi ed ispirati, dimostrazione che il team creativo dietro ad Armello è davvero notevole e, mi auguro, vedremo altri prodotti ispirati a questa interessante ambientazione.

Le quest adesso sono molto più funzionali alla propria strategia e garantiscono un boost notevole al flusso della partita. Al primo turno e al completamento di ogni missione, è possibile sceglierne una da un pool di tre.

Tutte garantiscono due bonus permanenti alle caratteristiche (dadi lanciati in combattimento, punti ferita, numero di carte in mano e punti magia), e la possibilità di avere un oggetto tra equipaggiamento, pietre spirituali ed altro. La sfida per ottenere un oggetto ad ogni quest è collegata ad una tale caratteristica, più il punteggio è alto, più sarà facile superarla.

Inutile dire che la fortuna in questo senso gioca un ruolo fondamentale, difficilmente si riesce ad arrivare oltre al 60% di possibilità, e può capitare tranquillamente di fallire più quest di fila in questo senso. Ci sta come in ogni gioco da tavolo, ma è bene ricordare che, come per il combattimento, la componente aleatoria nella partita è sempre presente.

Per finire Armello è migliorato notevolmente anche a livello grafico, lo si nota soprattutto nel dettaglio dei personaggi e delle ambientazioni. Rimangono ancora più che pregevoli i colori utilizzati ed in generale tutto il registro artistico del gioco, League of Geeks ha fatto davvero centro in questo senso.

Nei circoli talvolta appaiono le pietre spirituali.
Nei circoli talvolta appaiono le pietre spirituali.

Armello è divertentissimo e molto coinvolgente, molto curato nelle regole e nelle dinamiche di gioco. Le condizioni di vittoria ora sono perfettamente bilanciate tra loro, dove il prestigio premia la costanza nel lungo termine, ma può essere annullato da chi rischia lo scontro col Re (con Putrefazione o meno), oppure da chi va in cerca di pietre spirituali.

Funzionano ancora perfettamente i tipi di terreno: nella foresta ci si può nascondere per fare imboscate ed annullare le carte degli avversari in combattimento, le paludi tolgono un punto ferita, gli accampamenti generano oro ad ogni turno, i circoli di pietre curano un punto vita, le montagne sono difficili da attraversare ma garantiscono maggiore difesa, e le pianure garantiscono bonus solo ad alcuni tipi di personaggi.

Intrigante anche l’avvicendarsi del giorno e della notte, elemento legato a tanti tipi di meccaniche tra carte e poteri dei personaggi: uno dei tanti elementi strategici da tenere senza dubbio in considerazione.

Posso dirmi senza grossi dubbi convinto sotto quasi tutti i punti di vista, Armello rimane uno degli strategici più interessanti tra quelli a cui abbia mai giocato, eppure non sono riuscito a dargli il punticino in più che volevo inizialmente.

Durante la partita si alternano giorno e notte.
Durante la partita si alternano giorno e notte.

Questo perché il gioco offre un solo tipo di partita e, oltre alla modalità multigiocatore online che per fortuna ora sostituisce chi esce dalla partita con la IA invece di chiuderla, a lungo andare può risultare ripetitivo.

C’è da dire che ci sono alcuni extra da sbloccare giocando molte partite, come gli anelli da equipaggiare all’eroe all’inizio della partita che gli donano un potere particolare, ma Armello va preso come il vostro gioco da tavolo preferito che fate con gli amici: da giocare con costanza ma senza ingordigia.

Non ci sono modalità alternative né modificatori di qualche tipo da aggiungere alla partita quindi, escludendo la mappa che viene generata casualmente, il gioco è sostanzialmente sempre lo stesso. Purtroppo non è possibile giocare offline dallo stesso PC o console, visto che alcune dinamiche del gioco influirebbero sulla resa della partita, come la possibilità di nascondersi nelle foreste.

Se questo non vi spaventa e magari cercavate proprio uno strategico raffinato e divertente, allora Armello è un pollice in su senza problemi, altrimenti vi consiglio di ponderare con più cura sull’acquisto, magari con l’aiuto di amici con cui godere dell’esperienza di gioco.

[header_banner]