Gears of War: Ultimate Edition? Chi se ne frega! Mad Max? E chi diavolo è? Until Dawn? No, grazie!

Salve giovani, benvenuti! Buon martedì, buon primo settembre e buon Metal Gear a tutti voi! Eh sì, oggi è il gran giorno e tra rotture di day one, ordini ancora non spediti, panico da Collector's Edition, finalmente giunge tra noi il messia di tutti i giochi stealth: Metal Gear Solid V: The Phantom Pain.

Io sono stato estremamente fortunato: un negozio online ha rotto il d1 e io ho avuto la mia fiammante copia venerdì pomeriggio; inutile dirvi che sono ormai quattro giorni che non penso ad altro, che non parlo d'altro, che ovviamente non gioco ad altro, e non ho intenzione per i prossimi tre mesi di toccare altro.

Gears of War: Ultimate Edition? Chi se ne frega! Mad Max? E chi diavolo è? Until Dawn? No, grazie! Perché dico queste cose? Semplice, Metal Gear Solid V: The Phantom Pain è una delle esperienze più belle e complete che ci sono in assoluto, è un gioco immenso con milioni di cose da fare in cui perdersi, un vero e proprio omaggio ai giochi che compravamo sul vecchio caro SNES e ci facevamo durare per mesi!

Perché si, è grande, schifosamente grande e soprattutto è divertente in modo assurdo. La Mother Base, una volta imparate le meccaniche, diventa droga pura, qualcosa di cui non si può fare a meno. La scorsa settimana vi parlavo del velo di amaro che provavo pensando alla storia, e posso assicurarvi che, almeno per quanto ci ho giocato, quest'ultima ancora non decolla... e ve lo dice uno che quando si tratta di Metal Gear Solid, ascolta e guarda qualsiasi cosa, per adesso è successo pochissimo.

Va considerato anche che per la prima volta nella serie le meccaniche non sono più story-driven. Sì, si resta sicuramente spiazzati, ma iniziare a costruirsi la storia da soli, ascoltare tutti i nastri stando ben attenti alle poche cut-scene (queste ultime registicamente sempre oltre il limite dello splendore), capire ogni sguardo dei fantastici comprimari, non perdersi nulla, esplorare la Mother Base da cima a fondo e ritornarci spessissimo... sono questi i tasselli che metteranno su una storia tutt'altro che banale, qualcosa di unico, incommensurabile che sono certo ci lascerà tutti a bocca aperta e con gli occhi rivolti al cielo, a lodare quel genio di Hideo Kojima che per l'ennesima volta ha rivoltato l'industria come un guanto, lasciandoci basiti.

Kojima dividerà, unirà, sarà odiato ed amato, ma per l'ennesima volta ce l'ha fatta, senza se e senza ma io lo promuovo pienamente

Come avrete certamente capito, io sto amando tantissimo il lavoro di Kojima Productions, lo sento davvero moltissimo e sento che è la cosa a cui voglio giocare di più al mondo, l'unico gioco che mi fa accendere la console anche se è tardissimo e sono stanco per il lavoro, l'unico gioco che pur non essendo story-driven mi fa venir voglia di capire come va a finire il tutto.

Insomma, giovani, next-gen è soprattutto innovazione e Metal Gear Solid V: The Phantom Pain è il gioco più innovativo venuto fuori negli ultimi cinque anni, quindi il lavoro di Kojima è sicuramente il vero inizio di una next-gen che ci accompagnerà da oggi per gli anni a venire. Non dimenticate che la fine di quest'anno ed il prossimo anno segneranno il passo per le altre meraviglie che seguiranno Metal Gear Solid V: The Phantom Pain.

Kojima dividerà, unirà, sarà odiato ed amato, ma per l'ennesima volta ce l'ha fatta, senza se e senza ma io lo promuovo pienamente. Intanto a dicembre recupererò un po' di cosine lasciate per strada come i sopracitati Gears e Until Dawn - quest'ultimo pare davvero un bel gioco leggendo la recensione del nostro Paolo Sirio - ma fino a quel momento la mia PS4 vedrà solo Metal Gear, perché dopo tanta, tantissima attesa, ora finalmente si gioca!

Voi cosa aspettate di più, giovani? prenderete il titolo di Kojima? Fatemi sapere qui sotto. Divertitevi, giovani, e per questa settimana è tutto, ci si risente martedì prossimo. Come al solito, pace!

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