E così, finalmente, inaspettatamente in silenzio, lo ZombiU apprezzato sull'ultima console casalinga di Nintendo è giunto su PC, PS4 e Xbox One. Ubisoft va a rimpinguare quel catalogo, a colmare quel vuoto lasciato dai maestri del genere che, nei tempi più recenti, si sono fatti attendere e un po' di dispiaceri hanno dato agli amanti dei survival horror. Lo fa con una proposta unica in questa generazione di console, ossia con un titolo disponibile solo in digitale e a prezzo estremamente conveniente, quando un qualunque altro publisher avrebbe eseguito il porting da Wii U e, impacchettatolo a dovere in un'offerta retail, l'avrebbe venduto ai canonici €69,99.

Ma al publisher francofono, riconosciamolo, piace sperimentare e quale "piattaforma" migliore per la sperimentazione del progetto Zombi, arenatosi a causa delle vendite non proprio eccezionali su Wii U? Cogliendo il momentum cross-mediale dei non morti, e quello videoludico per le esperienze survival al limite della frustrazione, Ubisoft ha dunque pensato bene di riproporre quanto realizzato nei suoi studi di Montpellier e pubblicato nel 2012, con la speranza, fin qui celata ma la rivedremo presto in auge, di rilanciare il marchio e la sua precisa identità.

Com'è andata? Scopriamolo insieme. Grazie a un codice PS4 fornitoci dall'editore, abbiamo potuto mettere le mani prima del lancio sul gioco completo, apprezzando pregi e difetti, si potrebbe dire presenti in egual misura, di questo prodotto. In primis, è giusto tessere le lodi di un titolo equilibrato, che fa del survival horror classicissimo uno dei suoi asset migliori ma lo bilancia con la moderna visuale in soggettiva e il colpo di genio del "game over".

Un game over vero e proprio, a dirla tutta, in Zombi non esiste: esiste, piuttosto, la morte di un personaggio, che è sempre e continuamente la nascita di un altro. Si tratta di persone normalissime, ognuno con nome, cognome e mestiere a costituire una sorta di carta d'identità: non sanno saltare, sanno sparare come sapreste farlo anche voi (cioè da schifo), e sanno gridare di terrore davanti a onde inattese di cadaveri striscianti. L'aspetto più divertente? Se un vostro personaggio morirà e, fidatevi, lo farà, avrete buone possibilità di ritrovarvelo davanti zombificato e dovrete buttarlo giù per riprendere lo zaino che avevate in spalla. Un po' come recuperare le anime in Dark Souls.

Per i più malati (ma è bene dirlo, siamo di fronte al masochismo puro, di quelli che forse è meglio contattare un medico), inoltre, Zombi mette a disposizione una modalità Sopravvivenza in cui, alla morte del vostro personaggio, il gioco semplicemente finisce. E tocca ricominciare tutto daccapo, senza le scorciatoie che avevate sparso lungo il percorso, per raggiungere in tempi non frustranti una meta, e senza l'opportunità di recuperare il loot perso, né ritrovando l'alter ego ormai andato in giro per i fatti suoi, né mettendo le mani nel deposito giù al rifugio. Ci vuole fegato, e pure tanto.

La storia, narrata sottovoce eppur affascinante, parla di un'epidemia che si scatena a Londra ai giorni nostri e la mette letteralmente sottosopra. Prepper, il vero protagonista di Zombi, si offre di guidare il giocatore per la città, esplorandola alla ricerca di sopravvissuti, spiegazioni e soluzioni per questo misterioso caso. Nel mentre, sempre lui si cimenta nel racconto di John Dee e della sua profezia apocalittica risalente più o meno al 1640, ai tempi del Grande Incendio, che provvidenzialmente mise fine a una fortissima crisi di quella che si credeva fosse peste.

Che dire: non è una storia da videogioco di tutti i giorni e, per quanto sia oscurata dal tema survival della produzione, vanno fatti i complimenti a Ubisoft Montpellier per la sua ricercatezza. Anche la narrazione, che come dicevamo rinuncia alla voce di un personaggio giocabile principale (perché di fatto non ce ne sono), si costruisce dettaglio dopo dettaglio attraverso le parole di un uomo all'interfono e i documenti sparsi per le ambientazioni. Questo è uno di quei giochi che può dirvi tanto e niente, in base alla forma mentis con cui vi ci avvicinate.

I controlli sono un altro argomento che ha generato una certa curiosità fin dall'annuncio di questa nuova versione. Come si fa a rinunciare al GamePad in un titolo che è stato pensato e realizzato appositamente per Wii U, si chiedevano in tanti. Straight Right, lo studio australiano chiamato a compiere i lavori di conversione, ha messo sul piatto proposte basilari e funzionali, senza stravolgere l'impianto originale e riuscendo a rendere pratica la gestione sia dell'azione che dell'inventario.

Lo scanner, anziché ricorrere all'intero controller come monitor e al giroscopio interno, richiede di premere e tenere premuto L1, e muovere di conseguenza la levetta analogica destra; lo zaino, che su Wii U vuole l'utilizzo dello schermo del GamePad, su PS4 si attiva toccando il touchpad - e magari sbrigandosi, visto che il gioco continua a muoversi anche senza avere la nostra attenzione... -; la mappa, infine, viene gestita tramite un rettangolo posto in basso a destra nel televisore di casa e, con la pressione del tasto triangolo, è in grado rapidamente di dirci se e quanti zombi ci sono in una certa area.

Gimme Five! Ah, dite che non vuole darci il cinque? Ok...
Gimme five! Ah, dite che non vuole darci il cinque? Ok...

Come potete vedere, la conversione è avvenuta in maniera piuttosto semplice e, stravaccati su un divano o sul letto in camera, risulta anzi più comodo giocare con un DualShock 4 che con il GamePad del Wii U per ovvi motivi di ingombro. Quello che non è riuscito è il lavoro di perfezionamento in materia di bug e affini: ci è capitato di non riuscire a leggere le note sparse qui e lì per le location pur premendo decine di volte, come richiesto, il tasto croce, o anche di non ascoltare voci né leggere i sottotitoli durante i dialoghi con personaggi che assegnano importanti missioni della storia.

Il bug dei bug è sicuramente quello che ha causato il freeze del gioco nel bel mezzo di una scena d'intermezzo, costringendoci al riavvio del gioco e portando alla totale cancellazione del nostro personaggio. Quell'uomo - era un agente della polizia, pace all'anima sua - per Zombi non è mai esistito, e così tutti i suoi oggetti e i progressi ottenuti nell'ultima missione. Potete comprendere facilmente la frustrazione e, per pura solidarietà tra videogiocatori, vi auguriamo di non incappare mai in qualcosa di simile.

Tecnicamente parlando, quello di Straight Right ci sembra un adattamento in senso stretto da Wii U piuttosto che una rimasterizzazione vera e propria. Su PS4 il gioco pare essere passato per il classico aumento della risoluzione e niente più - lo si nota specialmente negli interni, guardando le lampade affisse ai muri e qualche altro dettaglio della stessa natura - ma, complice il tono cupo e gretto delle ambientazioni, non ci si può lamentare di un comparto grafico che rimane comunque piuttosto gradevole. Sottolineiamo dei rallentamenti nelle fasi esterne, soprattutto quando più effetti di illuminazione fanno capolino allo stesso momento (ad esempio, fari di un auto e fulmine), ma non si tratta certo di complicazioni che vadano ad impattare negativamente sul gameplay.

In definitiva, Zombi per PC, PlayStation 4 e Xbox One ci sembra un titolo che gli amanti dei survival, e in particolare quelli che apprezzano la declinazione horror del genere, non dovrebbero farsi sfuggire, alla luce del prezzo a cui viene offerto oggi, ossia soli €19,99. Siamo di fronte a un gioco che ha una serie di spunti molto interessanti (la trama, per quanto secondaria, la trovata del game over e via discorrendo), e che può contare su una campagna mediamente tra le dieci e le tredici ore. Al netto dei limiti tecnici imposti da Wii U, risultati generalmente in una certa ristrettezza delle aree di gioco, crediamo quindi rappresenti un'offerta di tutto rispetto.

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