Legacy of the Void si prospetta come la degna conclusione di uno degli strategici migliori degli ultimi anni

I giocatori che seguono da tempo le avventure dei titoli Blizzard sono abituati ad aspettare, e Starcraft II non fa eccezione. Nel 2010 il secondo capitolo della saga strategica fantascientifica si affacciò sul mercato e, come prevedibile, non fu difficile per il titolo raggiungere lo status di “culto”.

All'epoca Starcraft II prevedeva solamente la campagna con protagonista la razza dei Terran e, come promesso da Blizzard, nel corso degli anni sono arrivati Heart of the Swarm e Legacy of the Void, rispettivamente dedicati a Zerg e Protoss.

Legacy of the Void, l'ultimo atto della trilogia, è attualmente in fase di closed beta e ci vorranno ancora diversi mesi prima dell'uscita finale che, lo ricordiamo, è slegata dai due precedenti episodi. Pertanto potrete giocare alla campagna Protoss senza bisogno degli altri due capitoli.

Allo stato attuale ho completato alcune missioni della campagna (il prologo che Blizzard ha pubblicato in occasione dell'apertura dei pre-order del gioco) e giocato una manciata di partite in modalità multigiocatore, e le prime impressioni sul gioco sono ad oggi più che positive.

Sulla campagna di Legacy of the Void c'è poco da dire ancora: protagonisti sono i Protoss e in particolare Zeratul, la cui missione in tre atti ci porta a coprire il periodo che passa tra Hearth of the Swarm e il “presente”.

Zeratul è il protagonista del prologo di Legacy of the Void.
Zeratul è il protagonista del prologo di Legacy of the Void.

Queste prime missioni sono intriganti e del tutto diverse da loro. Nella prima siamo impegnati nel salvataggio di alcuni compagni Protoss imprigionati da un'esercito di Terran corrotti da una strana entità. Nella seconda dovremo avanzare verso un tempio per poi impedire la resurrezione di un dio oscuro nella terza.

Impossibile giudicare la bontà della campagna ma, da quanto visto, i presupposti per una buona storia ci sono tutti. L'impressione è che Legacy of the Void sarà la degna conclusione promessa da Blizzard per questa trilogia.

I veri cambiamenti, ciò che decreterà il successo del gioco o meno, riguardano il comparto multigiocatore, la cui community è una delle più ferventi (forse la più fervente) del mondo PC. Legacy of the Void apporta alcune modifiche alla struttura tipica delle partite per costituire il punto di riferimento per i prossimi anni di eSports e gioco competitivo in generale.

Chi vi scrive non è un pro player di Starcraft II, tutt'altro. Ho recuperato solo di recente lo strategico Blizzard e le mie partite online sono state fatte con uno spirito di puro relax, con il prevedibile risultato di essere asfaltato da più o meno chiunque mi si fosse parato davanti.

Nonostante tutto il nuovo feeling che vuole dare Blizzard alle partite è ben chiaro, anche ad un profano come me. In generale Legacy of the Void costringerà i giocatori ad adottare uno stile più aggressivo premiando chi rischia, chi ragiona velocemente e pianifica in poco tempo, piuttosto che chi si arrocca e predilige investire nella costruzione.

La tecnologia Protoss nel pieno della mischia.
La tecnologia Protoss nel pieno della mischia.

Prima di tutto i lavoratori iniziali sono raddoppiati - da 6 a 12 - e questo porta due novità a livello di gioco completamente opposte. Da un lato si possono costruire molte unità e strutture fin da subito, dall'altro si è costretti ad esplorare la mappa per costruire una nuova base molto in anticipo rispetto al passato, considerando che i giacimenti di gas Vespene e minerali sono più limitati.

Questo non significa che Starcraft II diventerà un gioco frenetico e caotico, tutt'altro. Il titolo Blizzard è già proibitivo se giocato “seriamente”, e queste innovazioni al gameplay non fanno che renderlo ancora più impegnativo da padroneggiare. Nonostante le novità, quindi, la natura della serie è sempre la stessa e Legacy of the Void si prospetta come la degna conclusione di uno degli strategici migliori degli ultimi anni.

La formula di gioco è la stessa, solida ed inattaccabile che ha reso Starcraft II il prodotto di culto che è ora, e con queste novità sul lato del gameplay non farà altro che consolidarsi ancora di più nell'Olimpo dei migliori strategici in tempo reale.

Continueremo a giocare al titolo Blizzard e, nel corso dei prossimi mesi, non mancheremo di informarvi delle novità che presenta il gioco (come la modalità Arconte per il multigiocatore che non abbiamo potuto provare), fino ad arrivare all'immancabile parere finale a corredo della recensione.

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