Con Rainbow Six: Siege si ha a che fare con uno shooter diverso, puramente tattico e votato al gioco di squadra dove le scelte di ogni singolo componente del team possono fare la differenza

Colonia - A distanza di poco più di un anno dal suo annuncio all'E3 2014, abbiamo provato il nuovo capitolo della saga Rainbow Six in occasione della Gamescom 2015. La data di uscita di Rainbox Six: Siege è fissata al 13 ottobre di quest'anno, quindi ben presto anche voi potrete mettere le mani su questo promettente sparatutto di stampo tattico. Intanto vi raccontiamo quello che abbiamo potuto provare di persona, e vi anticipo che ci è piaciuto davvero tanto.

La modalità che abbiamo provato si chiama Secure Area, dove mi sono sfidato in uno scontro 5 vs 5 in locale con altri ragazzi della stampa. A coordinare le nostre azione c'era uno sviluppatore che, oltre a spiegarci come funziona questa modalità di gioco, ci dava consigli su cosa fare e insisteva sul fatto che la coordinazione è fondamentale per ottenere la vittoria.

Indossiamo cuffie e microfono, e il nostro hands-on finalmente inizia con la scelta di una classe tra le tante disponibili. C'era la possibilità di scegliere classi leggere votate all'assalto o classi con equipaggiamenti più pesanti che si distinguevano tra loro per il tipo di arma e i gadget disponibili. Io ad esempio ho scelto una classe con armatura leggera e fucile a pompa, munita di un filo spinato da piazzare nei punti di passaggio cruciali della mappa per rallentare gli avversari.

Scopro quindi come funziona questa modalità, divisia in due round ed un terzo eventuale in caso di pareggio. Durante la prima fase della partita i difensori devono piazzare trappole, chiudere portoni e rinforzarne altri al fine di rendere l'avanzata nemica più difficile, mentre la squadra d'assalto può guidare delle piccole auto radiocomandate per spiare gli avversari e capire da che parte converrà poi dirigere l'offensiva.

Una visuale molto ravvicinata sull'azione...
Una visuale molto ravvicinata sull'azione...

A questo punto inizia lo scontro vero e proprio, dove io e la mia squadra, inizialmente in difesa, ci coordiniamo su quali zone chiudere e quali lasciare aperte in modo da costringere l'offensiva nemica in un'unica direzione. Sembrava una buona tattica ma alla fine il risultato del match ci ha dato torto, dal momento che siamo stati puniti con una sonora sconfitta. Non essendoci la possibilià di respawnare, non c'è voluto moltissimo per passare al round successivo.

Speriamo adesso di rifarci durante la fase offensiva e partiamo all'esplorazione con i nostri droni per spiare i movimenti nemici, ora riesco anche a beccare uno degli avversari che barrica una porta e informo i miei compagni della posizione. Tuttavia, a differenza nostra, gli avversari sembrano ben organizzati anche in difesa e non riusciamo a penetrare nella zona nemica facilmente.

Propongo quindi ai miei compagni di seguirmi per andare a rompere quel muro che avevo visto chiudere ed entrare da lì in massa, ma la situazione sfugge di mano presto, i nemici escono allo scoperto e aprono il fuoco contro di noi. A questo punto è il panico, due dei nostri compagni sono morti e restiamo in tre e sparare all'impazzata, lanciare bombe e distruggere tutto il possibile per farci strada. Saltano tutte le strategie e iniziano le azioni individuali che ci porteranno inevitabilmente ad una seconda e definitiva sconfitta.

Alla fine di questa prova la sensazione era quella di aver giocato ad un fps molto diverso dai soliti Call of Duty, Battlefield e Halo: qui non ci sono killstreak, non c'è chi si getta all'impazzata nella mischia o chi fa gioco a se.

La ricognizione continua ad essere un marchio di fabbrica della serie.
La ricognizione continua ad essere un marchio di fabbrica della serie.

Con Rainbow Six: Siege si ha a che fare con uno shooter diverso, puramente tattico e votato al gioco di squadra dove le scelte di ogni singolo componente del team possono fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta.

Dove avere compagni affiatati risulta una vera componente vincente, dove finalmente ci si può divertire mettendo alla prova non solo le proprie abilità di camperaggio o di riflessi ma sperimentando insieme ad altre persone strategie e tattiche ben precise.

Consigliamo quindi a tutti voi di tenere d'occhio questo titolo perché, se come me avete abbandonato Call of Duty ma avete una voglia matta di tornare sul campo di battaglia, allora il nuovo Rainbow Six potrebbe essere il gioco che state aspettando.

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