Mafia III è ambientato in una New Orleans fittizia del 1968, città nel quale impersoneremo Lincoln Clay, orfano di ritorno dalla guerra vietnamita

Colonia - Assistere alla presentazione di un gioco riservato per la Gamescom è sempre più un’occasione senza precedenti. Negli anni la fiera tedesca si è ritagliata uno spazio fondamentale come show destinato prettamente al pubblico, con la stampa messa quasi da parte e costretta a ripassare le presentazioni dell’E3 o, nel migliore dei casi, dare uno sguardo a build più recenti dei giochi in uscita entro l’inverno.

In pochissimi casi l’evento di Colonia ha riservato ai suoi partecipanti lato business una presentazione esclusiva di quelle in grado giustificare da sola tutta la fatica e l’impegno profuso delle spedizioni teutoniche. Il caso della Gamescom 2015 rientra proprio in quest’ultima categoria con il trailer d’annuncio e la presentazione a porte chiuse di Mafia III a cui abbiamo assistito per voi.

A lungo protagonista delle voci di corridoio degli ultimi 5 anni, Mafia III è diventato realtà nel giro di una settimana scarsa. Il progetto è stato affidato a Hangar 13, nuovo studio interno di 2K locato in quel di Novato, California, che ha una vision ben precisa: creare esperienze tripla A fortemente incentrate sull’aspetto narrativo, che però deve essere strettamente legato al volere del giocatore.

Con questo obiettivo la software house capitanata da Haden Blackman, sceneggiatore che in LucasArts ha lanciato titoli del calibro di Star Wars: Knights of the Old Republic e Star Wars: Il Potere della Forza, è stata ben contenta di prendere le redini del franchise Mafia, di cui proporrà la sua più appassionata e personale interpretazione.

Mafia III è ambientato in una New Orleans fittizia del 1968, città nel quale impersoneremo Lincoln Clay, orfano di ritorno dalla guerra vietnamita che decide di darsi da fare per dedicarsi anima e corpo alla criminalità. Lo farà creando una famiglia fondata sul rispetto reciproco e che sia in grado di mettere a frutto l’esperienza di una vita per spodestare l’impero della mafia italiana. Un incipit particolare e lontano dalla concezione originale della serie, ma interessante per dar vita a un comparto narrativo all’altezza delle ambizioni di Hangar 13, che sembra voler spingere molto sullo storytelling aperto, sfaccettato e variabile.

Un po’ come la struttura open world del gameplay, che si dipana dando vita a un universo di gioco dannatamente caratterizzato e pertinente col periodo a ridosso degli anni ’70. Sin dalle prime, stupefacenti battute di gioco, Mafia III sembra godere di quell’attenzione per i dettagli a cui ci ha abituato Rockstar Games con le sue produzioni che pescano a piene mani dall’immaginario di riferimento per potenziarlo e ridefinirlo rendendolo videogioco: non solo le musiche, ma anche gli atteggiamenti e le abitudini degli abitanti di New Orleans vanno a comporre un mondo di gioco credibile e soddisfacente.

La demo tedesca ha dato spazio a una missione che vede il protagonista alle prese con la conquista di uno dei locali della malavita locale. Camminando verso il luogo evidenziato sulla mappa (quadrata, proprio come GTA V), gli sviluppatori hanno messo in mostra tutta la vivacità e l’interazione con gli ambienti e i cittadini. A dir poco struggenti sono i momenti in cui, per esempio, la polizia invita Lincoln a girare al largo o proprio quest’ultimo recita una preghiera al suonare della campana della chiesa sul cui sfondo prenderà vita il primo scontro a fuoco.

Mafia III è un gioco molto violento e forte, lo si evince subito dai primi “takedown” - la morte di un nemico con una decisa spinta contro il muro e una coltellata verticale in pieno stomaco - e dalla fisicità degli scontri a fuoco. Proprio le meccaniche di gioco nelle fasi shooter mi sono sembrate davvero molto divertenti e ben realizzate: il gunplay, supportato dal dinamico sistema di copertura, sembra ambizioso ed elaborato, con tonnellate di finisher sempre diverse e delle complesse animazioni a completare il pacchetto. Il tutto mi ha ricordato Max Payne 3, a mio parere uno dei TPS con il sistema di shooting più riuscito degli ultimi anni.

La sezione immediatamente successiva, che ha inizio con un interrogatorio interattivo all’interno di un auto per ottenere informazioni sull’edificio da conquistare, ha messo in mostra un sistema di guida anch’esso molto complesso e soddisfacente. Inoltre, gli inseguimenti con la polizia sono altamente spettacolari e distruttivi, un po’ come tutto il resto del gioco, insomma.

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Non mancano le esplosioni di un certo livello.

Ma chi sono e cosa fanno i tre compagni di Lincoln intravisti nel trailer d’annuncio? Almeno per ora, sappiamo che la famiglia tornerà utile nella gestione delle proprietà e in determinati momenti dell’avventura grazie a dei comandi assegnati via telefono. La presenza di una modalità cooperativa non è stata ancora totalmente esclusa dagli sviluppatori, ma, vista la natura molto cinematografica del titolo, più che altro punterei il mio simbolico euro da scommessa sull’introduzione di determinate sezioni della storia in cui saranno giocabili. Ah, tra l’altro ci sarà anche Vito Scaletta di Mafia II!

L’opera prima di Hangar 13 promette tanta duttilità anche in termini d’approccio: una volta perlustrato il locale, gli sviluppatori hanno raggiunto l’interno entrando dalla porta di servizio in modalità stealth prima della sparatoria decisiva. In generale, devo dire che è proprio questo l’aspetto migliore di Mafia III: nonostante sia un titolo open world, sembra essere in grado di mettere in gioco aspetti ben congegnati e amalgamati nel gameplay con la profondità delle migliori produzioni più chiuse e guidate degli ultimi anni.

Passando invece all’aspetto tecnico del gioco (che girava su PC), non posso fare altro che spendere delle belle e incoraggianti parole per il lavoro svolto da Hangar 13. Nonostante la versione mostrata fosse abbastanza indietro dal lato della rifinitura - ho notato diversi cali di frame e alcuni episodi di pop in delle texture, soprattutto durante le fasi di guida -, Mafia III ha già abbondantemente mostrato i cosiddetti attributi: la grafica e le animazioni sono veramente fuori parametro, a mio parere al top della corrente generazione. Un vero trionfo, considerando anche la natura open world del progetto.

Allo stato attuale delle cose, Mafia III rientra ampiamente nella lista dei titoli da tenere in seria considerazione per il prossimo anno. Il cambio di rotta rispetto agli altri capitoli della serie convince sia per l’ambientazione poco approfondita nel mondo dei videogiochi che per l’esecuzione estremamente cinematografica delle fasi d’azione e di narrazione. Ma Mafia III è stato appena annunciato per PC, PlayStation 4 e Xbox One, c’è quindi ancora molto da scoprire sul suo conto. Restate fiduciosi alla finestra in attesa di ulteriori dettagli!

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