C’è qualcosa in questo gioco che mi perseguita ancora mentre scrivo questa recensione. Ma è una mia impressione o la voce di Victor Vran è la stessa di Van Helsing di The Incredible Adventure of Van Helsing? Non riesco a trovare nulla a riguardo! Qualcuno scrive anche che invece assomiglia a Geralt. Anche qui nessuna conferma. A parte questo odioso tarlo che mi ritrovo conficcato nel cervello, le similitudini tra i due titoli finiscono, quasi, qui.

Victor Vran è un action-RPG à la Diablo, con una gestione della visuale molto libera e altre differenze che ora vedremo nel dettaglio.

La trama è estremamente semplice: il protagonista, Victor Vran, si ritrova a viaggiare verso la città di Zagoravia, completamente nelle mani di creature diaboliche, alla ricerca del suo amico Adrian.

Una semplice introduzione con schermate statiche ci introduce al nostro protagonista e alla sua missione per poi catapultarci nel mezzo del tutorial.

Dopo aver vagato per qualche schermata imparando i semplici comandi, a scelta tra mouse, tastiera e joypad, aver fatto fuori un po’ di nemici insulsi e fatto conoscenza della voce misteriosa che ci seguirà per il gioco, scegliamo finalmente la nostra classe, rappresentata dall’armatura indossata: ogni armatura dà un bonus diverso che modifica il gameplay.

Come in ogni buon gioco avremo una barra della vita, una dell’esperienza e, invece di una del mana, avremo il “potere demoniaco”, che si caricherà in modo diverso a seconda dell’armatura indossata, per scatenare diversi poteri poteri demoniaci che troveremo nelle nostre avventure.

Gli scheletri muoiono solo se li spargi per la stanza.
Gli scheletri muoiono solo se li spargi per la stanza.

Per quanto riguarda il resto dell’equipaggiamento possiamo contare su diversi tipi di arma: spada, falce, fucili, lanciagranate… ogni arma ha un attacco base diverso, due abilità attivate e bonus differenti, potremmo equipaggiarne due alla volta appena sbloccato l’apposito slot.

Al raggiungimento di un nuovo livello ci sarà assegnato un bonus che può essere vita aggiuntiva, slot di equipaggiamento, punti destino (ne parleremo dopo), o altro ancora. Inoltre ci sarà una scelta di tre ricompense a ogni livello come armi, casse contenenti oggetti, consumabili o carte potere.

Non vi è però nessun punto da assegnare a caratteristiche o skill aggiuntive, nessun albero delle abilità da cui ottenere più potere.

Dal punto di vista della customizzazione del personaggio, Victor Vran non offre molte oltre alla possibilità di cambiare armatura e armi: i punti destino di cui sopra permettono di equipaggiare delle carte che danno alcuni bonus, come più danno critico o vita aggiuntiva, ma non modificano pesantemente lo stile di gioco.

Anche le classi sono molto stilizzate, come si diceva in precedenza ogni armatura dà bonus differenti, come quella che aumenta la generazione di potere demoniaco sui critici, ma la annulla sui colpi normali, o quella che genera potere demoniaco gradualmente, e così via. Secondo gli sviluppatori queste abilità avrebbero dovuto differenziare il gameplay. Personalmente ho cambiato armatura, e quindi “classe”, durante il gioco ma questo è stato abbastanza ininfluente sul mio modo di giocare.

In pratica non mi ha dato nulla questo livello...
In pratica non mi ha dato nulla questo livello...

Parlavamo all’inizio della recensione della visuale: come ho già detto è estremamente libera, può girare a 360 gradi in modo da mostrare anche gli angoli nascosti dalle mura e devo dire che è estremamente utile, anche se viene usata molto spesso per nascondere degli scrigni nelle mappe in maniera banale dietro a qualche angolo.

Victor Vran può inoltre fare qualcosa che non si vede spesso in questo genere di giochi. Può saltare. Non solo! Può anche saltare su un muro e sfruttarlo per saltare di nuovo! Meccanica molto carina, ma che viene sfruttata in maniera sporadica. Molto spesso infatti è solo un altro stratagemma per scovare degli scrigni nei vari livelli.

Ignorando, come sempre, i consigli degli sviluppatori, ho iniziato il gioco in modalità Hard e devo dire che sono rimasto abbastanza deluso da come è stata gestita.

In pratica, la differenza rispetto alla versione normale è che saranno attivi cinque “hex” nelle mappe che aggiungono effetti negativi al povero protagonista: abbiamo del danno casuale, nemici che si trasformano in campioni, nemici che fanno più danno... niente di eccezionale o per cui valga effettivamente la pena usare questa modalità.

Sì, il gioco sarà più difficile, l’esperienza acquisita sarà maggiore, ma non ci saranno altri benefici e, francamente, dover passare il tempo a martellare uno scheletro perché se non si ottiene un overkill non è possibile ucciderlo non è certo il modo in cui voglio passare il mio tempo.

Scheletri che ballano il Gangnam Style, sigh.
Scheletri che ballano il Gangnam Style, sigh.

La presenza di NPC è abbastanza sporadica: abbiamo un hub che, come per questo genere di giochi, è la nostra base, e in cui potremmo parlare e commerciare con diversi individui. I loro dialoghi però si esauriranno in fretta e le merci non sono poi questo granché.

Una nota, secondo me molto negativa per questo genere, è l’assenza di loot, come dire, “importante”. Ammettiamolo, a tutti viene quel brivido nel trovare un bel pezzo di equipaggiamento, un'arma o un anello di quel bel colore epico che varia da gioco a gioco, o meglio ancora qualcosa di “leggendario”.

Ecco, Victor Vran è avaro nei drop e nella loro qualità: a parte le armi e l’armatura non c’è nessun altro slot in cui poter equipaggiare qualcosa e nulla è più deludente di ricevere l’ennesima arma di qualità infima dopo aver magari passato cinque minuti a uccidere un nemico leggendario.

Il combattimento è, tutto sommato, abbastanza carino. Le abilità sono però limitate: due skill per ogni arma e due poteri demoniaci sono tutto quello che possiamo avere. Nonostante sia possibile passare da un’arma equipaggiata all’altra la varietà di attacchi ne risente parecchio.

Le abilità demoniache sono poi così situazionali da essere spesso dimenticate, o al contrario usate senza un criterio perché veramente potenti. Il fatto stesso che se non utilizzato il potere demoniaco si scarichi le porta a essere qualcosa del tipo “spara e dimentica” senza alcuna connotazione strategica.

Colpone di scena!
Colpone di scena!

Qui sta tutto il problema, a furia di usare sempre le stesse abilità la noia può giungere inaspettatamente. Cosa rimane, quindi, di questo gioco?

Il sistema di combattimento non è innovativo, e può stufare dopo qualche ora di gioco; il loot non è particolarmente soddisfacente; la trama è abbastanza banale e i colpi di scena telegrafati.

Eppure… eppure ha qualcosa che mi ha intrattenuto, gli elementi presi singolarmente hanno dei problemi, però funzionano nel complesso: l’atmosfera del gioco è ben gestita, seppure non profonda e forse già vista, riuscendo a tenere l’attenzione del giocatore ben fissa su quello che succede.

Bisogna inoltre concedergli che è il primo tentativo degli sviluppatori, Haemimont Games, in questo genere di gioco mentre il loro cavallo di battaglia è sempre stato lo strategico e il gestionale (sono i creatori della serie Tropico). In questo caso, non me la sento di bocciare totalmente il gioco, perché è comunque un ottimo tentativo.

Ancora una volta lo scettro rimane saldo in mano a Diablo III, però devo dire che un Victor Vran 2, magari con un po’ più di contenuti e una storia migliore, non mi dispiacerebbe per niente.

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