Chi meglio di un sardo può parlare di un gioco come Divide by Sheep? Scherzi a parte, la premessa del gioco è abbastanza semplice: la Morte si sente sola, quindi ha deciso di inondare il mondo per uccidere gli animali e ottenere così l’agognata compagnia in forma di anime. Nostro compito salvare vari tipi di animali portandoli, attraverso i livelli di gioco, su delle zattere. Attenzione però, il numero di spazi disponibili sulle zattere è limitato, e accettano solo un tipo di animale per volta.

È qui che Divide by Sheep entra nel vivo delle sue meccaniche. Starà infatti al giocatore, e alle sue abilità matematiche, dividere appunto gli animali in vari gruppi.

Gli strumenti a disposizione aumentano gradualmente andando avanti per i vari livelli, la meccanica base è che due animali non possono occupare lo stesso spazio: questo fa sì che se abbiamo un gruppo di cinque animali e una piattaforma adiacente da tre spazi, due animali saranno sacrificati nel salto verso di essa e così via.

Successivamente le cose si complicano. Ad esempio, vengono introdotti i lupi che, se lanciati verso delle pecore (o viceversa), si abbufferanno delle suddette e poi rifiuteranno di muoversi dalla loro posizione. Questo ha tre effetti separati: il lupo rimarrà fermo escludendolo dal suo gruppo, eliminerà una pecora e infine occuperà uno spazio sulla piattaforma. Vedete che già con l’aggiunta di questa piccola meccanica le cose già iniziano a complicarsi.

Da qui in poi avremo a che fare con laser, dinamite, piattaforme che dividono i gruppi di animali in due e animali tagliati in due. Eh sì, i laser faranno esattamente quello: divideranno in due parti gli animali, così che sarà necessario occupare più spazi su una piattaforma e portare a spasso due metà sanguinolenti per poter salvare un solo animale che poi sarà ricomposto con del nastro adesivo sulla zattera di salvataggio.

Gnam...
Gnam...

Giusto per complicare le cose, ogni livello ha tre gruppi da salvare, anche di animali diversi, per cui bisognerà non solo organizzare il primo gruppo di salvataggio, ma anche i seguenti. Questo aggiunge un livello di strategia aggiuntivo non indifferente.

Se è facile salvare solo il primo gruppo di animali e andare avanti con i livelli, il successivo è sbloccato infatti al completamento di un singolo obiettivo per livello. Sbloccare nuovi mondi necessita di un certo numero di stelle, obbligando quindi il giocatore ad andare oltre il primo obbiettivo e modificando le dinamiche.

Salvare un gruppo è facile, richiede poche mosse e si possono sacrificare animali come se niente fosse, ma se invece di un solo gruppo ne dovete salvare due, o tre, allora il concetto del gioco di “dividere le pecore” la fa da padrone. La cosa diventa ancora più complicata se i gruppi da salvare sono di diverso tipo.

La spiegazione delle meccaniche avviene attraverso delle schermate fisse tra un livello e l’altro che sono, ahimè, non troppo esplicative, due righe scritte forse sarebbero state più utili anche se credo che la scelta sia voluta, non esiste una sola riga di dialogo in questo gioco.

Mi chiedo cosa stia pensando quella pecorella...
Mi chiedo cosa stia pensando quella pecorella...

Musiche ed effetti sonori sono molto carini, hanno uno stile allegro in contrapposizione al fatto che, effettivamente, state ammazzando e affettando innocenti pecorelle.

In fondo ci troviamo di fronte a un gioco divertente che finalmente mette a frutto gran parte delle cose che abbiamo imparato a scuola sull’algebra. Devo dire che mi son trovato alcune ore a tentare di finire un livello, resettandolo più e più volte, perché volevo assolutamente completare tutti gli obiettivi e, credetemi quando lo dico, se non avessi avuto questa recensione da scrivere sarei ancora fermo su alcuni livelli dei primi mondi perché troppo testardo per lasciar vincere due pecore sul mio intelletto. Mio nonno disapproverebbe molto se sapesse che suo nipote si è fatto battere da delle pecore.

Mi pare superfluo dire che ci troviamo di fronte a un gioco che da Angry Birds ha ereditato molto, a partire dall’impostazione grafica per finire nel gameplay e nell’effetto droga che provoca.

La difficoltà è altalenante, ci sono livelli molto facili da finire e altri che sembrano impossibili, il passaggio è molto brusco: da poche mosse a decine, richiedendo uno sforzo mentale maggiore.

Pronte per l'arrosto!
Pronte per l'arrosto!

Nonostante tutto ci troviamo di fronte a un ottimo gioco per tenere attiva la mente e con cui passare diverse ore di divertimento senza mettere eccessivamente sotto pressione, pur non sfociando nel capolavoro.

A volte il gioco è molto duro, non esiste un sistema di aiuto o una spiegazione vera e propria di ciò che ci troviamo di fronte e, per alcuni, questo può essere frustrante e portare il giocatore a un brusco stop della sua esperienza.

L’atmosfera generale del titolo è molto ben curata, i due elementi contrapposti, la morte e il sacrificare gli animali per proseguire nei livelli contro la grafica e l’esperienza sonora ricche di cose carine e paffute è gestita ottimamente e, per alcune scelte, mi ha ricordato il buon caro vecchio Lemmings, il che è decisamente un più sulla mia tabellina personale.

Se quindi cercate un giochino divertente e non troppo impegnativo, salvo alcuni livelli che potrete saltare, e che vi faccia finalmente usare tutte quelle abilità imparate a furia di “Pierino va al mercato”, Divide by Sheep è il titolo che fa per voi. Ora scusatemi, ma l’onore della mia famiglia è in pericolo: non riesco a guidare queste maledette greggi verso la salvezza...

[header_banner]