Cosa farà adesso il colosso di Kyoto?

La settimana scorsa, lo saprete senz’altro, il carrozzone delle notizie dell’industria dei videogiochi è partito con una news a dir poco desolante. Mi riferisco ovviamente alla scomparsa prematura di Satoru Iwata, presidente (ex, ahinoi) di Nintendo, avvenuta nella notte a seguito del decorso della malattia che ormai da anni lo affliggeva.

A seguito di questo evento c’è un quesito che si è chiesto praticamente chiunque, vuoi per affezione al personaggio, vuoi per sano spirito di discussione o per cinici interessi personali: e adesso?

Nintendo si ritrova, ancora una volta, a doversi reinventare, a ripartire, in un momento in cui invece avrebbe bisogno solamente di solide certezze. È innegabile che con il gioviale Satoru se ne sia andato un bel pezzo dell’azienda e una buona fetta di quella “Nintendo Difference” che da anni nominiamo ma, forse, non abbiamo mai capito davvero.

Cosa farà adesso il colosso di Kyoto? Sono tanti gli interrogativi e le situazioni da mettere a posto, o quantomeno chiarire.

Dal nuovo Presidente alla linea da seguire per gli ultimi anni o mesi di Wii U, passando per la volontà degli azionisti, l'ingresso nel mercato mobile e Project NX, cercheremo di analizzare questi ed altri aspetti nell'articolo di oggi, in attesa di annunci ufficiali e comunicati stampa che facciano chiarezza nelle prossime settimane.

Gli omaggi per Satoru Iwata al Nintendo World Store.
Gli omaggi per Satoru Iwata al Nintendo World Store.

Dramatis personae

Uno dei punti più importanti da sistemare è, ovviamente, la poltrona vacante nell'ufficio del Presidente di Nintendo. È ovvio che i dirigenti dell'azienda fossero pronti a questa eventualità - Iwata stava male da più di due anni ormai - ed è quindi molto probabile che siano già pronte una manciata di candidature, basta attendere solo qualcuno che dica "sì".

Immagino sia questione di settimane, al massimo, arriva la Gamescom (per quanto Nintendo non sia presente è comunque un momento importante dell'anno) e ci si avvia verso il periodo cruciale dell'anno, ovvero l'ultimo quarto. Ovviamente i nomi che sono girati sono parecchi, sono tante le figure che sarebbero papabili a prendere il controllo di Nintendo.

Il primo nome, urlato dal popolo, è stato quello dell'amato Shigeru Miyamoto. Certo, il game designer è una figura molto forte a livello mediatico, ha un buon rapporto con tanti esponenti dell'industria, terze parti ed azionisti inclusi, ma non è la persona adatta.

Prima di tutto Nintendo ha bisogno di un presidente molto giovane che possa guidare l'azienda per, almeno, una ventina d'anni, e Miyamoto di anni ne ha già 62. Poi, per quanto Iwata ci abbia abituato bene, un Presidente è prima di tutto un contabile, una persone che alla fine dell'anno deve portare risultati. Miyamoto è un creativo, non ragiona con i numeri ma con le idee ed i sentimenti, ha sempre lavorato allo sviluppo dei giochi e non è mai stato all'interno delle dinamiche aziendali.

Shigeru Miyamoto.
Shigeru Miyamoto.

Un volto più probabile è sicuramente Satoru Shibata, presidente di Nintendo of Europe. Responsabile della localizzazione dei prodotti Nintendo, uomo d'azienda vero al contrario di Miyamoto, Shibata con i suoi 52 anni è abbastanza giovane per guidare l'azienda, ma in questo modo la sede europea perderebbe una figura molto importante che nel corso degli anni è stato responsabile di molti progetti importanti, tra gli ultimi la localizzazione di Xenoblade Chronicles per l'Europa.

Genkyo Takeda è anch'egli tra i nomi papabili, anche se con i suoi 66 anni è difficile vederlo a capo di un'azienda che, su questo ci metto la mano sul fuoco, si prepara a grandi cambiamenti. C'è da dire che Takeda è un ingegnere, è stato responsabile di Wii, ed è sicuramente un ottimo elemento visto l'ingresso di NX sul mercato e la sua natura "rivoluzionaria". A questo punto però credo che a succedere ad Iwata sarà un nome poco noto o totalmente sconosciuto.

Morimoto ad esempio, responsabile delle pubbliche relazioni e pupillo di Iwata degli ultimi anni, magari l'ex-Presidente di Nintendo lo può avere istruito negli ultimi anni proprio in vista del suo inevitabile destino, chi lo sa.

Altre possibilità non ce ne vengono in mente, a parte l'ultimo triste scenario che potrebbe vedere Nintendo controllata da una cordata di banche ed azionisti in attesa di tempi migliori, ma questo segnerebbe probabilmente la fine di Nintendo come la conosciamo e non è una situazione auspicabile per nessuna delle parti in causa.

Satoru Shibata
Satoru Shibata

Nintendo is the new Sega?

Che agli azionisti non andasse a genio Iwata è cosa risaputa. Più volte il consiglio dell'azienda nel corso degli anni ha spinto perché Iwata lasciasse il posto a qualcun'altro, qualcuno di più aziendalista e concentrato sui profitti. Satoru è rimasto stoico nelle sue posizioni e, seppur con qualche incertezza, ha portato avanti Nintendo fino ad oggi risollevando le sorti economiche dell'azienda grazie maggiormente agli amiibo.

Vista la situazione che si è creata, è lecito pensare che qualcuno prenda la balla al balzo per trasformare il lato aziendale di Nintendo e, insieme alla pubblicazione dei titoli su dispositivi mobile, abbandonare la produzione di hardware e diventare, di fatto, uno sviluppatore third party.

Se Iwata ha dovuto cedere alle pressioni esterne e trovare finalmente un accordo con un produttore per entrare nel mercato di smartphone e tablet - tramite l'accordo con DeNa - dall'altro lato possiamo stare tranquilli: Nintendo non replicherà le vicende di Sega.

Project NX è infatti una realtà, è stata illustrata durante lo scorso E3 a porte chiuse agli sviluppatori ed altri esponenti illustri della game industry e, stando ai bene informati, la nuova console Nintendo avrebbe raccolto impressioni positive. Qualunque cosa sia NX rappresenta sicuramente il futuro di Nintendo, un futuro basato su un hardware molto particolare, "qualcosa di mai visto prima".

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Quanto sarà distante questo futuro?

La Nintendo Difference

Direttamente legato alla presidenza e alla pianificazione futura di prodotti e servizi c'è un quesito che sorge spontaneo: che fine farà la Nintendo Difference? Nintendo sarà ancora l'azienda che pubblica i titoli first party a prezzo ridotto, che tra tanti remake e iterazioni di saghe trentennali sforna titoli come Splatoon, che rinuncia all'esclusiva degli Skylander per spingere al massimo un prodotto proprietario (gli amiibo), oppure non farà altro che adeguarsi alle politiche aziendali occidentali, un po' come hanno fatto quasi tutte le software house nipponiche? Ci dobbiamo aspettare prodotti fatti uscire di fretta, pieni di bug, season pass a prezzi mostruosi, titoli con poca originalità e, mi vengono i brividi solo a pensarci, titoli a cadenza annuale?

Queste sono domande a cui oggi non possiamo rispondere in alcun modo. Mi piace pensare però che Iwata, un po' come Steve Jobs, abbia lasciato delle specifiche linee guida per il futuro prossimo di Nintendo. Tra queste ci sono molto probabilmente le direttive per Project NX, per l'accordo con DeNa e alcuni videogiochi che ancora non conosciamo, magari.

Per quanto riguarda il software i danni non potranno essere troppo devastanti. Miyamoto sta coltivando tutta una serie di nuovi talenti sotto al sua ala protettiva, tra cui i ragazzi che hanno lavorato al già citato Splatoon, e per questo sono fiducioso nel dire che, almeno nelle intenzioni di game designer e sviluppatori, la qualità tipica del software Nintendo non sarà intaccata. Certo, bisognerà valutare le eventuali pressioni esterne quanto saranno pesanti, ma anche questo non potremmo che saperlo col tempo.

Se ci pensate, Nintendo si è salvata da un brutto periodo sfruttando la famosa strategia dell'oceano blu, andando a competere con gli avversari su un altro campo, inesplorato, che però ha saputo dare dei grandiosi risultati. Per questo non ce la vedo a competere con gli avversari ad armi pari, lo stesso Iwata disse di non esserne in grado. Per parafrasare uno scambio di battute tra Steve Rogers e Tony Stark in Avengers: se il resto dell'industria passa sopra ad un filo spinato per salvare i propri amici, Nintendo lo taglierebbe.

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