Tra il 2015 e il 2016 ne vedremo delle belle, con produzioni sia esclusive sia multiformato che invaderanno il mercato dei videogame con un predominante piglio narrativo

Salve ragazzi, e benvenuti! Dopo il blog della scorsa settimana, che era più un tributo ad un grande uomo, oggi si torna a parlare di Videogiochi e soprattutto si torna a parlare di un concetto a me molto caro: lo storytelling.

Sono passati secoli dal concetto di arrivare dal punto A al punto B e salvare una principessa, o una nazione o il mondo intero. Oggi le moderne tecniche di sceneggiatura e le scritture complesse hanno più di ogni altra cosa conquistato il nostro medium, regalandoci veri e propri capolavori del calibro di The Last of Us, Final Fantasy VII e l'intera saga di Metal Gear Solid.

Tra il 2015 e il 2016 ne vedremo delle belle, con produzioni sia esclusive sia multiformato che invaderanno il mercato dei videogame con un predominante piglio narrativo.

Ovviamente, il primo lavoro che mi viene in mente è Metal Gear Solid V: The Phantom Pain: il lascito di Kojima vedrà la luce tra pochissimo, il primo settembre, e ci si aspetta un gioco scritto con gli attributi, pieno di intrighi ma anche di esistenzialismo portato allo stremo. Basti pensare alle citazioni di Emil Cioran nello splendido trailer dell E3 2015.

Altro gioco di cui non sottovaluterei il lato narrativo è Fallout 4: il solo fatto di aver dato il dono della parola al protagonista può aprire mille strade per una narrazione più complessa. Spero in un concreto miglioramento nella stesura della trama di Rise of The Tomb  Rider: il primo capitolo del reboot di Crystal Dinamics è stato un gran bel gioco, ma sicuramente carente dal punto di vista narrativo.

Il 2016 vede il susseguirsi di veri e propri titoloni e finalmente quella valanga di emozioni che aspettavamo tutti si abbattesse dal lontano 2013, arriverà portando con se titoli incredibili

Come dimenticare Halo 5: Guardians? Il secondo capitolo della nuova trilogia di Master Chief promette benissimo, purtroppo anticipato da una mini serie live action davvero bruttina.

Il 2016 vede il susseguirsi di veri e propri titoloni e finalmente quella valanga di emozioni che aspettavamo tutti si abbattesse dal lontano 2013, arriverà portando con se titoli incredibili.

Final Fantasy XV con il passaggio di Tabata a director a sostituire Nomura mi ha dato forti speranze; Tabata è uno che sa scrivere storie meravigliose, basti pensare a Final Fantasy Type-0, davvero uno dei migliori capitoli della serie e colmo di un alone cupo distante dalla serie ma molto più vicino a temi consoni al ventunesimo secolo. La storia di Noctis mi emoziona già alla visioni dei pochissimi trailer usciti, e non vedo l'ora di saperne di più alla Gamescom 2015, senza sottovalutare un gameplay davvero ottimo che ho personalmente testato con la demo Episode Duscae.

Spero vivamente di vedere anche Final Fantasy VII Remake per il prossimo anno: Nomura ha raccolto una pesantissima eredità, ma la storia è già li, ed è perfetta, non va toccata. In casa Square Enix si prepara anche Kingdom Hearts III, a mio parere e gusto il più debole narrativamente parlando dei tre titoli, ma che giocherò con piacere, come tutti i precedenti capitoli. Ripeto, questa è una mia personalissima convinzione, amo Kingdom Hearts, ma non quanto il lavoro svolto da Tabata con Type-0 o il mai troppo esaltato settimo capitolo della saga.

Dal canto suo Sony ci promette faville con il meraviglioso Horizon: certo, i ragazzi di Guerrilla Games non sono mai brillanti moltissimo per la narrazione, ma il concetto di RPG open world e una protagonista molto carismatica mi lasciano ben sperare, così come mi lascia ben sperare un ipotetico nuovo gioco di Quantic Dream, che a naso vi dico si farà sicuramente vivo al Paris Game Week.

Per me saranno i due massimi sistemi per quanto riguarda la scrittura il prossimo anno: Quantum Break e Uncharted 4: A Thief's End

Microsoft ci delizia con Scalebound e Crackdown, non certo campioni di sceneggiatura - in particolar modo i ragazzi di Platinum Games sembra non vi si siano mai dedicati in nessun progetto - ma mai dire mai. Non dimentichiamo Gears of War 4, attesissima (per me una delle più attese) esclusiva per Xbox One: voglio sapere tutto della storia, della cupezza degli scenari visti durante l'E3, ed intanto mi rigiocherò il primo capitolo, in forma rivista e corretta sulla console current-gen!

Dulcis in fundo, ho conservato quelli che per me saranno i due massimi sistemi per quanto riguarda la scrittura il prossimo anno: Quantum Break e Uncharted 4: A Thief's End.

Il primo porta la firma dello straordinario quanto duttile Sam Lake, vero e proprio simbolo dell'industria con i nomi di Alan Wake e Max Payne che gli creano un curriculum invidiabile. Sicuramente Quantum Break manterrà la stessa qualità anche se mi auguro che ancora una volta l'uomo simbolo di Remedy sappia superarsi.

Naughty Dog, uno degli studi più preparati per quanto riguarda l'aspetto tecnico, ha dalla sua parte una penna d'eccezione: Neil Druckmann. Druckmann è reduce del successo incredibile di The Last of Us e il suo prequel, il commovente Left Behind. Lo stile di Druckmann è eccezionale, semplice, meno hard boiled di Sam Lake e di una cupezza che ricorda gli stadi più tristi dell'esistenza umana. Insomma, chissà se riuscirà ad imprimere ad una serie scanzonata come Uncharted tinte leggermente più cupe che a mio parere non andrebbero affatto male.

Voi che ne pensate giovani? Siete pronti ad affrontare tutte queste meravigliose storie? Scrivetemi qui sotto e, come sempre, pace.

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