A due episodi dalla fine della stagione, Tales from the Borderlands prosegue sulla strada del successo con una destrezza invidiabile. Da buon episodio centrale, Catch a Ride pesca a piene mani dalle scelte pregresse, in particolare dall’ultima effettuata nel corso della seconda puntata, per dipanarsi in eventi diversi a seconda delle decisioni del giocatore. Ed è subito e costantemente un gran bel giocare.

Quelle del terzo episodio sono due ore infiocchettate alla perfezione in un racconto che per scrittura e profondità eleva il titolo di Telltale Games tra i più belli in assoluto nel genere. Una formula mista tra humor e drama sostanzialmente perfetta, che alza l’asticella ancora più in alto e che non dà spazio ad alcuna incertezza.

L’aspetto migliore di Catch a Ride è sicuramente la struttura duale dell’intero svolgimento: l’episodio cambia totalmente sentiero a seconda dell’ultima decisione presa in Atlas Mugged e non mostra l’altra sua faccia a meno che il giocatore non decida di ricominciare da capo l’avventura.

Vi dico solo che già da ora, anche se ho capito quale sarà il mio playthrough preferito, Tales from the Borderlands mi ha spinto a portare avanti due salvataggi per godere a pieno di tutti i generosi eventi e le piccole sfaccettature della trama. Ed è una cosa che mi accade raramente, se questo può esservi utile per capire la caratura delle avventure di Rhys e Fiona.

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Un momento di stallo.

Per la stragrande maggioranza dell’episodio, i due protagonisti saranno separati e avanzeranno accompagnati da personaggi differenti. La crescita della loro personalità è evidentemente dettata dalle azioni del giocatore, forse nel modo migliore e più tangibile possibile nella storia dei videogiochi firmati Telltale Games. Si nota soprattutto nei rapporti con le altre figure chiave dell’avventura, che vanno curati nel minimo dettaglio per evitare conseguenze indesiderate.

Fondamentale è, per esempio, l’approccio che riserverete alla new entry Gortys, che nel giro di un solo episodio si è già guadagnato il podio dei migliori personaggi dell’intera serie: seppur caratterizzato da un atteggiamento dolce e ingenuo, il suo carattere rientra pienamente nei canoni di Pandora grazie a delle surreali scene al limite dell’humor nero.

Insomma, Catch a Ride richiama a sé tutte le precedenti puntate in modo pertinente e concreto, proprio come ci si aspetterebbe da un’avventura grafica che si rispetti. C’è tanta carne sul fuoco per dare spazio a teorie sull’andamento della storia, che senza dubbio andrà avanti e si diversificherà ancora di più durante le prossime puntate.

Il terzo episodio di Tales from the Borderlands fa qualcosa in più anche in termini d’azione, proponendo degli attimi che, per quanto siano comunque affidati al solito sistema di quick time event, sono ben congegnati e inseriti egregiamente nel contesto. Veloci e violente in pieno stile Borderlands, tali sequenze fanno tanto anche per il ritmo, amalgamando per bene tutto il resto dell’offerta narrativa e compensando i momenti più lenti e ragionati dello svolgimento.

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Guardate quel dentino pixelloso, non è adorabile?

Le piccolezze nascoste nei momenti fatti di calma esplorativa e conversazioni sono però essenziali per lo sviluppo dell’universo di gioco e dei personaggi. Ogni secondo speso in più a spulciare i dettagli delle ambientazioni tende una mano in maniera decisa alla narrazione, premiando il giocatore paziente e in grado di assaporare in egual misura tutti i momenti dell’avventura.

Il gran merito di Tales from the Borderlands è proprio questo: aver saputo condensare al meglio tipologie di divertimento e approccio totalmente differenti in un gioco mai banale e da cui vorrete sempre di più. In questo senso, Catch a Ride sfrutta a pieno la potenzialità episodica della serie, proponendo ai giocatori più affamati alcuni delle migliori situazioni di tutta la stagione.

Ci sono ancora circa quattro ore da godersi e tante altre run da affrontare per apprezzare completamente tutte le sfaccettature del racconto, ma già da qui si sente l'odore di capolavoro.

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