Dopo una gestazione iniziata con una fase alpha per PC nel febbraio del 2014, Rocket League ha fatto il suo rocambolesco debutto lo scorso 7 luglio sugli store digitali di Steam e PlayStation Network. Il titolo è il seguito di Supersonic Acrobatic Rocket-Powered Battle-Cars (per gli amici SARPBC), sviluppato sempre da Psyonix. Rocket League si è fatto attendere parecchio quindi, e nonostante il lungo periodo in alpha e poi in beta, non è riuscito a debuttare senza difficoltà.

Il gioco ha avuto (alcuni ne ha ancora) parecchi problemi sul lato tecnico, principalmente per quanto riguarda la stabilità dei server e un curioso, si fa per dire, bug che fa surriscaldare le PlayStation 4 in modo insolito. Per questo specifico problema vi rimando al trafiletto del buon Alessandro Adinolfi qui a lato da qualche parte, la versione che analizzeremo è invece quella PC.

Rocket League è un curioso gioco automobilistico con una spruzzata di calcio, oppure il contrario non l’ho ancora ben capito. Divisi in due squadre composte da 1 a 4 automobili che ricordano le macchinine telecomandate, lo scopo è ovviamente segnare più goal del team avversario.

Tutto si gioca intorno alla fisica del pallone e la possibilità delle vetture di compiere dei salti, aiutate dalla propulsione turbo che consente di volare letteralmente per alcuni secondi. La formula è effettivamente semplice quanto sembra, ma Rocket League non è un gioco da prendere alla leggera.

Il primo impatto è a dir poco spiazzante: nonostante l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un titolo dove il caos regna sovrano, in realtà per uscire vincitori da una partita bisogna allenarsi parecchio. È fondamentale imparare il tempismo della palla (più grande delle macchine e dal rimbalzo molto lento) e quello dell’accelerazione delle vetture.

In questo senso aiuta moltissimo una seconda telecamera attivabile in qualsiasi momento – la Ball Cam – che segue costantemente il pallone. I salti sono parecchio versatili, è possibile fare un secondo salto in aria oppure avvitarsi di lato, in questo caso la forza impressa alla palla è molto superiore ed è utile per effettuare dei lunghi passaggi o dei tiri al fulmicotone.

Uno contro uno a rincorrere il pallone.
Uno contro uno a rincorrere il pallone.

Il campo di gioco inoltre è totalmente chiuso, a metà tra un campo da calcio e un thunderdome, potendo correre anche sui muri o sul soffitto. Una volta presa confidenza con i comandi è possibile compiere delle evoluzioni incredibili e davvero soddisfacenti, in aggiunta è possibile tamponare i propri compagni per fargli compiere lunghe distanze in breve tempo, oppure investire gli avversari (una volta raggiunta una certa velocità) per farli detonare, eliminandoli dalla partita per alcun secondi preziosi.

Se in tutto questo ci aggiungete che non esiste il ruolo del portiere fisso, potrete capire come in Rocket League ci sia tutto fuorché il caos incontrollato. La formula di gioco funziona alla meraviglia, e in questo faccio davvero fatica a trovare dei difetti al titolo, mentre ce ne sono da segnalare altrove.

Prima di tutto le modalità di gioco che sono poche e mal strutturate. Passi che Rocket League è un gioco palesemente votato alla socialità e al multigiocatore, ma il single player è quasi inesistente e, considerando la frequenza con cui i server sono crollati in questi primi giorni (più o meno ogni 20 minuti), il problema è ancora più pressante.

Oltre al multiplayer online (che si divide tra partite veloci e classificate), si può fare la classica Esibizione singola e la Stagione, ovvero una serie di partite con e contro l’intelligenza artificiale del gioco. Quest’ultima modalità consiste nel semplice susseguirsi di una serie di partite, né più né meno, e purtroppo l’IA dei compagni e degli avversari è a dir poco altalenante. A volte sembra di avere attorno dei campioni inarrestabili mentre in altre occasioni, di punto in bianco, fioccano gli autogol ed i comportamenti senza senso.


Su PS4 -  Il lancio sulla console Sony è stato sicuramente travagliato: complice il PSN il 7 luglio era impossibile scaricare il titolo e nei due giorni successivi la situazione non è migliorata, visto che Rocket League portava la console a surriscaldarsi e i server non erano stabilissimi. 

Psyonix ha pubblicato una patch correttiva (dal peso di 2GB) venerdì 10 luglio. Ora la console non raggiunge più le elevate temperature dei giorni precedenti e i server sono molto più stabili. 

Rocket League su PS4 è letteralmente uguale alla controparte PC, eccezion fatta per qualche raro calo di frame rate.

Il problema più grande del titolo però rimane la community: diverse volte abbiamo assistito (e anche subito) disconnessioni di uno o due giocatori nel nostro team, buttando letteralmente una partita alle ortiche. 

Lo Share di PS4 infine funziona perfettamente e non abbiamo riscontrato nessun problema nel salvataggio delle clip e dei vari screenshot.

Alessandro Adinolfi


Il turbo è un elemento fondamentale.
Il turbo è un elemento fondamentale.

Lo ripeto, Rocket League è da prendere quasi esclusivamente con l’ottica di giocare online (visto che anche in locale le opzioni scarseggiano), ma in ogni caso la modalità single player è del tutto insufficiente e, considerando la poca stabilità dei server, è un problema che va considerato. Sarebbe bastato inserire alcune modalità aggiuntive in singolo, come delle sfide di velocità, di acrobazie o abilità varie, magari delle normali prove a tempo, giusto per aggiungere varietà e longevità al gioco.

Rocket League in compenso si difende molto bene dal lato tecnico. Il comparto della fisica funziona egregiamente, così come le collisioni che davvero raramente ho notato essere carenti. Il frame rate a volte non è del tutto stabile invece, sopratutto online in alcune partite, in compenso non ho notato quasi mai episodi di lag, nonostante la mia connessione non sia esattamente delle migliori.

Graficamente il gioco è essenziale e funzionale: le arene sono ben caratterizzate e, oltre ad avere un meteo variabile, restituiscono un feeling più che buono (in particolare quelle con il pubblico), allo stesso modo gli effetti di luce sono molto pregevoli, così come le texture ed i modelli delle macchine che sono abbastanza curati.

A questo proposito sarebbe stato interessante inserire delle statistiche per ogni vettura, invece di creare un parco macchine (peraltro non vastissimo) che variano solamente in estetica. Capisco però che questo sarebbe stato un ulteriore sforzo, e neanche piccolo, nel trovare il giusto equilibrio tra tutte le auto, e quindi mi sento di non essere troppo critico su questo aspetto per quanto, ripeto, sarebbe stata la marcia in più del gioco.

Stile da vendere.
Stile da vendere.

Le vetture possono essere personalizzate in un modo piuttosto curato, dal colore della carrozzeria, le immancabili decalcomanie, passando per le ruote, il colore e la forma della scia del turbo, i “cappelli” e l’immancabile antenna. Le opzioni sono davvero molte e, in questo mi sento di premiare il team, ci vorrà davvero un bel periodo per sbloccare tutti i collezionabili e gli oggetti da equipaggiare.

Rocket League quindi funziona e, nonostante i problemi tecnici che lo affliggono soprattutto nella funestata versione PlayStation 4, mi sento di promuoverlo senza troppi problemi. Il gameplay è accattivante, fila liscio come l’olio, ed offre i giusti stimoli per i giocatori che vorranno impegnarsi a fondo e scalare le classifiche.

Ribadisco che si tratta di un gioco squisitamente votato al gioco online, mentre c’è davvero poco margine per giocare in solitario. I server sono ancora un problema attualmente, difficile dire se un giorno saranno del tutto stabili, ma in ogni caso è un gioco da prendere seriamente in considerazione.

Per gli utenti PlayStation 4 è quasi un obbligo visto che è gratis per tutto luglio, ai giocatori PC potrei consigliare di aspettare qualche giorno per la situazione dei server, ma in questo caso vi perdereste la possibilità di giocare ad un titolo divertentissimo, appagante e tremendamente immediato. A voi la scelta.

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