Cinque anni sono tanti, soprattutto nell’industria videoludica. Eppure questo è il tempo impiegato da Shantae: Risky’s Revenge ad approdare su tutti i sistemi d’intrattenimento moderni: smartphone, Nintendo DS, PC e in ultimo PlayStation 4. Proprio sull’ultima console Sony puntavano abbastanza i ragazzi di WayForward, nome pesante dell’industria videoludica che in passato tra nuove IP e creazioni su licenza ha sempre saputo fare per bene i suoi conti

Dopo un anno dall’approdo su Steam, la Director’s Cut del secondo capitolo in ordine cronologico delle avventure di Shantae approda anche su console di nuova generazione, almeno per il momento solamente in Nord America (tuttavia un’eventuale uscita europea potrebbe non essere lontana).

Anche in questo capitolo, l’antagonista è la donna pirata Risky Boots: durante l’annuale Relics Hunters Expo, Shantae assiste alla presentazione di Uncle Mimic di un oggetto che ha trovato nel corso di una sua avventura, ma qualcosa ovviamente va storto: nella borsa di Uncle Mimic non c’è la vera reliquia ma una lampada a olio, che se finita nelle mani sbagliate può causare tanti problemi. Risky Boots ne è conoscenza ed ecco che sfonda il tetto del palazzo e sottrae l’oggetto.

È proprio la mezza Genia Shantae, dopo essere stata licenziata come guardiana di Scuttle Town dal sindaco, a imbarcarsi nell’avventura per recuperare i 3 Magic Seals necessari per far funzionare la lampada prima dell’antagonista. Da qui in avanti inizia un’avventura in un mondo colorato, popolato da mostri, mercanti e varie insidie.

Shantae: Risky’s Revenge è esattamente ciò che appare, ovvero un metroidvania originale, di come non se ne vedevano da un po’. Graficamente stupendo grazie all’utilizzo degli sprite in 2D, che strizza l’occhio che direttamente ai vecchi cabinati in cui i più vecchi di me passavano ore e ore, mentre io ho potuto godere solamente dell’ultimo respiro delle sale giochi. Tuttavia, i primi 25 minuti di gioco non fanno altro che rievocare ricordi di titoli passati. Il gameplay di Shantae: Risky’s Revenge non si discute: è solido e chiunque vi dica il contrario mente.

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La protagonista del titolo, appunto Shantae, si trova ad affrontare una quantità inumana di mostri con la semplice pressione di un tasto. Un attacco veloce, fulmineo, con la coda dei suoi capelli. Inoltre abbiamo la possibilità di utilizzare degli oggetti speciali, come una nuvola in grado di seguirci e scagliare fulmini a tutto andare oppure sfoderare potenti attacchi utilizzando delle potenti palle di fuoco, ma per ottenerli dobbiamo necessariamente visitare il negozio, dove è possibile acquistare questi potenziamento e anche delle pozioni, utili a curarci in gioco e molto altro.

Per acquistare tutti questi elementi è necessario avere delle gemme, che si possono raccogliere nei vari quadri del gioco nascosti in qualche elemento distruttibile e ovviamente uccidendo i nemici, che alla loro morte dropperanno un modesto quantitativo di gemme o cuori per recuperare la vita del personaggio. Shantae può anche muoversi più velocemente, effettuando una sorta di Moon Walking per indietreggiare dai nemici. Il raggio d’azione infatti è molto meno vasto del previsto e dunque ogni incontro deve essere affrontato nella maniera giusta, vicini al nemico.

Non manca la possibilità infine di abbassarsi e saltare, ovviamente, per raggiungere luoghi inaccessibili oppure eliminare piccoli ma fastidiosi nemici. Nel corso dell’avventura inoltre Shantae può assumere diverse forme (scimmietta, elefante e sirena), ognuna con delle caratteristiche diverse e necessarie ad esempio per raggiungere nuove stanze dei vari mondi. Per riuscite a trasformarsi in una di queste forme è necessario acquisire le tre Dash, sparse per i vari livelli di gioco.

Anche sul lato tecnico, Shantae: Risky’s Revenge è molto convincente: graficamente il titolo spicca, offrendo un mondo vario e colorato. Intelligente il design utilizzato per protagonisti e nemici, ma è la colonna sonora a conquistare il giocatore, prevalendo su tutto: composta da brani gradevoli ed effetti sonori in linea con le atmosfere del titolo, le musiche non annoiano mai e si rivelano una perfetta cornice per un quadro prodotto con estrema cura.

Il mondo in cui è ambientata l’avventura di Shantae: Risky’s Revenge è estremamente vario: ogni livello è pieno zeppo di tesori e molto spesso sarete obbligati a tornare sui vostri passi per recuperare qualcosa che vi siete lasciati indietro. Vedrete tesori oppure anfore contenenti chissà cosa e molto spesso per voi sarà impossibile raggiungerli, almeno fino a quando non avrete ottenuto la forma necessaria oppure trovato il percorso secondario.

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In questo WayForward è riuscita a creare qualcosa in grado di divertire, a patto ovviamente di apprezzare questo genere di titoli, perché Shantae segue degli schemi ben precisi che hanno reso famosi i vari Metroid e Castlevania.

Non esiste un recupero della vita automatico, per salvare è necessario trovare un save point (in questo specifico titolo un simpatico vecchietto) e i salti così come i vari attacchi devono essere calcolati al millimetro per evitare di mancare una piattaforma oppure subire troppo danno.

Con una trama stabile e adatta alla saga e grazie al solido gameplay che WayForward è riuscito a creare, Shantae: Risky’s Revenge diventa un acquisto quasi obbligato per gli amati dei metroidvania (o dei platform, se preferite). In cambio della spesa ci sono ore e ore di divertimento che difficilmente baratterei con altre produzioni.

Se cercare un titolo in grado di intrattenervi o volete buttarvi a capofitto nelle avventure della saga, questo secondo capitolo rappresenta la scelta ideale.

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