Ha senso parlare di 'usato' per un videogioco in digitale?

Nel corso di un'intervista rilasciata durante lo scorso E3, il responsabile del merchandising di Gamestop, Eric Bright, ha rivelato che la famosa catena di videogiochi non ha mai rinunciato del tutto all'idea di creare un mercato dell'usato di giochi digitali.

Nello specifico, Bright ha dichiarato: “il mercato digitale è in forte crescita, e la possibilità di rivendere i giochi digitali di seconda mano è un’idea che ci interessa, e alla quale stiamo ancora lavorando. La diffusione del digitale è ancora in una fase embrionale generale e soprattutto un modello di vendita di titoli di seconda mano richiederebbe il consenso e la collaborazione dei titolari della piattaforma e degli editori, cosa che per il momento sembra improbabile visto lo scetticismo generale che molti hanno verso questa possibilità”.

A supporto dell'entusiasmo dell'amico Eric c'è anche la Corte Europea che, nel 2012, si è pronunciata in favore della rivendita di titoli digitali di seconda mano, nonostante la riottosità di Steam che ha vinto parecchie cause contro il movimento che vorrebbe vederla sviluppata.

Secondo uno studio riguardante lo scorso anno l'acquisto di prodotti digitali è salito dal 2010 al 2013 dal 29 al 53 percento. Sebbene la rilevazioni contempli al suo interno non solo giochi acquistati in versione digitale, ma anche DLC, prodotti per dispositivi mobile e per i giochi su social network, si tratta comunque di un dato rilevante ed è comprensibile che anche i grandi colossi del retail inizino a pensare di buttarcisi a capofitto.

La concorrenza è sempre ben accetta in ogni settore, almeno dal lato dei consumatori, se Gamestop iniziasse veramente a trattare questo tipo di mercato costringerebbe Steam (e probabilmente altre catene) a fare altrettanto, per la gioia dei clienti che si potrebbero destreggiare tra offerte di ogni tipo. In tutto questo però stavo pensando ad una cosa: ha senso parlare di "usato"per un videogioco in digitale?

Un giorno questi scaffali saranno un ricordo?
Un giorno questi scaffali saranno un ricordo?

Il vantaggio del gioco usato è che, ovviamente, costa meno del prodotto nuovo di zecca sullo scaffale, perché il disco ha già girato (magari per parecchie ore) all'interno di una console, perché la scatola può essere rovinata, e in generale si tratta comunque di un oggetto che non è appena uscito dalla fabbrica e quindi non può essere venduto a prezzo pieno.

I giochi in digitale sono già vantaggiosi perché, non essendoci a monte i costi di imballaggio e di spedizione presso i retailer, è possibile effettuare sconti o comunque venderli ad un prezzo leggermente minore della versione scatolata. A costo di sottolineare l'ovvio, come sapete non c'è niente di fisico che si usura nel gioco in digital delivery, perciò qual'è la differenza, in questo caso, tra un titolo che è stato giocato dieci ore o dieci minuti?

L'unica attrattiva che ci vedo è quella di portare anche nel settore digitale quel meccanismo "compro-rivendo-compro" che ha fatto la fortuna di Gamestop negli anni, considerando che questi titoli non occupano spazio fisico e quindi non generano costi di magazzino irrecuperabili sarebbe anche un mercato migliore in un'ottica prettamente imprenditoriale.

Lo scenario ideale per questa situazione sarebbe la creazione di una piattaforma online ad hoc a marchio Gamestop, andando ad affiancarsi a quella di Valve, Origin, GOG, UPlay e via dicendo, il modo migliore per gestire la compravendita dei titoli in digitale. In alternativa (o a supporto, perché no) si potrebbe scegliere di acquistare il codice direttamente in negozio, cosa che già succede quando si acquistano le schede prepagate per Steam o Battle.net, ad esempio.

Steam.
Steam.

Questa possibilità è francamente intrigante perché, come dicevo poco sopra, la concorrenza crea nuova linfa vitale all'interno di un settore e, generalmente, i primi a guadagnarci sono proprio gli utenti finali.

Steam si sforzerebbe ancora di più per offrire dei saldi ghiotti, iniziativa che negli ultimi ha perso un po' di smalto, probabilmente a causa dell'adagiarsi di Valve sui proverbiali allori, e allo stesso modo si metterebbe il cuore in pace ed inizierebbe a trattare i titoli digitali usati.

Tutti gli altri servizi si adeguerebbero (GOG, Origin e via dicendo) e col tempo anche le altre grandi catene inizierebbero a dare la possibilità di acquistare e restituire i giochi usati, come Best Buy o le "nostrane" Media World, Euronics e Trony del caso.

Più del 70% della compravendita di software proviene dagli scaffali dell'usato, e considerando la crescente ascesa del digital delivery, grazie anche alla diffusione capillare di Steam e soci, questo è uno scenario che prima o poi si avvererà, anche e sopratutto nell'ottica dell'abbandono del supporto fisico delle console, chimera tecnologica di cui si parla ormai da anni.

Onestamente accoglierei con gioia questo momento, e voi?

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