E allora quali sono le nuove tendenze del genere? Buona domanda

Sopravvivere. Sembrerebbe il nuovo motto dei giochi massivi, così, ad un primo sguardo, un primo pensiero. I MMO sono morti? Vi è sembrato di annusare nell'aria una certa crisi, avvertite una presenza più moderata di nuove uscite, di cloni di World of Warcraft, di mondi persistenti?

Niente di più sbagliato. Quello che vi manca è la confortevole sensazione della routine. Perché se in un tempo lontano c'erano i single player da una parte, e i giochi multigiocatore, i MMORPG, dall'altra, ora la linea di demarcazione si è assotigliata notevolmente, tanto da cercare di scomparire. Tutti hanno un connessione internet ed ecco quindi che tutti i giochi, o quasi tutti, hanno ormai una componente online.

E allora quali sono le nuove tendenze del genere? Buona domanda. Che non prevede una sola risposta. Sicuramente l'universo PC ha beneficiato di due fenomeni recenti.

Il crowdfunding, la raccolta fondi via Kickstarter e ora, saltando direttamente dalla software house al consumatore, l'accesso anticipato di Steam di Valve, piattaforma di digital downloading che prevede l'acquisto di giochi ancora in alpha, praticamente un finanziamento che viene fatto dagli utenti su prodotti ancora in sviluppo, ma già giocabili, pur con tutti i bug e le mancanze del caso.

Ormai il fenomeno ha assunto proporzioni epiche e fortunatamente, tra i giochi che non vedranno mai la luce del day one, esistono anche alcune perle che invece soddisfano il palato del videogiocatore. Sopravvivenza, dicevamo. Ecco uno dei trend più popolari del momento. Sulla scia dei vari DayZ o di H1Z1, sull'Early Access di Steam si possono scoprire prodotti ancora più interessanti.

h1z1
H1Z1.

Tre esempi, diversi fra loro, ma come denominatore comune, appunto, il survival. Parliamo di mondi massivi persistenti, in cui potrete giocare con i vostri amici, fondando anche clan e condividendo le risorse comuni

Prodotti sandbox, quindi senza una progressione del personaggio guidata passo per passo come nel classico WoW di Blizzard o in Lord of the Rings Online, per citare due famosi theme park (dove i personaggi "livellano" arrivando ad un cap, un tetto massimo, oltre il quale non si può andare).

Giochi in cui non ci sono missioni predefinite, ma dove ci si trova sperduti in un'isola dal flavour tropicale, e bisogna, per l'appunto sopravvivere, trovando armi, vestiti, costruendosi rifugi, alleandosi con altri giocatori, che però, potrebbero anche uccidervi e prendervi tutto quello che avete raccolto in precedenza.

Lo sviluppo della vostra storia la decidete voi: non esistono paletti, percorsi da completare da A a B. Sarete smarriti, anche mentalmente, se non ci siete abituati. Parliamo ad esempio della "variante dinosauri" di Ark: Survival Evolved dello Studio Wildcard, un titolo che va per la maggiore nel suo genere in questo momento.

Dalle possibilità quasi infinite, oserei dire. Avrete la possibilità di scontrarvi, tra gli altri pericoli, anche con 70 diverse specie di dinosauri, che però potrete anche addestrare ed usare come compagni fedeli (anzi, direi che il bello del gioco è proprio questo, addirittura si prevedono pterodattili per svolazzare in libertà).

Ark: Survival Edition.

Addirittura potrete catturare altri giocatori, renderli schiavi, piegarli ai vostri scopi, come costringerli a donarvi il sangue per le trasfusioni, o ad usare le loro feci per concimare (!). Oltre che tutta la variante tipica del caso: un crafting determinante, visto che niente avrete all'inizio del gioco e tutto sarà da costruire, comprese le capanne ed i villaggi comuni al vostro clan, gilda, che potrete formare, sfruttando collettivamente anche i pet dei vostri compagni. Full loot e morte permanente vi accompagneranno per tutta la vostra esperienza in questo universo di gioco.

E poi la necessità di mangiare, riposare, dormire, il ciclo giorno/notte che vi riserverà pericoli costanti, una mappa del mondo che dovrete scoprire un poco alla volta, magari progettandovi un rudimentale GPS per non soccombere in zone "malsane".

Ark: Survival Evolved è senz'altro uno dei migliori esempi recenti di questa tendenza, che annovera comunque anche antesignani sempre vendutissimi su Steam, come Rust di Facepunch Studios, che è, come dire, "la versione base" di Ark, visto che il prodotto è molto simile, ma non include la bellezza dei prestorici animali dall'aspetto bizzarro ( i dinosauri, insomma...).

Anche da queste parti non avrete nulla di più che voi stessi, all'inizio del gioco, e dovrete arrangiarvi per non morire dal freddo di notte o cuocervi al sole di giorno, raccogliendo materie prime, uccidendo gli animali ostili ed usando la loro pelle per ricavarne borse o indumenti, abbattendo alberi e costruendovi dei ripari. Un prodotto ormai rodato che ancora deve completare il suo sviluppo, ma che è ormai un must per gli appassionati "minimal" del genere.

Terzo ed ultimo esempio per oggi, altrimenti vi cala la palpebra e vi stancate di leggere, è Tree of Life, altro survival chiaccheratissimo sempre in Early Access. In primis, la visuale è in terza persona, a differenza degli altri due dove il senso d'ansia e d'angoscia per la situazione impellente è rappresentato in prima.

Rust.

Questa volta le varie componenti caratteristiche del genere sono impreziosite da una grafica meno realistica e più cartoonesca, dal sapore orientale, La OddoneGames ha imbastito un titolo che ha qualche riferimento in più ai classici RPG, dove esistono i mestieri, più di 20, ma dove il cuore del gioco rimane il sandbox.

E soprattutto la possibilità di vedere un mondo in evoluzione continua, che non rimane immobile e sempre uguale a sé stesso, che muta nelle forme, dove gli alberi crescono e formano foreste, le montagne si corrodono e si trasformano in colline, dove le paludi diventano campi coltivati. Un MMO più poetico, se vogliamo, che piacerà a chi ha un concezione più romantica dei pionieri e della sopravvivenza, meno votato alla ferocia degli altri due giochi.

Detto questo, vi lascio andare a girovagare su Steam alla ricerca di questi titoli, sicuro che la sopravvivenza diventerà anche per voi il pane quotidiano (se troverete del cibo da mangiare, ovviamente).

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