È stata senza grossi dubbi la vera bomba di questo E3 2015. Nel bene e nel male. Una notizia inaspettata

È stata senza grossi dubbi la vera bomba di questo E3 2015. Nel bene e nel male. Una notizia inaspettata che, come un fulmine, ha diviso in due il cielo della californiana Los Angeles. Da una parte c'era chi ha gridato al successo, elargendo entusiasmo e decretando Microsoft assoluta vincitrice dell'edizione 2015 della nota esposizione e della console war.

Dall'altra chi ha bocciato fin da subito l'idea, ritenendola deleteria per l'innovazione in ambito videoludico. Ma la domanda è: la retrocompatibilità di Xbox One serve davvero? In questo breve articolo cercherò di dare una risposta sulla base di quelle che sono le mie esigenze, quindi non prendetela come verità assoluta. Piuttosto una chiacchierata al bar in amicizia, con una buona birretta fresca a tenervi compagnia e le opinioni a fare da contorno.

Da un lato c'è chi - come me inizialmente - è rimasto estasiato da questa introduzione, che prevede la possibilità di far girare i titoli vecchi di Xbox 360 tramite l'utilizzo di un “emulatore” che trasforma momentaneamente il monolite nero Microsoft nella sua sorella minore.

Ma presto il mio entusiasmo si è trasformato in amarezza. È stato infatti rivelato che i titoli disponibili attualmente sono poco più di 20, contro i 700 usciti nel corso dei quasi dieci anni di vita della 360. Chiaramente aumenteranno col passare dei mesi fino all'uscita ufficiale per tutti di questo autunno (si parla di ottobre come finestra di lancio), ma arriverà mai a ricoprire tutti i vecchi videogiochi di Xbox 360?

Toh, chi si rivede.

Dubito fortemente che questo sarà possibile, e se così fosse ci vorranno mesi, probabilmente anni per far si che ciò avvenga.

Ma passiamo ad analizzare la retrocompatibilità come feature nuda e cruda, dimenticandoci per un attimo della manciata di titoli disponibili, PlayStation 4, Xbox One e Wii U. Per quanto mi riguarda non passo ad una console nuova per giocare i titoli di quella precedente e raramente, quasi mai per dirla tutta, rigioco i videogiochi già finiti in passato.

Ed è forse per questo motivo che a mente fredda ho stortato il naso. Si tratta palesemente di un modo per far immigrare l'utenza di Xbox 360 - ancora profondamente legata alla console uscita nel 2005 - alla sua sorella maggiore che ad oggi deve recuperare parecchio terreno nei confronti della rivale di Sony, ma anche, per l'appunto, della sua gloriosa versione precedente.

Insomma, la retrocompatibilità di Xbox One è veramente necessaria? Non a mio avviso. E qual è il vostro pensiero a riguardo? Si tratta di una feature che sfrutterete per recuperare i giochi del passato (se mai verranno resi disponibili) o rigiocare i vostri titoli preferiti?

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