Non stiamo sognando: il Re, dopo troppi anni, è finalmente tornato

La conferenza Sony è stata fantastica come non se ne vedevano da anni, possiamo dirlo. Veri e propri miraggi sono stati ufficializzati, così tra un Final Fantasy VII e un The Last Guardian, chi per un solo attimo non ha pensato un canonico: "ma quanto ci starebbe bene Shenmue III ora?".

Detto fatto, a sorpresa, e con un trailer che ricorda in maniera mostruosa la prima tech demo per Wii U, ecco Yu Suzuki in persona che concede a noi videogiocatori la possibilità di aiutarlo a realizzare il proprio sogno.

Al di là delle operazioni in corso con Sony e SEGA, Shenmue è partito con una campagna di crowdfunding su Kickstarter con gli stessi obiettivi prefissati per un progetto indie qualsiasi. Così, testando l'interesse dei fan per un seguito, ci ritroviamo già oltre i 3 milioni di dollari con la possibilità di avere filmati aggiuntivi per riassumere la storia dei due precedenti capitoli, sottotitoli in varie lingue, artbook e così via.

La storia di Shenmue è collegata a doppio filo con quella di una delle migliori console della storia, il Dreamcast, vero e proprio canto del cigno di Sega che ha settato standard ancora oggi portati avanti.

Fu su quella grande macchina che Yu Suzuki, fresco dello splendido Virtua Fighter, volle portare avanti il suo ambiziosissimo progetto open world, e proprio su Dreamcast nel 1999 le avventure del giovane Ryo Azuki presero vita.

Shenmue fu ed è un vero e proprio bagno nel concetto di "Sega difference" più puro ed efficace: c'erano le sale giochi per giocare ad Outrun, le macchine che distribuivano gadget tipiche giapponesi, i supermercati orientali sempre ordinati e coloratissimi, ma anche i coprispalle in pelle, i capelli gelatinati tipici della Yakuza. E poi c'era il FREE.

FREE è l'acronimo per Full Reactive Eyes Entertainment, quello che oggi chiamiamo Quick Time Event e che venne creato da Suzuki per rendere ancora più particolare un tipo di open world che al tempo era assolutamente incredibile, e fidatevi lo è tutt'ora.

Per Shenmue III il game designer giapponese ci pone di fronte alla classica quadratura del cerchio, la fine di una grande epopea che si trova ancora insoluta a distanza di quattordici anni, ma anche meccaniche nuove e affinate per essere al passo con i tempi. Ciò che è certo è che tutta la vecchia squadra impegnata nelle prime due parti della produzione parteciperà a questo progetto.

Shenmue III riprenderà il discorso dalla Cina, dove Ryo si troverà finalmente faccia a faccia con l'assassino del padre, e dove sicuramente - almeno ci auguriamo - avrà luogo la tanto bramata vendetta. Shenmue è tante cose per chi gioca ai videogiochi da tempo, e già nel lontano 1999 aveva doti tecniche mostruose.

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Doti tecniche che il breve filmato messo in mostra - probabilmente solo una tech demo - ha confermato per quanto riguarda lo scenario ed il dinamismo degli effetti, ma l'Unreal Engine 4 applicato alla poetica di Suzuki rende i volti dei protagonisti forse troppo irreali e plasticosi. Nulla di grave, certo, ma sarà interessante seguire lo sviluppo e le applicazioni che il designer adotterà con il motore grafico di Epic.

Interessantissimi sono anche i vari pacchetti offerti ai finanziatori, noi giocatori, che vanno dal classico codice scaricabile per PS4 e PC, fino alla copia fisica, all'artbook, all'illustrazione firmata da Suzuki, al cappotto di pelle indossato da Masaya Matsukaze, attore che ha impersonato Ryo in tutti i press event per Shenmue II quattordici anni fa.

La cosa che mi ha fatto più sorridere è stata la ricompensa per la donazione da diecimila dollari: oltre ad una uber collection completa di tutto, il backer avrà diritto anche ad una bella cenetta con Yu Suzuki in persona, trovata davvero splendida.

Ormai Shenmue III è realtà, finalmente ci siamo. Saranno due anni lunghissimi, ma dopo tutta l'attesa davvero non c'è motivo alcuno per lamentarsi; certo, una bella edizione in HD dei primi due capitoli sarebbe più che gradita, ma già il fatto che vedremo davvero Shenmue III è qualcosa di strepitoso. Da questo momento ogni aggiunta sarà grasso che cola.

Non ci resta che aspettare, ma questa volta col sorriso sulle labbra, sapendo che non stiamo sognando e che il Re, dopo troppi anni, è finalmente tornato.

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