I puzzle game sono generi pericolosi. Puoi ogni tanto essere attirato da quel prodotto che vedi in vetrina (sia essa digitale oppure reale), magari anche da quel bellissimo sconto del 10-20%, però alla fine poco prima di tirare fuori i soldi, ti fermi e ti chiedi se ne varrà veramente la pena. Rimani a pensare qualche minuto, cercando di scoraggiare le tue paure (enigmi troppo complicati, magari) e i demoni che ti perseguitano nel sapere che non stai per affrontare un’avventura no brain.

Rimorsi a parte, se completi l’acquisto rischi di trovarti con vere e proprie perle del genere come Portal oppure con prodotti come Magnetic: Cage Closed.

Il paragone tra l’opera Valve e Guru Games è praticamente obbligatorio: si tratta di un puzzle game in prima persona, manovri una sorta di arma e non c’è nessuno per affrontare quegli enigmi che probabilmente un po’ ti terranno incollati. Su carta, insomma, i due titoli si assomigliano è questo è ovviamente un bene, ma è in tutto il resto che si crea un gap, difficilmente, colmabile.

Di Magnetic: Cage Closed non si butta via tutto, chiaramente. Ci sono alcuni spunti interessati (che approfondiremo nel corso della review), così come alcune scelte stilistiche e di game design che non ci fanno sicuramente sorridere.

L’intera opera di Guru Games poggia sul protagonista, un prigioniero che viene conosciuto esclusivamente con il nome di matricola XE-47623. Una prigioniera, intrappolata in una struttura sconosciuta che deve affrontare una serie di prove mortali utilizzando esclusivamente un’arma che ci consente di modificare la fisica degli oggetti, attraendoli e spedendoli in alto: si tratta della D2 Magnetic Propulsion Device (chiamata da ora in poi solamente D27) un prototipo che siamo chiamato a testare in prima persona.

Da qui in avanti Magnetic: Cage Closed spicca il suo volo, offrendo ai giocatori enigmi abbastanza complicati, livelli pieni di trappole che ci portano al game over e un utilizzo sorprendentemente intelligente della D27, un’arma molto potente in grado di influenzare la fisica degli oggetti e anche la nostra, permettendoci di effettuare salti più alti o spostarci da una piattaforma all’altra.

Su tutto però spicca sicuramente la possibilità di incappare in stanze diverse rispetto a quelle viste precedentemente, visto che una volta risolto l’enigma e ottenuto l’accesso all’altra stanza essa sarà scelta totalmente a caso. Completa l’opera la modalità Time Trial, serie di sfide che vedrà i nostri neuroni impegnarsi leggermente di più, anche per via del tempo a disposizione e con la voglia di battere i nostri record.

Sulla carta, dunque, ci siamo. Le premesse sono ovviamente delle migliori e le aspettative crescono di ora in ora subito dopo aver passato un prologo che ci ha permesso di apprendere al meglio le meccaniche di base. Purtroppo il titolo inizia a perdersi dopo qualche ora e su difetti non necessariamente legati al game design, ma quantomeno a problemi tecnici.

È vero che il titolo gira a 60 frame al secondo in Full HD, è vero che il titolo offre comunque livelli abbastanza ispirati ed enigmi divertenti, ma questi fattori positivi si alternano ad altri negativi, tra cui alcuni comandi scomodi e la ripetitività di alcuni enigmi, ma non solo: il doppiaggio, seppur incuta timore al punto giusto, appare poco ispirato e fin troppo relegato ad alcuni stereotipi sul ruolo dei personaggi che incontreremo, graficamente i livelli sono scarni almeno nelle scelte stilistiche prese in fase di design e il comparto audio (colonna sonora ed effetti) non sono più così piacevoli dopo qualche ora.

Al di là della nostra protagonista, quello che veramente conquista il cuore in Magnetic: Cage Closed è sicuramente l’arma, che apre non solo ad un campo non così esplorato nei videogiochi ma ci mette a disposizione (così come serve su un piatto d’argento agli sviluppatori) nuove e divertenti scelte di game design.

Con un livello di potenza regolabile, la possibilità di attrarre o allontanare oggetti e spiccare (letteralmente) il volo per raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili, la D27 è l’arma ideale che tutti noi vorremmo almeno una volta in casa. Magari non nel prototipo visto nel titolo, ma nella sua forma definitiva, funzionante e ancora più potente.

Magnetic: Cage Closed è un puzzle game in prima persona, che costa circa 15 euro. Un prezzo del tutto onesto, che ci permette di vivere qualche ora in compagnia di una matricola intrappolata in un vero labirinto per topi, sperimentare con la forza di gravità ed osservare le divertenti scritte sui muri oltre che apprezzare alcune scelte di game design per come ci faranno divertire.

Sicuramente non l’arrivo dei Guru Games, al secondo titolo come software house, ma un buon punto di partenza, che allo stesso tempo non dovrà essere rivisto da capo ma semplicemente migliorato. Poteva, ad essere sinceri, andare molto peggio ma con un tocco di genialità e qualche astuta scelta per il gameplay, in Svezia possono essere contenti di ciò che hanno estratto dal cilindro.

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