Cosa succede quando un gioco riesce a trasmettere queste sensazioni?

Salve ragazzi,  benvenuti! È stata una lunghissima settimana, in galleria sono arrivato alla quinta mostra personale e, tra soddisfazioni e tanto, tantissimo duro lavoro, ho ovviamente trovato un briciolo di tempo per seguire un pochino la nostra passione. Ho anche trovato un 4/5 ore da dedicare allo stupefacente The Witcher 3: Wild Hunt, un gioco che passo dopo passo perde di cripticità e diventa sempre più meraviglioso, scritto allo stato dell'arte.

È stata anche la settimana di Mad Max: Fury Road, e delle critiche provenienti da chi è abituato ad una cinematografia vecchia e fa del concetto di videogioco qualcosa di stupido e "per bambini". Diciamoci la verità: l'ignorantissimo Mereghetti - perché uno che crede che lo Hobbit sia stato scritto dopo il Signore degli Anelli e lavora in questo campo è ignorante senza mezza misure - ci ha fatto incazzare un po' tutti.

Ma non prendiamoci in giro, un sessista che considera Charlize Therone non all'altezza solo perché imbruttita non può sconvolgerci più di tanto... in fondo siamo abituati a critiche ben più pesanti. Pensateci, giovani: il nostro medium di quanti omicidi e stragi è stato accusato?

Le manifestazioni estive, ormai attive da anni, le community sempre più pensanti e meno nutellose, ma soprattutto la consapevolezza di chi sviluppa i giochi stanno finalmente prendendo piede e dando giustizia a qualcosa che può essere considerato molto più di un semplice passatempo per bambini.

È proprio merito di CD Project RED se giungo a queste conclusioni. The Witcher 3 non è solo il blockbuster che ci aspettavamo e che credo che dopo tanti anni e fiducia ci siamo meritati, ma è anche la summa della maturità ardita che il nostro medium sta raggiungendo. Temi come l'aborto, il sesso, l'amore, l'amicizia, sono integrati alla perfezione in una storia coinvolgente e ricca di personaggi incredibilmente caratterizzati, che offrono davvero più e più spunti di riflessione serissimi su questo "passatempo per bambini".

Diventa arte, arte allo stato puro, un'opera incontrollabile ed inattaccabile dalle critiche perché l'arte è, esiste, respira da sola

Le tematiche citate non vengono trattate come un tabù oppure con il piglio di chi sta introducendo qualcosa di innovativo a tutti i costi, ma si integrano con naturalezza in un concetto di reale mai visto prima in un videogioco, una sensazione che ti riempie il cuore e crea l'impressione di trovarsi in un mondo vivo e pulsante a prescindere da ciò che si desidera fare all'interno di un gioco.

Anche le scelte morali o la moralità che decidiamo di dare al nostro comportamento sono pesanti come mattoni e, quando ci accorgiamo che un personaggio da noi ammirato poi si riscopre un grande bastardo il senso di delusione e presa in giro è fortissimo. Cosa succede quando un gioco riesce a trasmettere queste sensazioni? Diventa arte, arte allo stato puro, un'opera incontrollabile ed inattaccabile dalle critiche perché l'arte è, esiste, respira da sola.

Certo, ci troveremo sempre il mentecatto di turno che prova a farci a pezzi il medium o le palle ma finché ci saranno opere del genere, finché il nostro medium sarà in grado di trattare violenza e amore, illusione e disillusione in questo modo, io mi sentirò sempre protetto in un'aura di cultura ben lontano dallo pseudo intellettualismo ormai troppo sviluppato in Occidente e ancor di più nella nostra penisola.

Insomma, giovani, non si tratta di The Witcher ma di ciò che le persone sono in grado di creare con un computer e tanti trucchi, perché l'arte è davvero ovunque e ormai nel ventunesimo secolo dobbiamo capire che non conosce forme, è sviluppabile in qualsiasi modo.

I videogiochi sono come i Concetti Spaziali di Lucio Fontana: qualcosa di incomprensibile negli anni 50 - in fondo come poteva essere comprensibile un taglio nella tela? - ma che oggi, a distanza di più di mezzo secolo, sprigionano senso concettuale e immensità di pensiero. Che ne pensate? Io vi saluto, ci si rilegge martedì e, come al solito, pace.

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