The Consequence pare a tratti un thriller psicologico coi toni dell’adventure molto vicino ad Alan Wake, più che un survival horror

Secondo dei tre DLC previsti per The Evil Within, The Consequence tiene fede al suo nome ed è strettamente legato al predecessore The Assignment, al punto da sembrarne una vera e propria conseguenza in ogni ambito.

Partiamo, più che dal gameplay in senso stretto, dai tempi di questo add-on. The Consequence pare a tratti un thriller psicologico coi toni dell’adventure molto vicino ad Alan Wake, più che un survival horror, e questo è molto gradevole. Il passo più lento dell’azione, quell’aria da ultimo giorno di scuola vi piacerà se avete trovato belle le location del gioco originale e avreste voluto più tempo per “visitarle” approfonditamente.

Ciò è possibile anche, e soprattutto, perché in The Evil Within: The Consequence il numero dei nemici sparsi per le mappe è calato drasticamente e le stesse aree di gioco sono, se non più grandi, quantomeno più ariose rispetto a quelle di The Assignment.

Con questo ben in mente, non risultano una spina nel fianco neppure le tante azioni stealth che vengono richieste al giocatore per sfuggire alle “sentinelle” di turno e neppure ai mini-boss di tanto in tanto alla riscossa.

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Nella totale assenza delle armi da fuoco, alla pari di The Assignment, The Consequence mette di fronte all’utilizzo quanto più saggio è possibile di torcia e luci chimiche. Novità di questa seconda puntata, le luci chimiche si rivelano fondamentali in certe zone anche se più complicate da gestire.

Queste, infatti, sono disponibili in quantità illimitata ma non se ne possono accendere più di tre in contemporanea. Inoltre, se le lancerete troppo vicino ai nemici, questi avvertiranno la loro presenza e inizieranno a darvi la caccia: un autentico tarlo, considerando che quando dovrete usarle vi ritroverete quasi sempre completamente al buio e non avrete idea del posizionamento delle sentinelle.

La torcia non è più mezzo salvifico ma molto utile per scovare le combinazioni numeriche delle tante casseforti sparse per le ambientazioni. Sembra una vera e propria ossessione, quella di Mikami per le casseforti, e in un certo senso lo è: in The Evil Within non offrono quasi mai oggetti fondamentali per il prosieguo del gioco, ma vi sfido a ritrovarvene una di fronte e non tentare almeno per una decina di minuti a sbloccarne il lucchetto.

Per quanto riguarda la trama, anziché limitarsi a portarci avanti nel racconto, The Consequence indaga sulla natura di alcuni dei personaggi principali di The Evil Within, buoni o cattivi che siano, e porta a compimento la storia così per com’era stata pensata.

Uno dei momenti "wow" di The Evil Within: The Consequence.

Ne derivano due considerazioni: in primis, tanti se lo stanno chiedendo, come mai si era optato per una sospensione della rivelazione con il gioco completo, quando poi si è chiuso il cerchio con due DLC su uno dei detective secondari? A me i cliffhanger piacciono e, così come fu con Alan Wake (scusate se lo chiamo di nuovo in causa), The Signal e The Writer me li sarei tenuti per altro più che per aggiungere altro materiale post-fine della storyline.

In secondo luogo, e questa è una risposta più che una domanda, le vere risposte vengono offerte da The Assignment, che già dal primo filmato svela i motivi di tanti “comportamenti bizzarri” del The Evil Within base. In The Consequence il gioco va avanti un po’ com’era giusto che andasse, non c’è molto di più da apprendere riguardo alle tematiche del titolo e al suo svilupparsi.

The Evil Within: The Consequence mi è piaciuto non poco, per le motivazioni portate sin qui più del predecessore The Assignment. Il prezzo è anche qui di €9,99, la longevità è sugli stessi livelli del primo DLC e si assesta sulle tre-quattro ore: a mio parere più intense.

È chiaro che consigliarvi The Assignment senza The Consequence sarebbe una follia, ed è altrettanto chiaro che una valutazione d’insieme tra i due avrebbe molto più senso: ebbene, tale valutazione è positiva, nel primo caso se volete avere il vero finale di The Evil Within, nel secondo se il gioco vi è piaciuto e volete godervelo in maniera meno ansiosa, più rilassata e approfondita.

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