Quando il buon Paolo Sirio mi ha affidato questa recensione ho guardato degli screenshot e ho esclamato: “ma questo gioco è un trip acido!”. Ebbene, mi sbagliavo. Perché Lovely Planet, gioco con la grafica colorata, pucciosa e minimalista, è molto peggio. Lovely Planet è un viaggio nella guerra del Vietnam. Fermi! Non abbandonate subito la recensione, capirete a tempo debito, non mi sono drogato!

Partiamo col dire che Lovely Planet è uno sparatutto/platform/puzzle game e la durata dei livelli è massimo trenta secondi, se siete lenti. Grafica essenziale, pulita, pochissimi colori e uniformi, niente texture, solo poligoni che vi guardano e vi sparano addosso.

Ogni livello rappresenta una sfida, l’obbiettivo è quello di uccidere tutti i cattivi e toccare la bandiera che pone fine allo stesso. La vostra ricompensa? Ulteriori livelli e un enorme boost al vostro ego da videogiocatore quando otterrete un tempo migliore di tutti gli altri: le classifiche infatti sono online e vi stupirete spesso del fatto che ci siano punteggi sui cinque secondi mentre per voi è il tempo necessario ad arrivare al primo nemico.

Una sola vita per livello, se vi sparano siete morti. Se cadete sulle punte siete morti. Se lasciate cadere le mele per terra (si, mele) siete morti. Se colpite i quadrati grigi siete morti (e le urla vi spaccheranno i timpani).

Se inizialmente i livelli saranno molto semplici (spara, salta, schiva, spara e ripeti), più si avanza in questo inferno più la difficoltà sale (spara, spara al proiettile a ricerca, schiva, salta, gira, spara, mela, atterra, spara) costringendovi a evoluzione e contorsioni che non trovate neanche in Assassin’s Creed. Ed è inutile scappare, il gioco è adrenalinico, assuefante, livello dopo livello, nemico dopo nemico inizierà a insinuarsi nella vostra testa e a furia di “solo un altro livello, tanto son venti secondi…” ecco che l’intera serata è andata via.

Dov'è Waldo? Ma soprattutto, mi sparerà?
Dov'è Waldo? Ma soprattutto, mi sparerà?

Quando poi arrivate, tutti felici, alla fine del livello e toccate l’agognata bandiera… livello fallito. Eh si, mio povero videogiocatore, hai dimenticato quel nemico la cui testa spunta da una collinetta visibile solo all’apice del salto ed esclusivamente se fai una piroetta a 180 gradi, ti devi però anche ricordare che poi devi girarti nuovamente perché c’è altro a cui sparare.

Ci sono momenti in cui, in preda a una rabbia da perfetto Berserker si affrontano i livelli correndo, urlando come un vichingo che si è svegliato dalla parte sbagliata del Drakkar e sparando a ogni cosa che si muova ed è così che per sbaglio spari due colpi invece di uno, il primo abbatte il nemico e il secondo si infrange contro un civile che si riparava alle sue spalle. Facendoti fallire il livello.

A questo punto inizi a capire.

Vedi i nemici che ti sparano, vedi i loro capellini di paglia a punta o quelli con le pale da elicottero, i pochi elementi architettonici presenti, le scritte in ideogrammi… e ti ritrovi in un livello che si chiama “Celle di detenzione”. E sì, è a questo punto che inizi a pensare: “ma questo è il Vietnam”.

O forse sono solo io?

MELAAAAAAA!!!
MELAAAAAAA!!!

Da quel punto in poi capisci che è una corsa per sfuggire ai Charlie: più si va avanti più è frenetico, gli allarmi suonano intorno a te, i nemici aumentano, i proiettili diventano a ricerca, ormai è una corsa per la vita in tra prati verdi pieni di cuoricini. Lovely Planet non è qualcosa di cui si possa parlare a lungo. Teorie fantasiose a parte sulla sua storia, si tratta di un gioco che fa della semplicità il suo punto di forza, e lo fa molto bene.

Non ci sono dialoghi, storia o panorami da osservare.

Non ci sono medikit, non c’è armatura.

Non ci sono armi aggiuntive, solo il vostro mitra con la stellina rosa.

Le meccaniche basate sul tempo sono ben costruite, la vostra arma estremamente precisa e i comandi rispondono in modo eccezionale, nessuna scusa quindi che possa nascondere la vostra mancanza di coordinazione mano/occhio.

Record mondiale: 11 secondi e 88 centesimi. Io 27 e 52...
Record mondiale: 11 secondi e 88 centesimi. Io 27 e 52...

L’unica cosa che potete aspettarvi da questo gioco è una scarica di adrenalina, un desiderio di miglioramento e soprattutto un pizzico di frustrazione: se credete che si tratti di una passeggiata, non fatevi ingannare, a tutti gli effetti Lovely Planet è un gioco pensato per speedrunner. Se ne entrate in possesso ci giocherete, a lungo e probabilmente mostrando abbastanza disprezzo a vari déi per vostra sfortuna.

Tra un massacro di quadrati con inquietanti sopracciglia e l'altro, le musichette di Lovely Planet vi rimarranno impresse nella mente per giorni. Avete presente quelle musiche leggere che negli anime vengono usate per mostrare momenti di vita quotidiana? Oppure quella dei minigiochi in titoli come Final Fantasy? Ecco, allora avete un'idea precisa di ciò di cui sto parlando.

Lovely Planet è stata una piacevole sorpresa. In un periodo dove i titoli cui sto giocando presentano molti tempi morti, lunghi dialoghi e immane pianificazione per ogni mossa è fantastico poter spegnere il cervello e concentrarsi solo sul muovere le mani.

L’unico problema? Ne vorrete di più. Compratelo, giocatelo, lasciatevi travolgere dalla frenesia e dimenticate lo stress con un giochino che vale ogni centesimo del suo costo, un piccolo capolavoro che non può mancare nella vostra libreria se amate le sfide. E attenti alle mele. Maledette mele. Maledetti Charlie. Rumore di elicotteri in lontananza.

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