Un anno e mezzo fa Daedalic Entertainment sbarcava nel mondo strategy con il primo capitolo di Blackguards, acerba avventura grafica dallo stile "click&play" ma con discreti punti di pregio. Un progetto tanto ambizioso quanto ricco di ostacoli quello intrapreso dal team di Amburgo, neofita nel trattare questo genere di prodotti ma in grado di arricchire l'ampia gamma di strategici in circolazione con la sua versione graphic-novel.

Rose e fiori però dovevano aspettare perchè, come prevedibile, l'intera struttura di Blackguards ancora doveva farne di strada prima di poter competere con i must-buy del settore. Blackguards 2 nasce quindi con la voglia straripante di Daedalic di riprovarci e migliorare se stessa, seguendo in parte ciò che l'utenza desiderava da un nuovo capitolo e la personali motivazioni nel voler arrivare ad un prodotto finale ancora più accattivante e coinvolgente: tanti erano gli aspetti che avevano fatto storcere il naso alla critica più severa (discordante nel giudicare il primo Blackguards) ed il conseguente lavoro che attendeva la software house tedesca.

Uno stile come quello del click-to-play ha bisogno per natura di una storia avvincente, dallo sviluppo non lineare ambientata in una lunga serie di scenari curati e meravigliosi; il prodotto strategico basato sullo stile de The Dark Eye deve passare con obbligo attraverso questi fattori, mai da trascurare qualora si voglia fare del proprio progetto un esempio dell'intero genere narrativo.

Per rincorrere l'obiettivo prefissato, gli sviluppatori hanno scremato le debolezze del primo Blackguards, riconosciute da più di un addetto ai lavori nella cura non sufficiente nella realizzazione dei dettagli scenografici e l'eccessiva complessità di gestione dei combattimenti e dell'evoluzione del proprio personaggio.

Questa volta Cassia, protagonista del gioco, ed i suoi 20 mercenari arruolabili in diverse circostanze all'interno di Blackguards 2 potranno contare su un sistema di sviluppo intuitivo ma allo stesso tempo per nulla scontato, incentrato non più sulla classica progressione per livelli ma sulla raccolta dei punti esperienza da utilizzare, poi, per lo sblocco delle diverse abilità del giocatore.

Questo tipo di gestione, meno costretta e monotona, consente al giocatore di calibrare ogni qualità dei propri guerrieri e creare un party dungeon del tutto unico per componenti ed approccio al nemico: i sentieri che i vostri personaggi potranno intraprendere comprenderanno le tipiche statistiche dei GdR, interessando sia le caratteristiche fisiche e spirituali dei personaggi (salute, capacità magiche, riflessi ed altro) sia gli attacchi speciali ed il livello di maestria nell'uso delle armi corpo a corpo.

Le abilità a disposizione del vostro squadrone serviranno allo scopo di spodestare il tiranno Marwan, colui che ha imprigionato la protagonista Cassia all'interno di un labirinto sotterraneo infestato da insidie e creature mostruose. Sola, ad eccezione di una rozza sentinella assegnata per la sua sorveglianza con la quale interagire, Cassia vaga errante in questo scenario iniziale, alla ricerca di una via di fuga dalla prigionia. Passano diversi anni, nei quali le prime missioni del gioco vengono utilizzate come tutorial, in cui la giovane nobile conosce il vero terrore e ne trae nutrimento, divenendo la perfetta eroina dannata in cerca della più dolce e tremenda vendetta.

Fuggita dai sotteranei, la sua unica ragione di vita è quella di sedere sul quel trono ora occupato dal suo più acerrimo nemico. Per fare questo ha bisogno di aiuto o, meglio, di un esercito di mercenari pronti a dare la vita per lei: la nobildonna decaduta sa già dove andare e parte alla ricerca dei Conquistatori delle Nove Orde, temibili guerrieri dalla fama planetaria.

Questa è la fiammella di partenza della trama di Blackguards 2, per la quale vale la pena di superare le prime ore di gioco un tantino "confuse" per coloro che non avessero giocato il primo capitolo: i personaggi e i loro nomi appartengono al mondo originario del primo Blackguards ma la descrizione primordiale del mondo in Blackguards 2 non aiuta l'utente a capire il motivo di tale crudeltà nei confronti della protagonista ne tanto meno le sue origini.

L'avventura di Cassia viene poi incastonata, come tutta la vostra esperienza di gioco, in un sistema collaudato di battaglie a turni, scandite da intermezzi narrativi prodotti in graphic artwork. Lo stile di gioco è quello "scacchistico" de The Dark Eye, in cui la strategia di battaglia e la dinamica dei combattimenti corpo a corpo percorre le postazioni esagonali dell'arena di gioco: lo schema tipico è quello dello scontro a turni, in cui ogni componente (amico e nemico) avrà un round a disposizione per scagliare incantesimi, avvicinarsi all'avversario o sferrare un attacco corpo a corpo.

È importante sottolineare come l'opera di perfezionamento realizzata da Daedalic Entertainment sia passata decisa nella semplificazione dell'interfaccia di gioco e delle meccaniche decisionali dietro alle battaglie, ora più immediate ed ovvie. Di contro l'assenza dello skip alle fasi di movimento avversarie rende alcuni frangenti della battaglia laboriosi e ripetitivi, senza tuttavia minare completamente l'apparato di gioco: uno gdr strategico occupa necessariamente tempi di progresso e movimento più lunghi rispetto ai comuni giochi di ruolo e Blackguards 2 ne è la prova.

Nelle fasi di contorno al combattimento l'aspetto esplorativo del gioco propone un coinvolgimento maggiore dello scenario, con enigmi e bonus sbloccabili grazie all'esplorazione capillare delle arene. L'insieme delle missioni primarie e secondarie, unito poi alla ricerca meticolosa dei diversi bonus ambientali, regala al giocatore un videogame duraturo, con quasi 25 ore di gioco.

Il progetto di Daedalic Entertainment ha quindi trovato una quadra potenzialmente migliore rispetto alla prima uscita del 2013: maggiore immediatezza e azione, ricondotti ad uno stile Dark Eye che vuole sconfinare i limiti della Germania e diventare una valida alternativa nel genere videoludico. Blackguards 2, adesso a 19,90€ per PC, è un gioco da provare, scoprire e gustare.

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