Annunciato dietro l’ombra di un leak durante l’E3 2014, Battlefield Hardline ha destato da sempre non pochi dubbi. Sin dalle sue prime apparizioni, su quel tetto di Los Angeles dove gli sviluppatori misero in mostra l’alpha del gioco e nelle case di migliaia di giocatori con lo stesso codice tra le mani, si respirava un’aria non troppo convincente. Sarà stata forse colpa della fin troppa somiglianza con il discusso Battlefield 4, che versava ancora nelle cattive acque dei malfunzionamenti moderni.

O sarà stata colpa del team di sviluppo, gli stessi Visceral Games del fantastico Dead Space che sembravano però dei pesci fuor d’acqua messi al lavoro con una necessaria tirata d’orecchie su uno sparatutto extra, ma il chiacchiericcio era (forse?) troppo.

Arrivò poi il clamoroso rinvio da ottobre a marzo, con una Electronic Arts convinta dei propri mezzi (Dragon Age: Inquisition) e la non paura di sbagliare ancora una volta con un brand che, nonostante la voglia e la forza, continua a scontrarsi con la necessità di dover uscire ogni anno. Per Battlefield Hardline è stato quindi riservato un posto nella stessa finestra di lancio Titanfall, lontana dai riflettori natalizi e conseguentemente ottimale per giocare una partita solitaria dal punto di vista delle vendite. Senza però dimenticare a casa le chiavi di una sufficiente innovazione.

Partendo dalla modalità single-player, una campagna poliziesca scandita dai tempi e i modi della narrazione episodica della televisione americana, le novità offerte dai ragazzi di Visceral sono diverse e notevoli.

Con la voglia di differenziare e proporre qualcosa di diverso nel panorama di Battlefield, gli sviluppatori hanno adattato le classiche meccaniche di gioco della serie a una manciata di trovate che si sposano alla perfezione con il mood della storia: fasi investigative, possibilità di arrestare i criminali o immobilizzarli con un taser e, più in generale, l’opportunità di agire con fare stealth per evitare (quasi) totalmente gli scontri con arma da fuoco.

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"Mani in alto, fornisca patente e libretto".

Una ventata d’aria fresca che non dispiace, ma che fa comunque da base a una modalità che non si discosta minimamente - per valori di produzione e profondità dell’esecuzione - dalle vecchie campagne degli ultimi Battlefield, con una durata standard (si parla di 7-8 ore di gioco a difficoltà massima, forse un po’ troppo sbilanciata per i miei gusti) e la solita sceneggiatura che lascia un tantino a desiderare: più che The Shield, a tratti questo Hardline sembra quasi un Bad Boys.

Il piatto forte, manco a dirlo, è però il multiplayer, anche esso adattato alla grande tematica poliziesca di questo capitolo. Tra le modalità ci sono ritorni graditi (Conquista e Deathmatch a Squadre) e le novità in salsa “guardie e ladri”: Rapina, che si spiega da sola ed è né più né meno una variante di quanto proposto da PayDay; Soldi Sporchi, con due squadre di criminali a contendersi lo stesso bottino; Corto Circuito, una sorta di modalità Conquista incentrata sull’utilizzo di quanti più mezzi possibile; Salvataggio, dove i “protagonisti” sono degli ostaggi da salvare o tenere in scacco; Nel Mirino, nel quale con una sola vita per round dovrete fare da scorta a un VIP.

Il feeling, come forse era chiaramente intuibile anche prima dell’uscita della versione completa, è molto simile, se non identico, al suo predecessore Battlefield 4. La grande notizia, per la gioia dei più affranti appassionati dello sparatutto targato EA, è che invece il netcode funziona alla perfezione sin dal lancio e che le traumatiche situazioni di quest’ultimo sono ben lontane dai lidi di Battlefield Hardline. “E ci mancherebbe”, starete giustamente pensando.

E se per caso nutrivate qualche dubbio sul passaggio da soldati a poliziotti e ladri, fareste bene a non preoccuparvi più di tanto per le classi disponibili: le quattro tipologie di personaggi sono tutte ben bilanciate e personalizzabili con la solita precisione del sistema di armi/upgrade. Sebbene siano più contenute del solito, lo stesso vale per le mappe, che avranno i loro punti di vantaggio da scoprire e studiare, tra cui spiccano delle splendide situazioni sui tetti dei palazzi da non sottovalutare per la supervisione della partita in corso.

Rapina è sicuramente la modalità più iconica e riuscita.
Rapina è sicuramente la modalità più iconica e riuscita.

Da annotare in questa grande alternativa alla normalità battlefieldiana sono una serie di difetti sparsi, legati più che altro alla realizzazione tecnica messa su da Visceral Games. “Tralasciando” il comparto grafico discutibile - l’ho giocato su Xbox One e la realizzazione generale mi è parsa sporca e decisamente non al passo con i tempi -, mi viene in mente il celeberrimo sistema Levolution, che in questo caso viene solo accennato e mal gestito nei piccoli ambienti delle 9 mappe incluse inizialmente.

Da citare in negativo anche la fisica e la gestione dei veicoli, fondamentali per le meccaniche di alcune delle modalità multiplayer più intriganti e degli inseguimenti delle “puntate” della campagna, a tratti scandalose.

Battlefield Hardline ha avuto l’occasione per essere qualcosa di unico, ma in realtà, al di là del divertimento del multigiocatore diversificato - perché sì, giocare online ad Hardline è molto divertente - e le interessanti proposte della solita campagna, fatica a distanziarsi sensibilmente da Battlefield 4, sparatutto a cui rimane profondamente legato, quasi con la stessa enfasi di un coraggioso DLC.

L’acquisto del primo FPS di Visceral Games è quindi consigliato esclusivamente agli appassionati della serie in grado di accettare la meno ampia - rispetto alla tradizione delle mappe e delle situazioni di gioco - svolta poliziesca. Tutti gli altri, molto semplicemente, farebbero bene a indirizzare i propri risparmi altrove.

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