Prendete un cartone con interni scuri, possibilmente sul nero, eliminate il fondo e un lato in modo da poterlo utilizzare come paratia per lo schermo del vostro PC, spegnete le luci, inforcate le cuffie ed immergetevi in Super Galaxy Squadron. Vi renderete conto che per fare un salto nel tempo e ritornare ai vecchi cabinati degli anni ’80 non serve la DMC di Ritorno al Futuro né tanto meno progetti straordinariamente complessi.

Psyche Studios ha puntato tutto sull’affidabilità dei ricordi, devolvendo ciò che ne è scaturito alla causa di Child’s Play Charity. Shogun, Duality, Gladius oppure l’antenato più antico ed allo stesso tempo conosciuto dei shoot’em up, Space Invaders. Sono moltissimi gli esempi di videogame appartenenti alla genere di Super Galaxy Squadron: la loro particolarità è quella che ritroviamo un po’ in tutti quei prodotti che ricalcano le vecchie glorie del passato, ovvero quella sensazione nostalgica del trascorrere del tempo, soprattutto per coloro che sulla carta d’identità marcano +30, e la possibilità di riviverne un pezzo nella nostra epoca.

Non aspettatevi quindi la solita grafica roboante ma piuttosto una colorata e frenetica rappresentazione 2D, slegata dalle stoppose diatribe del Resolutiongate. Stiamo parlando di battaglie spaziali anni ’80, chissenefrega della risoluzione.

Anche la trama, così come la struttura dei comandi e tutte le altre opzioni su cui è possibile intervenire (poche), non sono animate dal pensare in grande tipico della Software House più quotata: lo dice il progetto stesso, iniziato su Kickstarter da Psycho Studios e New Blood Interactive con una start-line ferma ad appena 200 dollari (!!!), ampiamente superata ed assestata alla soglia di circa 1200 verdoni, ovvero sei volte quanto necessario.

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Lo dice poi lo spirito con cui lo sviluppatore nonché fondatore di Psycho, Nick Clinkscales, ha portato a termine la lavorazione di SGS, conscio sicuramente del dogma “un passo alla volta”. Umiltà? Probabile. Sta di fatto che ogni incasso di questo videogame sarà devoluto in beneficenza all’associazione Child’s Play, organizzazione a tutela dei diritti per l’infanzia. Un gesto puro e nobile, quasi estraneo a questo dannato mondo videoludico. Ma evitiamo i sermoni e concentriamoci piuttosto su Super Galaxy Squadron.

L’obiettivo di questo bullet hell shoot’em up 2D è semplice: distruggere qualsiasi cosa vi arrivi addosso. Stiamo parlando dello spazio interstellare riprodotto a scorrimento verticale, in un era (quella del 2371) dove la razza umana e la stirpe aliena della stella Tau Ceti sono in lotta per la supremazia. Gli eroi di turno portano tutti la tuta spaziale e compongono una squadriglia di 14 navicelle, con caratteristiche differenti tra potenza di fuoco, agilità nei movimenti ed attacco finale. Sarete voi a scegliere quale delle torpediniere dovrà infiltrarsi nei sei livelli del gioco, affrontando navi aliene di ogni tipo ed un boss finale per ogni stage (10 volte più grosso di voi, ovviamente).

La possibilità di utilizzare uno stile di gioco differente per ogni personaggio selezionato amplia l’esperienza di gioco e la longevità del titolo, anche se le scelte da fare in questo Super Galaxy Squadron non sono moltissime: le principali riguardano le due difficoltà di gioco (Normal e Hardcore) e le due modalità Storia o Endless, nome quest’ultimo che identifica il vecchio Survival, con sciami di nemici che non smettono mai di arrivare.

Il vero punto debole che coglie questo progetto è dunque la longevità, decisamente limitata, così come la capacità di attrarre un pubblico non di nicchia. Tutto ciò tuttavia è ampiamente giustificato dal taglio del progetto stesso, nato con prerogative ben diverse rispetto a lavorazioni dalla caratura (e spesa realizzativa) ben più alta.

Abbiamo spiegato la dinamica di gioco di SGS, semplice e senza fronzoli ma anche la “risposta” tecnica del titolo è altrettanto concisa ed efficace: come detto la grafica old-style riprendere il fare “pixelloso” dei cabinati di fine secolo, con lampi colorati e bagliori sgargianti che fanno capolino sulla scena ogni 2-3 secondi. I requisiti minimi richiesti dal vostro PC sono da minimo sindacale per quello che è attualmente a disposizione del mercato, rendendo il gioco accessibile praticamente a qualunque tipologia di hardware.

La frenesia dei livelli non lascia molto spazio a strategie di battaglia ma spinge piuttosto l’utente sull’autofire, lasciando poi alle frecce direzionali della tastiera la sopravvivenza degli scudi spaziali della nave: solo durante le battaglie contro i boss di fine livello è possibile studiare la giusta tattica per affondare. Anche il comparto audio funziona bene ed è concepito per seguire al meglio lo sviluppo delle fasi più concitate delle battaglie.

Super Galaxy Squadron è un prodotto per appassionati, ossia coloro che dal videogame cercano ancora quel sapore di vecchia guardia che mai tramonterà fin tanto che l’intrattenimento videoludico farà parte della nostra realtà.

Giocare al titolo realizzato da Nick Clinkscales è un esperienza piacevole e divertente, che ci sentiamo di giudicare positivamente per diversi aspetti: in primo luogo il costo decisamente limitato (€7,99 su Steam) così come la causa alla quale i fondi raccolti verranno destinati ed ancora l’alternativa sfiziosa che un titolo come questo può offrire ai più sfarzosi ed altisonanti titoli tripla A. Per gli amanti del genere Super Galaxy Squadron è un titolo assolutamente da non perdere.

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