Questa è la settimana delle avventure grafiche. Dopo aver recensito Grim Fandango Remastered, l’immortale opera di Tim Schafer, ritorniamo a parlare di un punta-e-clicca sviluppato dallo studio inglese indipendente No Bull Intentions e pubblicato da Phoenix Online Publishing. Interessante come il termine “No Bull” abbia un significato preciso a detta degli sviluppatori: lo studio non approva i DRM invasivi, i giochi “freemium”, il social gaming, l’always online e i DLC comprati alla cieca.

Fa piacere sapere che ogni tanto c’è qualcuno in questa industria che si ricorda cosa significa “giocare”. Ma torniamo a noi e alle strampalate vicende di Supreme League of Patriots. Kyle, il classico “merendone” americano come lo chiameremmo noi, stupido, ignorante, nerd e fissato coi porno svedesi, nella vita fa l’inserviente presso il distretto di polizia ma sogna di diventare un supereroe. Ad accompagnarlo c’è Melvin, il classico stereotipo dell’inglese: pacato, ben vestito e dalla battuta tagliente sempre pronta.

Per entrambi si presenta l’occasione di partecipare ad America’s Got Superpowers, un talent show dove vengono selezionati degli aspiranti supereroi. Kyle decide così di prepararsi un costume da vero patriota a stelle e strisce, ma durante il lavaggio prima del giorno dell’audizione il costume diventa viola a causa di un capo colorato messo nella lavatrice.

Nonostante la livrea palesemente ridicola, i due decidono di partecipare lo stesso al concorso. Così, dopo una capatina veloce al distretto per chiedere il giorno liberi, il bizzarro duo si reca agli studi televisivi.

Senza svelarvi troppo, vi dico che alla fine dell’audizione (più o meno intorno alla fine del primo dei tre capitoli) Kyle “diventa” Purple Patriot, il supereroe che impersonava, non dopo l’esposizione a raggi gamma o qualsiasi altro stereotipo fumettistico, ma grazie ad una serie di botte in testa che gli causano uno sdoppiamento della personalità.

Così tante citazioni in una sola immagine.
Così tante citazioni in una sola immagine.

Già da questo espediente narrativo a dir poco originale si nota come No Bull Intentions abbia riposto molta cura nell’impianto narrativo del gioco. L’idea alla base è molto divertente ed originale, e in generale buona parte dei dialoghi gode di una scrittura raffinata e di una ironia, complice probabilmente l’origine britannica degli sviluppatori, graffiante, ispirata e quasi mai banale.

Supreme League of Patriots prende e si prende in giro, i personaggi del gioco fanno in continuazione riferimento al cinema, videogiochi, fumetti, televisione ed in generale alla società, prevalentemente americana visto il tema “supereroistico”.

Un esempio: all’inizio del gioco l’appartamento di Kyle è pieno di roba e, dopo uno scambio di battute, Mel decide di far scomparire buona parte degli oggetti, così che per il giocatore possa essere più facile trovare quelli utili al proseguimento dell’avventura. Se dal lato della scrittura Supreme League of Patriots è ben strutturato, lo stesso non si può dire del gameplay che a volte lascia a desiderare.

Il gioco è costruito come un’avventura grafica di quelle classiche, genere che già di suo fa fatica ad emergere ed essere apprezzabile nel 2015. Inoltre c’è una generale lentezza nelle vicende di gioco, dai dialoghi che sebbene ispirati sono a volte molto prolissi, passando per le animazioni e la risoluzione degli enigmi.

Kyle inizia qui la sua trasformazione.
Kyle inizia qui la sua trasformazione.

Anche i dialoghi già ripetuti non si possono saltare con facilità, ma cliccando col mouse solo uno o due secondi dopo che la battuta è iniziata. Se questo può sembrare una nullità in sé, ripetuto per decine e decine di volte diventa un vero e proprio fastidio.

Nel gioco è possibile raccogliere una serie di oggetti come di consueto, si possono esaminare, equipaggiare ed ovviamente usare in relazione a persone o cose. Anche in questo frangente c’è una lentezza generale che si poteva risparmiare. Gli oggetti infatti sono riposti in due differenti menù, uno in cui si possono solamente selezionare come “attivi”, e un altro in cui possono essere esaminati, equipaggiati o combinato laddove è possibile.

Quindi, se vogliamo svuotare una bottiglia dentro un’altra per poi dare quella vuota ad un personaggio, si fanno un sacco di click inutili e si aprono diversi menù, con conseguente lentezza in ogni piccola risoluzione di enigmi. A mio avviso bastava mettere un solo menù degli oggetti in cui poter fare ogni tipo di gestione su di essi.

Un’altra cosa che voglio aggiungere e che, mi rendo conto, potrebbe essere solamente un mio problema, è il fatto che alcuni oggetti non si usano in automatico ma vanno prima equipaggiati per forza. Per fare un esempio, se nell’inventario ho la “chiave dell’armadietto blu” e sto davanti all’armadietto blu, Kyle non fa altro che dire di non poter aprirla. Sarebbe stato meglio inserire questa opzione automatica, così da velocizzare in alcuni casi certi passaggi del gioco.

Alcuni enigmi poi non vanno a stimolare il cervello, il pensiero creativo o laterale come ogni avventura grafica che si rispetti, a volte sono talmente astrusi o poco chiari che il procedimento per risolverli si riduce al dover cliccare su ogni cosa e parlare con chiunque di ogni argomento. Un vero peccato perché, anche nella parte ludica vera e propria, Supreme League of Patriots dimostra di saper ironizzare anche e soprattutto con gli stereotipi dei videogiochi punta-e-clicca, come l’improbabile combinazione di alcuni oggetti ad esempio.

La cintura da supereroe di Kyle, ovvero il menù degli oggetti.
La cintura da supereroe di Kyle, ovvero il menù degli oggetti.

Graficamente Supreme League of Patriots è decisamente spartano. Sebbene i modelli dei personaggi ed in generale lo stile del gioco si ispiri allo stile super-deformed ed è gradevole, la conta dei poligoni e delle animazioni lo fanno sembrare un gioco di qualche anno fa. Gli scenari poi sono del tutto statici e non ricchissimi di elementi e non brillano certo per pulizia grafica, con texture al minimo indispensabile e pochissimi dettagli.

Il gioco è doppiato in inglese con una recitazione tutto sommato buona, per il comparto sonoro non è presente una grande ricchezza. Ogni scenario ha il suo tema di sottofondo così come ogni personaggio con cui si potrà dialogare (scelta interessante, devo dire), tracce che hanno il solo scopo di fare da accompagnamento e quindi non particolarmente orecchiabili o ispirate.

Per concludere, Supreme League of Patriots è un’avventura grafica dallo stile interessante, un originale incipit (di avventure grafiche a tema supereroistico ce ne sono poche) ed una notevole brillantezza nei dialoghi, penalizzato dal gameplay punta-e-clicca già ostico di suo, aggravato da alcune leggerezze di game design.

Il gioco si suddivide in tre capitoli che porterete a termine in circa due ore ciascuno, non ci sono collezionabili o obiettivi secondari di sorta (a patto che non siate degli achievement hunter) quindi l’esperienza di gioco si esaurisce in un tempo relativamente breve. I capitoli di Supreme League of Patriots possono essere acquistati separatamente o in blocco con un prezzo abbastanza accattivante, complice la politica del team che citavamo all’inizio.

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