Il Signore della Caccia offre un buon numero di ore e di novità che faranno la felicità di chi ha apprezzato una delle rivelazioni del 2014.

Lo scorso ottobre Warner Bros. Interactive e Monolith hanno sorpreso tutti con un titolo che si è imposto come uno dei migliori dell’anno. Il successo non era certamente scontato, considerando l’appeal sempre più basso del brand e la qualità media dei soliti tie-in. Sarebbe stato lecito aspettarsi al massimo un buon gioco, ma non un titolo che sfiora i confini del capolavoro.

Gran parte di questo merito L’Ombra di Mordor lo ha ottenuto grazie al suo rivoluzionario Nemesis System, capace di cambiare (potenzialmente) per sempre l’approccio delle software house agli open-world: l’impatto di Talion nelle due grandi aree di gioco è infatti determinante e proprio su questo cavallo da battaglia hanno puntato gli sviluppatori per il primo DLC corposo.

Ne Il Signore della caccia tornerete dunque a Núrn con Talion per affrontare una nuova minaccia: Sauron ha infatti schierato in tutta l’area dei nuovi comandanti che vogliono controllare le feroci belve che popolano il mondo di Mordor.

Spetterà a Talion e al suo amico nano Torvin porre fine sul nascere a questo pericolo. Nel concreto il DLC presenta quindi delle nuove missioni per la storia che, attraverso dei tutorial di Torvin, introduce nuovi poteri per Talion, tutti legati alle bestie di Mordor: potrete infatti cavalcare i Caragath (simili ai Caragors, ma capaci di attacchi stealth), i Graug orrendi (capace di vomitare addosso ai nemici per scioglierli) ed infine potrete comandare anche delle piccole orde di Ghul.

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Orrendo di nome e di fatto.

Non c’è una vera e propria trama di fondo, ma sostanzialmente la sconfitta dei comandanti è la scusa perfetta per scoprire queste nuove abilità e farne un buon uso contro i vari capitani che, ovviamente, si rendono a turno vulnerabili in qualche modo alle novità di Il Signore della Caccia, sino ad arrivare ai cinque nuovi comandanti da abbattere.

Proprio il fatto che le nuove abilità siano sfruttate così tanto ha imposto agli sviluppatori di separare il DLC in questione dal gioco principale: a Il Signore della Caccia si accede dal menu iniziale e anche se la Núrn del DLC è la stessa che abbiamo già apprezzato ad ottobre, i nemici presenti sono diversi.

Questo è dovuto, con ogni probabilità, alla delicatezza del Nemesis System: inserire tre variabili del genere avrebbe alterato irremediabilmente il gameplay del gioco.

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Anche (?) Tallion si è dato alla moda barbarica, e voi?

Monolith decide invece di, come si suol dire, separare capre e cavoli, inserendo le novità de Il Signore della Caccia soltanto in un DLC che sembra sempre di più uno stand-alone per come è stato concepito. Per chi vi scrive si tratta quindi di una scelta condivisibile e apprezzabile, ma è possibile che i fan dell’avventura principale avrebbero preferito un’integrazione maggiore.

Oltre alle missioni della storia, Il Signore della Caccia introduce anche nuove sfide di caccia, nuovi immancabili collezionabili, trofei e obiettivi. Sconfiggendo i comandanti otterete inoltre delle sfiziose rune epiche nuove (legate ai nuovi poteri). Infine, per tutta la durata del DLC (circa cinque o sei ore) avrete a disposizione una nuova skin “barbarica” per Talion.

Il Signore della Caccia offre dunque per un prezzo abbordabile (9.99€) un buon numero di ore e di novità che, anche se a qualità altalenante (certi aspetti, come i dialoghi, non sono curati come nel gioco principale), faranno la felicità di chi ha apprezzato una delle rivelazioni dell’anno che abbiamo lasciato alle nostre spalle.

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