È una storia particolare quella della serie Geometry Wars. Nata come cabinato giocabile all’interno del garage virtuale di Project Gotham Racing 2 su Xbox, è poi passata ad un futuro standalone nei panni della prima grande perla della mai dimenticata ludoteca dei Live Arcade.Sfortunate sono state le sue sorti dopo il ricchissimo sequel di quest’ultima, Geometry Wars: Retro Evolved 2.

Aeguito dell'insuccesso del poco apprezzato Blur, Activision mise una pietra sopra i capolavori della leggendaria Bizarre Creations chiudendo definitivamente i battenti dei suoi uffici di Liverpool.

Da quelle ceneri è poi nata Lucid Games, una nuova realtà che rappresenta al meglio la Bizarre che fu, tra l’altro più volte presente nei rumor che tanto ci piacciono come papabile studio della desiderata (e mai concretizzata) rinascita di Project Gotham Racing tra le file della lineup Microsoft. Una lineup rinvigorita dall’arrivo nel 2012 di Forza Horizon, imperdibile racing game sviluppato da Playground Games, altra software house che con Bizarre ha tanto in comune. Ma questa è un’altra storia.

La storia di oggi passa per un’altra rinascita, quella di Sierra, etichetta riportata in auge da Activision durante la scorsa Gamescom e che riapre i battenti proprio con Geometry Wars 3: Dimensions. Si tratta del primo impegno di un certo spessore per Lucid Games, che deve affrontare i fantasmi del suo passato probabilmente nemmeno troppo a malincuore.

A memoria, Geometry Wars è stato sicuramente uno dei più influenti twin stick shooter dei videogiochi contemporanei, un esponente degno di nota del sottogenere appartenente alla branca degli Shoot ‘em up, dei giochi che da sempre soddisfano egregiamente la voglia di sfida tipica dei cabinati da bar. Delle sfide che hanno assunto un nuovo sapore abbracciando la filosofia del gioco online e delle leaderboard proprio con i primi Geometry Wars e che si ritrovano a dover affrontare una generazione totalmente nuova, che vive di sfide perenni all’insegna del social gaming sfrenato.

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Come si affaccia a questa nuova realtà Geometry Wars 3: Dimensions? Innanzitutto introducendo una modalità avventura che, strizzando un po’ l’occhio al mobile gaming a là Angry Birds, si appoggia sulle valutazioni a tre stelline ottenibili sfondando altrettante soglie di record. Questi ultimi, costantemente in contatto con i server del gioco, si confrontano ripetutamente con quelli stabiliti dai vostri amici o dagli sconosciuti su scala mondiale, dando vita ad una sala giochi virtuale che non conosce orario di chiusura. I record stabiliti e le stelline guadagnate daranno spazio alla disponibilità di nuovi livelli e droni sbloccabili, dei meri potenziamenti (sia offensivi che difensivi) anch’essi alla “prima uscita” con la serie.

È un mondo tutto nuovo quello in cui si affaccia questo terzo capitolo, coraggioso al punto da mettersi in discussione con un’altra importantissima introduzione, quella delle dimensioni citate dal titolo. Dimensions si distacca quindi dalla piatta linearità delle sue origini in favore di un level design tridimensionale, sempre attento a mantenere alto il grado di sfida: girare l’angolo per aggirare una navicella nemica non è certo una cosa semplice, vanno considerate più variabili, tra cui quella della possibile presenza di ulteriori pericoli una volta raggiunto dall’altro lato della mappa.

Il risultato, tra livelli con situazioni e layout variabili, power up e boss bastardi fino al midollo, è elettrizzante almeno quanto la colonna sonora che incalzerà drogandovi durante le partite. Partite che tengono il ritmo mica male, con una difficoltà crescente che ad ogni successo vi regalerà tonnellate di soddisfazioni. Se poi vi ritroverete a migliorarvi costantemente per raggiungere il vostro amico o le tanto agognate tre stelline, beh, vuol dire che la “trappola” di Lucid Games ha funzionato.

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Fermi, fermi: ciò non vuol dire che la software house anglosassone abbia completamente abbandonato le origini della serie, tutt’altro. Le modalità classiche sono lì ad aspettarvi in una sezione appositamente dedicata del menù iniziale, quasi a voler formare un’offerta a sé stante. E il bello è che alla fine sono quasi un gioco nel gioco, adatto ai veterani della serie che non possono accettare tali mancanze. E allora facciamo ciao con la manina alle dimensioni (ma non alla feature per controllare i record, attenzione!) per dare spazio alle vecchie modalità tanto amate - nel mio caso la particolarissima Pacifista.

Citando la sublime resa grafica, che avevo dato quasi per scontata visti gli standard degli episodi precedenti, e l’esiguo prezzo necessario per poter avviare il download, non penso fosse possibile chiedere altro a Geometry Wars 3: Dimensions. L'alta rigiocabilità e le continue variazioni introdotte dal level design e dalla sperimentazione in fase di ideazione delle sfide che compongono ogni tassello della modalità avventura trovano la quadratura del cerchio per il Geometry Wars definitivo, che probabilmente è anche uno dei migliori esponenti del genere, la cui qualità dei bei tempi andati è più vicina di quanto possa sembrare.

Le epiche sfide ai cabinati degli anni ‘80, che sfortunatamente ho goduto solo nei rimasugli dei primi ’90 (perdonatemi!), vivono ancora sposando le prerogative dell’epoca del gaming online a tutti i costi - messo coraggiosamente da parte dagli sviluppatori in favore di una cooperativa in stile party game fino a 4 giocatori.

Lasciatevi rubare l’anima e accomodatevi pure affianco a me, stanotte vi ho riservato un posto nella clinica per la riabilitazione.