Amplitude Studios sarà anche uno studio di sviluppo emergente ma ne sa già a pacchi. Ho scoperto con colpevole ritardo Endless Legend, un po’ per gli impegni redazionali e personali, un po’ perché i giochi di civilizzazione non mi hanno mai attirato troppo. A saperlo, però, ci avrei messo le mani sopra parecchio prima.

Dicevo che Amplitude sa il fatto suo perché ci ha fornito Endless Space e Dungeon of the Endless che sono due titoli di tutto rispetto, ed Endless Legend riesce nel titanico compito di rendere un gioco di civilizzazione appetibile ai più senza stravolgerne i dettami più di tanto.

Sì, perché in Endless Legend si avanza di esagono in esagono esplorando un mondo che è bellissimo da vedere, grazie ad un dettaglio minimo ma sufficientemente evocativo per darci la sensazione dell’esplorazione e della scoperta, e poi si ha a che fare con le risorse da ottenere dal territorio, la morsa del maltempo e ovviamente i nemici visto che, come ogni buon gioco di civilizzazione, il mondo è troppo piccolo per tutti quanti.

Altro dettaglio interessante è che a differenza di Civilization, punto di riferimento per il genere dove prendiamo una civiltà agli albori e la accompagniamo in diverse epoche storiche, in Endless Legend siamo catapultati in un’ambientazione già pronta e viva, raccontata attraverso brevi e deliziose cut-scene animate che ci raccontano la storia della fazione che abbiamo deciso di portare nel mondo, pronto ad accogliere tante civiltà ma non tutte.

Le fazioni in gioco sono molto affascinanti.
Le fazioni in gioco sono molto affascinanti.

Le fazioni che possiamo scegliere sono otto, ognuna splendidamente caratterizzata nell’estetica ma anche nel gameplay, aggiungendo degli elementi che potremmo definire quasi da gioco di ruolo. Oltre alle strutture, unità (quattro differenti per ogni fazione più gli eroi) e modalità di impostazione della partita diverse – c’è chi punta sull’espansione, chi sulle risorse, chi sulla guerra, ecc. – ci sono anche missioni dedicate che formano una trama per la partita.

Ci sono quindi otto fazioni principali, già curatissime nel design, ma ci sono anche tutta una serie di fazioni cosiddette minori che si incontrano nella mappa. Con esse possiamo interagire per annetterle al nostro impero, in modo bellicoso dichiarando guerra, oppure in modo pacifico offrendo loro aiuto in cambio del supporto logistico. Oltre a generare risorse, le fazioni aggiunte possono proporre anche delle nuove unità da impiegare in battaglia.

Endless Legend non è un titolo altisonante a caso ma rispecchia perfettamente lo spirito del gioco. Ogni partita è diversa dall’altra e potenzialmente infinita, grazie alle mappe generate in modo procedurale e casuale. Oltretutto è possibile giocare con le miriadi di impostazioni per creare il territorio che vogliamo, sempre da scoprire ovviamente. Quindi possiamo creare una landa piena di risorse o meno, possiamo decidere la geografia del territorio così come la varietà del clima, oltre al numero di fazioni rivali ovviamente.

Se questo rende ogni partita diversa ed è una gran cosa, il rovescio della medaglia è che a volte ci si ritrova con delle situazioni al limite dell’impossibile. Un paio di volte infatti sono stato costretto a ricominciare la partita per le condizioni troppo privative. Sono casi limite, soprattutto considerando la massiccia mole di opzioni selezionabili a cui accennavo, però può capitare. Al netto di sporadiche infauste coincidenze, se state giocando una partita troppo impegnativa significa che ve la siete cercata.

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Il risultato di tanta pazienza ed oculatezza.

L’esplorazione è il punto cardine dell’esperienza di Endless Legend, sebbene arroccarsi e guadagnare risorse è fondamentale, restare sempre fermi è completamente inutile. Così oltre alle fazioni minori da portare dalla nostra parte, possiamo esplorare delle rovine per scoprire tesori e risorse molto più rare, fare incontri casuali con eserciti vagabondi, incontrare le altre fazioni in lotta e tentare di stabilire un rapporto pacifico quando possibile, esperienze che un po’ ricordano il classico gioco di ruolo occidentale.

Le città sono invece il fulcro della crescita della vostra fazione. Raccogliendo cibo si creeranno nuovi cittadini col tempo, cittadini che possiamo piazzare alla produzione delle altre risorse, con le quali costruiremo tutti i distretti, fabbriche, costruzioni varie ed elementi dell’esercito che renderanno la nostra città sempre più produttiva e grandi.

Una volta poi accresciuti abbastanza potremmo inviare dei coloni per fondare una nuova città in un’altra regione, diversamente da Civilization dove si possono costruire una moltitudine di città nella stessa zona. La nostra nuova installazione fornirà a sua volta risorse, differenti in base alla geografia della zona in cui è nata, con la quale potrà iniziare l’ascesa verso la grandezza.

A concludere la disquisizione sulla parte logistica abbiamo, come ogni gestionale che si rispetti, un ampissimo skill tree per potenziare la nostra fazione, suddiviso in sei ere da sbloccare man mano. Le ricerche tecnologiche sono in media costose e molto lunghe da completare, pertanto è controproducente sbloccarle tutte a casaccio. Va fatta un’accurata selezione sul miglior rapporto qualità/prezzo tra di esse, magari tenendo in considerazione forze e debolezze del proprio impero. Questo rende ogni partita sempre diversa dall’altra e la fase gestionale divertente e, a volte, molto tesa.

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Alla pugna!

Infine, last but not least, ad un certo punto il mondo sarà troppo grande per tutti quanti e sarà il momento di alzare gli stendardi da guerra. Il combattimento in Endless Legend è semplice, funzionale ma un po’ caotico. Una volta ingaggiato un esercito nemico verranno schierate tutte le unità in una scacchiera esagonale delimitata, al termine di questa fase di ingaggio inizierà poi il vero combattimento che, spesso, non premia il tatticismo ma il semplice “abbattili uno alla volta”. Nonostante le tante statistiche che ha ogni unità, a volte un po’ fumose nell’applicazione reale a dire il vero, la strategia migliore è muoversi compatti e contrattaccare ad ogni ceffone ricevuto.

Endless Legend è un gioco veramente curato, ormai lo avrete capito. Amplitude Studios ha messo molta cura sia nella fase artistica quanto nella fase ludica del gioco. Un po’ più di impegno sarebbe stato gradito nella creazione dell’interfaccia, non troppo funzionale a volte e quasi embrionale in certi casi. Niente che possa pregiudicare l’esperienza di gioco, ma sappiate che ci vorrà un po’ prima di assimilare tutte le possibilità offerte dal gioco. Sarebbe stato d’aiuto anche ampliare un po’ il tutorial, di fatto molto dell’apprendimento viene fatto giocando e perdendo (inevitabilmente) le prime partite.

L’intelligenza artificiale a volte è un po’ sbilanciata. Se al livello facile i nemici difficilmente vi verranno a dare fastidio, già alzando di un grado la difficoltà a volte dovrete stare molto attenti a voler essere troppo espansionistici. Il problema però si argina tranquillamente andando a giochicchiare con le impostazioni, magari alzando la difficoltà ma creando un ambiente rigoglioso e poco ostile nella geografia.

Insomma, al netto di qualche difetto ed incertezza, Endless Legend è una perla rara, un titolo coi cosiddetti, un gioco di quelli che ti fa dimenticare degli impegni, dal fatto che puzzi e devi farti una doccia al dover andare alle Poste. Più snello ed “avventuroso” del mostro sacro Civilization ma più genuinamente divertente. Il titolo di Amplitude Studios è ostico da apprendere, i meno pazienti e giudiziosi saranno messi a dura prova, ma per chi saprà dedicarci tempo e impegno Endless Legend promette decine e decine di ore divertimento. Se poi siete già appassionati di strategici a turni sarà una pacchia.

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