Il concetto di difficoltà è qualcosa di meramente soggettivo: superare un ostacolo, di qualunque tipo esso sia, può essere una impresa più o meno ardua a seconda di chi la deve affrontare, dal contesto in cui si trova, dall’esperienza che possiede, dalla predisposizione alla sfida. L’impossibile è l’unico vero limite del difficile, ideale e mai raggiunto realmente in quanto lo spettro del possibile può essere sempre ampliato.

Proprio la settimana scorsa, e qui faccio una parentesi personale, sono andato a vedere la mostra di Escher, un artista olandese famoso per essere autore di opere cosiddette “impossibili”: rappresentazioni di edifici non edificabili, cascate che rinnovano da sé la propria acqua, vortici percettivi tra concavo e convesso, trasformazioni tra animato e inanimato, tra piano e tridimensionalità.

Le costruzioni irrealizzabili nella realtà, vengono rappresentate da Escher solo avvalendosi di giochi e stranezze della percezione e della prospettiva e mostrano allo spettatore qualcosa di impossibile ma che ad un tratto gli sembra plausibile per il sotto fatto che sia rappresentato lì, davanti ai suoi occhi!

Questo è il gusto dell’impossibile, è una naturale attrazione umana nei confronti di ciò che non può essere raggiunto con mezzi ordinari ma che necessita un passo in più ovvero del superamento dei propri limiti fisici, mentali o percettivi che siano. Ed è così che l’uomo ha iniziato a costruire ostacoli sempre più ardui per poi cimentarsi nell’impresa di superarli ingegnando sé stesso come mai fatto prima e raggiungendo spesso traguardi inaspettati. Questa, ragazzi miei, non è astratta filosofia ma una il più profondo motivo del perché oggi esistono videogiochi di una difficoltà inaudita e del perché a noi piacciono così tanto!

Partiamo come sempre dall’inizio, da quando sono nati i videogiochi difficili. Facendo sembrare tutto quello che ho detto prima una valanga di idiozie, i primi giochi difficili sono nati per un motivo prettamente economico. I coin-op, ovvero i cabinati che un tempo andavamo a giocare in sala giochi, erano settati su difficoltà che crescevano in modo esponenziale via via che si procedeva nel gioco col mero intento di spillarci più soldi possibili, così che pur di completare il gioco spendevamo decine e decine di monetine da 500 lire.

Col console gaming poi fu tutto diverso, i meno abili iniziavano i giochi ad Easy (o Beginner) mentre i più temerari settavano la partita difficoltà più elevate e il mondo divenne un posto migliore. Ancor meglio quando finalmente divenne possibile salvare la partita grazie ai supporti di memorizzazione, cosicché anche i giocatori meno esperti potevano tentare di completare un titolo seppur impiegandoci più giorni o settimane.

Col passare del tempo si è verificata una generale inflessione della difficoltà ed i titoli sono diventati sempre più “friendly” permettendo al giocatore di scegliere tra cinque o sei livelli di difficoltà e aggiungendo diverse opzioni che andavano ad inserire aiuti vari (come la mira assistita o la disattivazione di fuoco amico negli FPS, la traiettorie colorate nei giochi di guida per indicare dove accelerare e dove frenare, e via dicendo). Ma andiamo avanti: ormai quasi ogni titolo ci presenta miriadi di tutorial, hints che bombardano durante il gioco per aiutarci a capire cosa fare, la possibilità di saltare in toto un livello troppo ostico, gestione della salute ridicola negli FPS nei quali ci è permesso tornare a correre dopo pochi secondi che siamo stati quasi gambizzati, e potrei andare avanti per tutta la giornata.

Il motivo che hanno portato allo scenario attuale sono da ricercarsi sostanzialmente nel cresciuto interesse da parte dei giocatori per i comparti narrativi, per la grafica e la spettacolarità, per la caratterizzazione dei personaggi piuttosto che al livello di sfida che un titolo possa offrire. A questo tipo di giocatori l’industria ha risposto ampiamente negli ultimi anni, andando a confezionare titoli sempre più simili a colossal del cinema come i vari Uncharted, Assassin’s Creed e GTA che potessero essere giocati un po’ da tutti.

Ma i giochi difficili sono comunque ben lontani dall’essere soffocati da questi generi, ai quali si vanno invece ad affiancare nelle classifiche di vendite come ad esempio è successo nel caso dei due capitoli di Dark Souls. Un mercato più vario quindi ma dove i giochi tosti non mancano e sanno dire sempre la loro, oggi come un tempo. A seguire quindi, vi proponiamo la top ten dei videogiochi più difficili della storia secondo TMAG.it.

10. Donkey Kong

Un pezzo di storia. Il primo titolo a vedere come protagonista il nostro amato Super Mario (all’epoca meglio conosciuto come Jumpman), nel quale il giocatore era chiamato ad una difficilissima scalata verso la vetta per salvare la principessa tenuta in ostaggio da Donkey Kong, che all’epoca era un cattivone e lanciava barili e ostacoli vari per fermare l’idraulico. Qui ogni piccolo errore di calcolo nel movimento o nel salto poteva essere fatale e costringeva il giocatore a riprendere il livello da capo.

9. Ninja Gaiden Black

I capitoli precedenti erano già tosti ma con questo gli sviluppatori si sono superati! Versione migliorata del remake del 2004 uscito per Xbox, ci ritroviamo ancora una volta nei panni di Ryu Hayabusa, un ninja dalle incredibili abilità combattive. Nella versione “Black” dovremo far fronte ad un nuovo livello di difficoltà reso appositamente infernale per il gusto della sfida. Siete abbastanza coraggiosi da provare a completarlo? Le abilità acquisite nei vecchi Ninja Gaiden non saranno sufficienti.

8. Megaman 9

Il nono capitolo di Megaman viene rilasciato circa 10 anni dopo l’ottavo, ma mantiene da grafica ad 8-bit e tutto lo stile dei predecessori. In questo gioco preparatevi a perdere vite a ripetizione perché spesso e volentieri non avrete modo di sapere dell’esistenza di un nemico o di un ostacolo finché non sarà troppo tardi. La frase che urlerete con più frequenza durante le vostre partite sarà “Ma io che ne potevo sapere!”. Solo prove e riprove vi permetteranno di procedere nell’avventura e sconfiggere i tostissimi boss di fine livello.

7. F-Zero GX

Questo gioco di corse per Nintendo64 è allucinante, veloce, psichedelico e dannatamente complicato! Forse il gioco di guida più difficile della storia, e non scherziamo. Giri della morte, full pipe, salti impossibili e avversari che non vedono l’ora di gettarvi all’aria, tutto questo a 1000km/h AHHHHHHHHHH. Di certo vincere una partita in questo gioco è una esperienza esaltante ma si arriva a fine gara con il cervello in pappa.

6. Contra

Uno dei più famosi titoli per NES. C’è un dettaglio di questo sparatutto in 2D che lo rendeva terribilmente difficile: bastava un solo colpo per farvi fuori! E non pensate che le vite a disposizione erano abbastanza da semplificarvi il lavoro… infatti erano solo tre e una volta terminate arrivava il GAME OVER. I più disperati infatti ricorrevano all’epoca al famoso “Konami Code” che regalava 30 vite extra, ma credetemi: terminarlo restava comunque un’impresa degna di nota.

5. Super Meat Boy

Meat Boy è una bistecca, la sua ragazza è una è una benda rosa e il cattivo di turno che l’ha rapita è un feto. Se questo non basta ad incuriosirvi vi dirò di più: è uno dei titoli più divertenti e allo stesso tempo difficili degli ultimi tempi. Le meccaniche di gioco sono essenziali, è un platform dove si deve arrivare da un punto A ad un punto B superando ostacoli di vario genere. Un avvertenza per coloro che lo proveranno: dopo qualche ora di gioco avrete voglia di lanciare il joypad dalla finestra quindi prima di cominciare assicuratevi che sia chiusa!

4. Castlevania

Castlevania non è semplicemente difficile, ma raggiunge un livello che può essere definite “insano”. Sì perché non è da sani di mente pensare che ogni singolo tocco del vostro joypad debba essere calcolato al secondo. In questo primo capitolo nella saga il protagonista è Belmont, un cacciatore di vampiri che dovrà affrontare orde di nemici attraverso ben 60 livelli prima di arrivare a sconfiggere il cattivo dei cattivi: Dracula. In questo gioco non sono ammesse distrazioni, ogni volta che verrete colpiti perderete metà della vostra vita quindi occhio!

3. Ghost n’ Goblins (e Ghouls n’ Ghosts)

Il povero Arthur, protagonista dei vari episodi per NES, SNES e infine PSP, è definitivamente la persona più sfigata del pianeta! Famoso per le sue mutande bianche con i cuoricini rossi, unica sua protezione (se così si può definire) contro i nemici quando non ha un’armatura, il cavaliere deve affrontare i più ostici dungeon e avversari per salvare, tanto per cambiare, una principessa! Ironia della sorte è che una volta che penserete di aver completato il gioco dovrete ricominciarlo da capo, ma non vi sveliamo il perché. Divertentissimo oltre che difficile, merita di essere giocato per scoprire quanto possa essere complicato calibrare l’ampiezza di un doppio salto e contemporaneamente sparare un nemico e schivare un colpo.

2. Demon’s e Dark Souls I & II

I tre titoli della serie “Souls” sono indubbiamente i giochi che più hanno fatto discutere la generazione attuale di videogamers per la loro difficolta. Sono Action-RPG nipponici dalle forte tinte dark, stupendi ma incredibilmente ostici in quanto puniscono il giocatore per ogni minimo errore. Le istant kill sono all’ordine del giorno, i burroni dove cadere dietro ogni angolo, safe zone che tanto “safe” non sono e attenti a guardare in alto perché un dragone potrebbe arrivare da un momento all’altro e farvi fuori con una fiammata! Non a caso gli sviluppatori stessi ci prendono in giro con l’ormai famoso motto: “Prepare to die”!

In questo gioco non dovrete solo fronteggiare i temibili nemici che vi si pareranno davanti ma, essendo un titolo che si gioca principalmente connessi alla rete, potrete essere attaccati da altri giocatori che si connetteranno alla vostra partita e proveranno a farvi fuori in ogni momento. Un vero inferno.

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1. Battletoads

Esistono due tipi di videogiocatori al mondo: quelli che hanno giocato a Battletoads e quelli che ancora credono di essere dei bravi giocatori. Si tratta di un platform/picchiaduro dove vestirete i panni di una specie di rana combattiva antropomorfa che dovrà farsi strada sconfiggendo nemici a non finire e superando ostacoli di vario genere in 12 livelli.

Non c’è modo di spiegarvi a parole quanto sia difficile questo gioco, in particolare nelle fasi platform e quelle su veicoli ad alta velocità. Per superare certe zone bisogna essere perfetti e anche i videogiocatori più esperti potranno impiegarci un’eternità o non riuscirci affatto, finendo col gettare la spugna.

Per tutti coloro che non conoscono questo titolo consigliamo di recuperarlo in qualche modo su internet e di giocarlo perché non può mancare nel vostro bagaglio di videogiocatori. Se proprio siete pigri andate su youtube e sparatevi qualche video, non crederete ai vostri occhi!

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