[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]B[/mks_dropcap]rividi, sudori freddi, palpitazioni: sono queste le sensazioni che un consumer PlayStation 4 o Xbox One prova quando deve aprire un articolo che parla della risoluzione finale di uno dei tanti titoli in arrivo.

A questo punto si apre un bivio: 1080p e 60FPS sono stati raggiunti? Allora tutto passa con un bel sospiro di sollievo. E se invece si arriva a scoprire che l'obiettivo non è stato raggiunto beh, a questo punto il tutto si sposta sulla console war e su chi ha la scatola migliore per giocare (non in senso dispregiativo, ovviamente).

Sono cose già vissute nell'epoca di PlayStation 3 ed Xbox 360, anche se in questa next gen sembrano essere tornate molto più forti: l'architettura simile ad un PC e tante persone che oramai non sono più disposti a scendere a compromessi hanno creato il famoso “resolutiongate”.

Per il mondo dei videogiochi dunque, pare non esserci più pace: l'ultimo caso, quello di Assassin's Creed: Unity, dove entrambe le versioni per home console gireranno a 900p. Forse proprio a causa di alcuni colli di bottiglia riscontrati sulla console Xbox One, che hanno scatenato la solita isteria generale. Eppure, complotti a parte è tempo di scagliarsi in difesa dei sistemi da gioco casalinghi e soprattutto degli sviluppatori: scelte necessarie quelle di abbassare la risoluzione per ottenre un gameplay più fluido? Sì.

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Se ne parlava già a Marzo 2014, con un bell'articolone su Eurogamer di Richard Leadbetter, che illustrava come guadagnare frame rate semplicemente abbassando la risoluzione nativa (da 1080p a 900p oppure addirittura a 720). Certo, non è così semplice da attuare, eppure la sensazione è proprio questa: sono pochi i titoli che possono vantare 1080p e 60fps, molti di più in realtà quelli che arrivano a 1080p e 30fps. Ma ancora di più quelli che, su Xbox One, si ritrovano costretti a far girare il titolo ad una risoluzione inferiore ma con un frame rate stabile, che garantisce un gameplay fluidissimo.

In gergo tecnico, quando si trova necessario abbassare la risoluzione di un titolo è perché si afferma di aver trovato un collo di bottiglia tra CPU e GPU. Non si può bypassare il problema, poiché magari si otterrebbero sì i 1080p di risoluzione, ma a scapito di un gameplay sotto i 30FPS. Ma queste, sono ovviamente pareri tecnici che lasciano il tempo che trovano.[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Ubisoft e Assassin's Creed: Unity, con i 900p su Xbox One, sono diventati il perfetto cavallo di battaglia tra utenti Sony e Microsoft[/mks_pullquote]

Ubisoft e Assassin's Creed: Unity, con i 900p abbassati probabilmente per i colli di bottiglia trovati su Xbox One, sono diventati il perfetto cavallo di battaglia tra utenti Sony e Microsoft. Odio? Non proprio, ma bensì tanta, tantissima voglia di discutere di argomenti tecnici. Nonostante, paradossalmente, le console rimangano quelle e la possibilità di cambiare i componenti interni è praticamente impossibile. E' vero, la casa di Montreal ha dovuto necessariamente abbassare la risoluzione, ma vedrete che il titolo ne guadagnerà in frame rate e gameplay. Nonostante alcune case riescano a raggiungere ottimi risultati (vedi 4A Games con Metro Redux), molto spesso il fill rate pare essere la migliore soluzione.

Rimane un'ultimissima questione da analizzare: scavando nell'intricata vicenda del resolution gate, ci viene da chiederci come fosse possibile che l'utente medio sia riuscito, in soli 10 anni di carriera da videogiocatore sui tv di sottomarca oppure monitor da 22 pollici a sviluppare un occhio così attento per riuscire a distinguere il Full HD dai 900p. Perché?

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All'epoca del lancio di PlayStation 3 ed Xbox 360 si discuteva tantissimo sui 720i e 720p: interlacciato o progressivo? Che tipo di TV dovrò di comprare? Quale marca mi consigliare per godere appieno della risoluzione offerta dalle console? Domande simili si potevano trovare nelle riviste specializzate e anche nei forum. L'alba di una nuova era stava per nascere: addio a discussioni su aspetti del gameplay, benvenute invece tecnica, benchmark, risoluzione e conteggio minimo degli fps. Addio review, benvenuti dati di Digital Foundry.

Sembra interessante, ma nessuno di voi (salvo particolari casi) è in grado di distinguere perfettamente tra 900p e 1080p. Così come nessuno di voi (salvo di nuovo, particolari casi) 60fps da 59 o 58. Questo perché, nonostante la gavetta effettuata sulle console old-gen, l'occhio umano non riuscirà mai a distinguere perfettamente queste differenze. Certo ci sono, ma per forza di cose si tratta di qualcosa di microscopico, difficile da andare ad individuare. Eppure basta una semplice dichiarazione.

Adesso la domanda ve la faccio io: e se non vi avessero svelato niente?

I PC gamer per anni si sono vantati delle prestazioni: si fa ancora oggi a gara per riuscire ad avere il pezzo migliore ed ottenere i risultati di benchmark più lusinghieri di quelli del vicino. Intel o AMD? Nvidia o AMD? Sarebbe più necessario scrivere “Intel vs AMD, Nvidia vs AMD”. Lentamente, stiamo diventando tutti così: alla ricerca del “è più bello perché me lo dicono i dati”. Dimenticandosi poi, che magari un gioco da 1080p e 60fps riuscirà a peccare sotto ogni singolo settore. Ma tanto abbiamo raggiunto i livelli dichiarati, no?