Sono passati ben 10 anni dall'ultima apparizione di Elite nel panorama videoludico. Frontier: First Encounters aveva varcato la soglia del portone dei videogame due lustri fa ed oggi stiamo ammirando i primi passi di un nuovo capitolo per questa leggenda. David Braben aveva aperto la fucina dei lavori su Elite: Dangerous già nel novembre 2012, quando la campagna su Kickstarter aveva fatto gridare di gioia più di un veterano del PC gaming.

Purtroppo l'euforia prodotta dall'avvenimento si dimostrò intermittente, con continui ritardi sull'apparizione di prove concrete sullo stato di sviluppo del gioco.

Attualmente l'uscita di Elite: Dangerous è prevista per fine anno (salvo scivoloni dell'ultim'ora come avvenuto per la deadline di marzo), in coincidenza con l'anniversario della release del primo titolo della serie, targato BBC's Mirco: se volete provare l'ebrezza di questo capolavoro secolare potete scaricarne una copia gratuita direttamente dal sito di Elite: Dangerous.

Dopo la prima fase beta, avviata da Frontier Developments ormai tre mesi fa, Elite: Dangerous, quarto episodio della saga Elite ha raggiunto il secondo stadio di sviluppo, con molte novità e migliorie da mostrare ai fan. La truppa di Braben ha dunque impacchettato gli sforzi e relativi risultati prodotti in questi mesi di lavoro per offrire ai giocatori una nuova beta, iniziata il 30 settembre.

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Il primo test aveva proposto un sistema di combattimento legato ad un interfaccia full-screen in soggettiva, in grado di riprodurre a grandezza pressochè naturale la visuale di un pilota di caccia interplanetari, con 55 sistemi solari da esplorare e limitate possibilità di editing della propria navicella, delegando gli step di sviluppo successivi al perfezionamento dell'intero pacchetto. La Beta 2 riprende quanto intavolato in prima seduta, apportando un aggiornamento che può definirsi positivo nei suoi punti cardinali.

Siamo di fronte ad un upgrade sostanzioso, che interviene sia nella finitura di quanto già messo in piedi da Frontier Developments sia introducendo contenuti aggiuntivi: in primo luogo il dato che cattura con decisione la nostra attenzione è l'incremento del numero di sistemi solari attualmente esplorabili a 500 unità, contro i 55 della prima beta. Tutti questi gruppi di pianeti saranno esplorabili grazie ai cosiddetti salti iperluce (o Hyperdrives), flash che garantiscono lo spostamento per anni luce in brevissimo tempo.

L'esplorazione di lidi incontaminati della galassia sarà la base di partenza per il vostro piccolo impero: grazie alle ricchezze scansionate in orbita tramite la vostra astronave e la conseguente consegna dei dati per la tracciabilità dei pianeti sarete in grado di guadagna dei lauti bottini da esploratori, utilizzandoli successivamente per potenziare il vasto assortimento di componenti della vostra corazzata e perfezionare la vostra reputazione universale.

E' questo probabilmente il secondo settore in cui i ragazzi di Braben hanno focalizzato maggiormente sforzi ed attenzione: il sistema della vostra suite di bordo è stato reso personalizzabile nelle diverse informazioni che esso fornisce nell'assetto standard, come Life Support, Motori, Hyperdrives, Potenza dei distributori, Sensori, Scudi ed Hangar, ora interamente edittabili. Altra introduzione sono nuove classi di appartenenza relative al ranking della Federazione e legate a doppio filo alle vostre “tendenze al volante”, mentre cinque nuove armi, tra cui missili non letali in grado di inibire le strumentazioni difensive delle navi-hangar e facilitare le manovre di attacco, sono state aggiunte al roster inizialmente disponibile.

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Il tutto viene poi incastonato in un universo enorme e vastissimo, influenzabile dalle decisioni prese dall'utenza e dall'andatura del multiplayer di massa, nel quale il giocatore viene classificato grazie al ritrovato sistema di ranking universale: in base alla bontà delle sue azioni, siano esse positive o negative, il pilota viene etichettato ed inserito in appositi listoni, nei quali per risultare primi della classe sarà indispensabile “giocare” con variabili come i rapporti che instaurerete con le tre diverse fazioni in lotta nell'universo dell'anno 3300, ovvero Federazione, Impero ed Alleanza.

A concludere il lavoro di rifinitura di Frontier Developments ci ha pensato un'attenta finitura dei dettagli grafici e della loro fluidità, la cui traduzione in termini di requisiti minimi di sistema è risolta con 2 gb di RAM, scheda video integrata da almeno 1gb e processore Quad-core. Un pacchetto di requirements base alla portata della maggior parte dei sistemi hardware di fascia medio-alta, ma la domanda sorge spontanea: sarà mai possibile ammirare Elite: Dangerous in versione console?

David Braben non ha chiuso la porta ad eventuali sviluppi futuri e già all'epoca del crowdfounding di Kickstarter il developer aveva sottolineato come "traslasciare altre ipotesi di sviluppo per questo titolo sarebbe assurdo". Per adesso non possiamo che godere della release per PC e Mac, previste come detto per il Q4 del 2014. Quello che ci aspetta è un nuovo entusiasmante capitolo di questo leggendario simulatore di battaglie spaziali, in grado di sfruttare a pieno le potenzialità della connettività multiplayer per trarne vita eterna nel PC Gaming.

Durante la Gamescom 2014 abbiamo avuto l'occasione di scambiare quattro chiacchiere David Braben, leggendario game designer del gioco. Raggiungete questo link per leggere l'intervista a cura del nostro Paolo Sirio.