[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]N[/mks_dropcap]ella vita non esiste logica e non esistono certezze preconfezionate. Certo, possiamo scegliere di vivere riparandoci all’interno di una fortezza dalle fondamenta di carta velina, composta da aforismi banali e pensieri dozzinali che puntualmente compaiono nelle bacheche di Facebook. O ancora, al mondo c’è chi pensa che Francesco Sole sia il massimo cancro di una civiltà piegata sotto la croce del qualunquismo.

Ma personalmente ciò che mi reca ancor più fastidio di quel giovane citato precedentemente è quella generazione di tredicenni vissuti – figli del web e di una società fuori controllo - che sputano commenti dal sapore nostalgico riguardanti l’infanzia ormai alle spalle, un periodo descritto come totalmente privo di pensieri negativi e responsabilità. A parte che ci sei ancora dentro fino al midollo, mio caro ragazzino, ma chi rimpiange l’infanzia è perché non la ricorda o la ricorda male, citando il compianto scrittore spagnolo Joan Fuster in Giudizi Finali.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Chi rimpiange l’infanzia è perché non la ricorda o la ricorda male[/mks_pullquote]

Non voglio figurare come il nuovo pessimista cronico della redazione – secondo solo al nostro Giovanni (Antignani, ndR) – ma l’infanzia è uno stadio della vita complicato e delicatissimo, sia per i genitori che per i figli. La voglia di crescere si scontra con l’innocenza tipica dei bambini, quella capace di farti credere che un albero di Natale e quattro fiocchi di neve portino la pace nel mondo.

Disney Infinity 2.0, il soggetto di questa nuova recensione, assomiglia un po' a quel bambino intraprendente che tenta di emulare in modo buffo i comportamenti degli adulti, capace a volte di far scaturire più d’una semplice risata sulla bocca dei grandi. Croce e delizia: un prodotto per bambini o un tuffo nei ricordi per i vecchietti?

Lasciamo un attimo da parte questo dubbio amletico per addentrarci nel mondo creato da Avalanche Studios: scartare lo Starter Pack del gioco e alcuni playset aggiuntivi mi ha subito stampato un sorriso da ebete in volto, inebriato da quella foga che da piccolo mi spingeva ad aprire con sacra attenzione le scatole dei giochi ricevuti in regalo da mamma e papà. Le statuine contenute nella voluminosa confezione sono piacevoli al tatto, coloratissime e facilmente riconoscibili. D’un tratto, una lacrimuccia solitaria cala spontanea sulla mia guancia. Il retail ha sempre avuto un suo mistico fascino su di me e questo tripudio tattile di materiali gommosi e colori sgargianti non può far altro che riportare alla mente gli anni del collezionismo spinto, degli enormi e colorati manuali d’istruzioni e chissà che altro.

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Mai sottovalutare un filantropo miliardario come Tony Stark.

Packaging a parte, quali sono le principali novità rispetto al primo capitolo? Quest’anno, con Disney Infinity 2.0, la casa di Topolino & co. ha voluto sfruttare le numerose licenze a disposizione ed in particolare quella Marvel acquisita nel lontano 2009: ecco che lo Starter Pack presenta quindi in bella vista le silhouette di Iron Man, Thor e Vedova Nera. Un’arma a doppio taglio, con i bambini pronti a giocare avventure scanzonate da una parte e con gli assidui fan della penna di Stan Lee dall’altra. Il desiderio di rendere appetibile il gioco ed il playset degli Avengers ad ambedue le categorie ha spinto così Avalanche Studios a creare un prodotto dall’identità incerta.

In particolare, le vicende dei Vendicatori sono ambientate in una Manhattan innevata a causa dell’arrivo di Loki e dei Giganti del Ghiaccio asserviti al suo potere. Le ambientazioni esotiche e colorate del primo capitolo lasciano tristemente spazio ad una monocromia con toni di grigio che pare prelevata con il contagocce di Photoshop da Gears of War. Questa strizzatina d’occhio non certo velata al “mondo degli adulti” va a braccetto con una difficoltà media degli scontri particolarmente elevata per un bambino di 7 anni – PEGI docet – e con una precisione millimetrica richiesta nelle sfide secondarie sparse per la Grande Mela.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]A volte i comandi sono macchinosi e non rispondono all’utente[/mks_pullquote]

Prima che gli hardcore gamer barbuti alzino le mani in segno di vittoria, mi preme sottolineare che a volte i comandi risultano macchinosi e non rispondono bene alla volontà dell’utente, come nel caso del pulsante dedicato al salto/volo: alla faccia del gioco per bambini, la frustrazione è dietro l’angolo, complice una telecamera a tratti ballerina.

La presunta maturità che Disney Infinity 2.0 mostra in questi frangenti fa da contraltare ad un ambiente sandbox del tutto vuoto, senza attività collaterali di sorta che non comprendano la mera ricerca dei collezionabili. New York è noiosa, grigia e con dei muri invisibili da far spavento posti spudoratamente in mezzo alla città; qualsiasi giocatore navigato storcerebbe il naso e forse anche i ragazzini di oggi, così svegli e attenti, potrebbero notare questa grave mancanza. Ad aggravare un quadro sicuramente non ottimale in casa Avengers si aggiunge la trama e la narrazione degli eventi, che se da un lato rende di facile comprensione le avventure dei nostri amati supereroi, dall’altro impoverisce la complessità del plot che si rivela, di fatto, inconsistente e privo di coesione.

Molte delle missioni che fanno parte dell’impianto narrativo principale, assegnate da Nick Fury e compagni, non prevedono altro che un semplice salvataggio di civili o un banalissimo incarico di sgombero di un’area: nulla che può aggiungere quindi un pizzico di profondità ad una trama scialba e senza pretese.

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Captain America sarà pure un vecchietto, ma colpisce ancora duro.

Lo Starter Pack dei Vendicatori oscilla quindi tra infanzia e maturità, alla ricerca dell’approvazione unanime di adulti e bambini, scivolando in dettagli macroscopici e scontentando entrambe le categorie. Le altre due introduzioni – ovvero il playset di Spider-Man e di Guardiani della Galassia – rendono invece giustizia ad un impianto assai interessante, aumentando esponenzialmente la varietà delle quest con sezioni platform ed enigmi ambientali. Non a caso questi due pacchetti sono stati sviluppati da software house esterne, con Avalanche “costretta” alla creazione di una Scatola dei Giochi 2.0 all’avanguardia e di una storia non degna per i nostri amati Avengers.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Lo Starter Pack dei Vendicatori oscilla tra infanzia e maturità, alla ricerca dell’approvazione unanime di adulti e bambini[/mks_pullquote]

L’ambientazione in cui prende vita la vicenda di Spidey e compagni, per esempio, è la stessa Manhattan dello Starter Pack; curiosamente si respira un’aria diversa, con il giocatore proiettato in una location ben più aderente alle storie cartacee dell’Uomo Ragno. Se nel mondo dei Vendicatori l’unico elemento riconoscibile è la Torre di Stark, nella Grande Mela del playset di Spiderman possiamo trovare numerose icone leggendarie a partire dal palazzo della Oscorp. Le stesse missioni sono più variegate e la trama risulta essere ben più interessante rispetto all’impianto narrativo fragile del mondo Avengers.

Disney Infinity 2.0 presenta alcune novità interessanti rispetto al predecessore: in primis voglio ricordare la piacevole introduzione dello skill tree, diverso nelle mosse ma simile come impostazione tra i numerosi personaggi che compongono il mondo di gioco. Potremmo così personalizzare la “super-caricata” (Destiny docet), potenziare gli attacchi a distanza, la salute, la velocità e quant’altro. Tutti i dati saranno salvati all’interno della statuina, dando la possibilità ai ragazzi meno sedentari di poter portar con sé i propri eroi personalizzati a casa di amici per organizzare qualche divertente partita in split-screen locale. Un plauso va fatto a Disney per aver permesso di creare uno skill tree personalizzato anche ai vecchi personaggi di Disney Infinity 1.0, con una curiosa retrocompatibilità che farà enorme piacere ai fan più stagionati dell’opera di Avalanche.

Da un giorno all'altro ti ritrovi a cinquant'anni, e l'infanzia o quel che ne resta è in una piccola scatola.

Dopo migliaia di caratteri spesi per l’impianto prettamente ludico del gioco, come possiamo non citare la punta di diamante della produzione di Walt Disney Company? La Scatola dei Giochi 2.0, quest’anno più che mai, si presenta come un potentissimo editor di livelli e ambientazioni, capace di porsi in netto contrasto con altri esponenti del genere, Little Big Planet e Project Spark su tutti.

Le migliorie apportate con la nuova edizione, ne sono certo, permetteranno agli utenti di creare veri e propri piccoli capolavori, andando così ad espandere esponenzialmente l’offerta ludica del prodotto. L’introduzione di porte per collegare tra loro gli stage e l’aggiunta geniale di coccolosi personaggi chiamati Costruttori, capaci di creare dal nulla enormi edifici dallo stile ben definito, sono innovazioni importanti che permetteranno il costante nascere di avventure consistenti e ricche di numerose attività collaterali, a differenza dello scarno primo capitolo.

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Thor, smettila di ubriacarti e riponi quell'arma giocattolosa.

Un’ultima novità in merito è l’introduzione degli INterni, dove ci verrà data l’opportunità di dare libero sfogo alla nostra fantasia creando il quartier generale che abbiamo sempre sognato, sfruttando un’ampia gamma di oggetti da arredamento. A questo punto sorge spontaneo un dubbio: un giovane ragazzino potrà essere mai in grado di costruire veri e propri livelli con questo potentissimo tool? Pur con tutte le semplificazioni possibili, la Scatola dei Giochi di Disney Infinity 2.0 si presenta come una parte del gioco dedicata a coloro che vorranno spendere molto tempo nell’approfondire con dedizione le meccaniche alla base del titolo. Certo, i bambini potranno godersi i numerosi stage creati dall’utenza più navigata, ma il sogno di ricreare l’ambiente ideale dove poter sfogare la fantasia senza scendere a compromessi tecnici pare ancora lontano.

La direzione artistica del gioco ha l’enorme pregio di unire sotto un unico stile mondi agli antipodi: Venom e Paperino che camminano insieme in un verde prato fiorito, srsly? Ebbene, gli artisti di Avalanche sono riusciti nell’intento di conciliare queste identità così diverse tra loro, ricreando un’atmosfera scanzonata dall’inconfondibile stile Disney che non mancherà di deliziare i bambini in più di un’occasione.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Venom e Paperino che camminano insieme in un verde prato fiorito, srsly?[/mks_pullquote]

Dopo il mezzo successo del primo capitolo, cosa rappresenta Disney Infinity 2.0? Per certi versi un passo falso, per altri un balzo in avanti interessante. Il playset degli Avengers, incluso nello Starter Pack, è un biglietto da visita assai deludente. Il gioco riesce a redimersi parzialmente con il mondo di Spider-Man e di Guardians of The Galaxy – acquistabili separatamente al prezzo di 29.90€ ciascuno - capaci di offrire una maggior varietà nel level design ed una trama ben più coinvolgente.

La Scatola dei Giochi 2.0, invece, si rivela un tool potentissimo in grado di rivaleggiare tranquillamente con i più blasonati editor presenti sul mercato, ed il supporto di una direzione artistica omogenea e ben progettata rendono la creazione di nuovi mondi un vero e proprio piacere. In chiusura, riprendo il grande e unico quesito che aleggia da inizio recensione intorno all’ultima fatica di Avalanche Games.

Prodotto per bambini o per adulti? Purtroppo Disney Infinity 2.0 si impone di piacere a entrambi tentando di riunire ambedue le categorie sotto un unico tetto: il risultato è una zuppa poco omogenea di alcune caratteristiche “family-oriented” dedicate ad un pubblico infantile e di certe soluzioni palesemente pensate per piccoli Leonardo da Vinci o per adulti con la sindrome di Peter-Pan.

[mks_dropcap size="52" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]7[/mks_dropcap]Disney Infinity è ora disponibile per PC, Wii U, PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360 e Xbox One. Abbiamo realizzato la nostra recensione con una copia per Xbox 360 fornitaci da Disney Interactive.