Che Destiny non sia stato accolto come ci si aspettava dalla critica è sotto gli occhi di tutti. I voti, assai altalenanti, hanno scatenato un vero putiferio sul web, e nemmeno gli sviluppatori si sono astenuti dal commentare questa debàcle in formato mignon: il 76 su Metacritic e il 76.29% su GameRankings pesano come macigni sull'ultima fatica di Bungie.

Con i 500 milioni di dollari investiti nel progetto - riguadagnati immediatamente il giorno dell'uscita - nemmeno Activision poteva aspettarsi un risultato simile, a livello qualitativo. La sicurezza di avere per le mani un prodotto eccezionale aveva spinto la multinazionale, nel lontano 2010, a firmare un contratto con Bungie nel quale si dichiarava che al superamento della quota 90 su GameRankings sarebbe scattato un bonus di 2.5 milioni di dollari con destinazione il conto corrente della software house di Seattle.

Voci di corridoio sostengono che in realtà i termini siano cambiati da quell'anno e che ciò potrebbe risultare quindi tutta una speculazione senza capo nè coda; ma analizziamo per bene questa parte dell'accordo, opportunatamente tradotta in italiano:

Activision dovrà pagare alla software house un "bonus qualità" per la cifra di due milioni e mezzo di dollari se Destiny raggiunge un rating di almeno 90 su GameRankings.com (o un sito equivalente se GameRankings.com chiuderà) nei 30 giorni che seguiranno la release del gioco su Xbox 360.

Pare impensabile, ormai, che il gioco possa raggiungere la tanto agognata valutazione. Perdere $2.5 milioni per Bungie non sarà un duro colpo, ma rimane la sferzata morale che i redattori di mezzo mondo hanno scagliato con forza contro la loro ultima opera. Quella sarà difficile da cancellare, e non basteranno i soldi per ricucire la ferita.

destiny cacciatrice