[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]N[/mks_dropcap]ell’affollato mondo dei videogiochi ci sono alcune saghe che hanno un alone di sacralità intorno a sé, proprietà intellettuali che potremmo definire dei veri e propri mostri sacri della game industry, come Metal Gear Solid o Final Fantasy per fare due esempi al volo. Tra queste possiamo annoverare senz’altro The Legend of Zelda, la saga fantasy di Nintendo creata da Shigeru Miyamoto più o meno una trentina di anni fa.

Ecco, quando si va ad intaccare l’aura di un titolo del genere creando uno spin-off, c’è sempre da rimanere col fiato sospeso. Da un lato potrebbe essere interessante esplorare una trama con i suoi personaggi da un punto di vista nuovo, ma il rischio di scadere nell’oltraggio con conseguente discesa in piazza con i forconi è dietro l’angolo.

Hyrule Warriors rappresenta per me questo dualismo interiore. Quando venne annunciato alzai fortissimo il sopracciglio e pensai “Cos’è ‘sta roba?”, mano a mano però il titolo di Koei Tecmo iniziò a delinearsi come qualcosa di interessante, almeno da tenere d’occhio. Anche perché lo ammetto, è stato difficile rimanere completamente impassibili di fronte al primissimo trailer, con un Link mai così epico a sfoggiare mosse speciali degne del miglior cartone giapponese.

Eccoci quindi a parlare di questo Hyrule Warriors, – in terra natia Zelda Musou – uno spin-off di The Legend of Zelda basato sulle meccaniche di Dinasty Warriors, celebre e longeva serie di action game musou di Koei Tecmo, ambientato però nell’affascinante folklore delle terre di Hyrule e non nella Cina scossa da cruenti battaglie tra eserciti imponenti.

Fun fact: è stato proprio Shigeru Miyamoto a volere Hyrule Warriors così com’è ora. All’inizio infatti Yosuke Hayashi, director di Dinasty Warriors, approcciò Eiji Aounuma dichiarando che da grande fan della saga avrebbe voluto che il suo prossimo gioco fosse più simile al gameplay classico di Zelda, con alcune aggiunte delle dinamiche tipiche del musou. In seguito Miyamoto intervenne facendo una contro proposta, suggerendo al contrario di plasmare il mondo di Zelda intorno all’esperienza classica di Dinasty Warriors, così da accontentare le due schiere di fan e non perdere gli affezionati di The Legend of Zelda.

Cia è la cattivona contro cui Link e soci dovranno vedersela.
Cia è la cattivona contro cui Link e soci dovranno vedersela.

Se avete visto alcuni trailer o screnshoot di Hyrule Warriors, avrete notato che nel corso del gioco si vanno a pescare elementi da più storie di The Legend of Zelda - Twilight: Princess, Skyward Sword e Ocarina of Time – e come è possibile tutto ciò? Semplicemente con un espediente narrativo intrigante che, come dissi in sede di anteprima, mi ha piacevolmente sorpreso.

Ancora una volta Hyrule è minacciata da un male oscuro e pericoloso. La perfida e sensuale stregona Cia con la capacità di vedere il tessuto dello spazio e del tempo (occhiolino), ha da sempre il compito di vegliare sull’equilibrio della Triforza. Nel mentre ha avuto la possibilità di vedere tutte le avventure compiute dall’eroico Link e, colpita dal coraggio del guerriero, si è inevitabilmente innamorata di lui. Ma l’anima di Link è di “proprietà” di Zelda e la povera Cia non può fare altro che da terzo incomodo. A questo punto l’oscurità, - interpretata da un malvagio stregone che i fan di Zelda conosceranno bene… - ha trovato l’occasione di insediarsi nel cuore della stregona, facendola diventare una crudele incantatrice desiderosa della Triforza e dell’anima di Link (e di qualcos’altro).

Il gioco procede quindi tra un combattimento e l’altro all’inseguimento della perfida Cia per sventare il suo piano, e quello dell’entità che la controlla. La commistione di personaggi ed elementi classici di Zelda con i nuovi funziona molto bene: lo stralcio di trama che ci apprestiamo a seguire è stata ben congegnata da Koei Tecmo, amalgamando alla perfezione la già citata Cia, la simpatica maghetta Lana, e tutti gli altri personaggi che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni. È davvero una gioia veder combattere fianco a fianco Zelda, Midna, Link e Darunia, mentre Lana tira i suoi incantesimi sui malcapitati nemici nel campo di battaglia.

A questo proposito Koei Tecmo ha rivisitato il design dei personaggi di The Legend of Zelda prima di mandarli in scena in Hyrule Warriors, in alcuni casi aggiungendo di netto tutto il necessaire bellico finora inedito per alcuni protagonisti. Le animazioni e gli attacchi speciali sono davvero pregevoli e alcuni, non vi dico quali per non rovinarvi la sorpresa, mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta la prima volta che li ho visti, tutti ovviamente con l’accelleratore della spettacolarità spinto al massimo.

Zelda è fiera come non mai in Hyrule Warriors.
Zelda è fiera come non mai in Hyrule Warriors.

Tra i protagonisti che ho apprezzato più di tutti ci sono sicuramente la “nuova” Zelda ed Impa. La visione stile “principessa guerriera” della principessa di Hyrule mi è piaciuta molto, mi aspettavo una snaturazione del personaggio visti i precedenti di Dinasty Warriors con dimensioni ed esposizioni improbabili del decolleté (non preoccupatevi, ci pensa Cia a mostrare un po’ di carne). Koei Tecmo invece si è mantenuta su binari accettabili per un pubblico occidentale anzi, mi auguro che alcuni elementi del character design vengano presi in considerazione per il futuro, magari proprio per Zelda U.

Impa invece a parte una deviazione estetica verso un design ispirato ai ninja è più o meno la solita, di lei infatti mi ha colpito molto l’aspetto “tecnico”. Le evoluzioni in combattimento della guardia del corpo di Zelda sono un vero piacere per gli occhi, le mosse speciali sono spettacolari e davvero appaganti una volta eseguite, così come il feeling generale nell’impersonarla nel campo di battaglia.

Il gameplay nudo e crudo di Hyrule Warriors è quello classico della serie Dynasty Warriors, con alcuni innesti presi dalla saga di The Legend of Zelda che danno una nuova profondità al gioco.

È possibile effettuare attacchi leggeri e forti da combinare insieme per creare delle semplici combo, ognuna delle quali porta all’esecuzione di mosse che spesso richiamano dall’immaginario dei vari The Legend of Zelda, come l’attacco rotante di Link, l’arco di Zelda o gli eccentrici attacchi che Midna esegue con i suoi capelli. A concludere il campionario di mosse abbiamo la classica schivata, una barra della mossa speciale che una volta riempita scatena un attacco molto potente, e una barra del mana che permette di attivare l’incantesimo, aumentando velocità di movimento e danni inflitti durante il quale possiamo effettuare anche una versione più potente della mossa speciale di cui sopra. Infine una chicca che ho apprezzato da parte di Koei Tecmo: i boss e alcuni nemici più importanti si possono affrontare con lo “Z-targeting”, il classico “lock on” introdotto da Ocarina of Time. Ruffiani.

Lana combatte usando il suo libro di incantesimi.
Lana combatte usando il suo libro di incantesimi.

Ogni personaggio ha il suo set di armi, anche qui prese talvolta dai vari titoli di The Legend of Zelda e talvolta creati da zero. Koei Tecmo ha curato molto l’aspetto tecnico dell’equipaggiamento, ogni arma infatti ha un suo diverso funzionamento e richiede tempo per essere appreso a pieno. Ad esempio la lira di Sheik cambia elemento dopo ogni specifica combo, Zelda infligge più danni ed aumenta il numero di attacchi se ha accumulato abbastanza potenza e così via. Quello che mi ha un po’ fatto storcere il naso è il fatto che alcuni personaggi abbiano due/tre armi diverse o più, mentre altri anche alla fine del gioco possano scegliere un solo strumento di distruzione. Avrei preferito una maggior distribuzione dell’equipaggiamento, così da dare ad ogni personaggio un po’ di varietà di gioco rendendoli meno lineari e monotoni.

Mentre ci si aggira per il campo di battaglia menando fendenti a destra e a manca, si possono usare vari oggetti anch’essi presi dalla mitologia della saga di Nintendo, (bombe, boomerang, arco) e in modo similare rispetto al passato si possono usare sia in combattimento, sia per risolvere dei banali enigmi per procedere nel gioco. Un’aggiunta interessante che dà un po’ di varietà al gameplay altrimenti ripetitivo, sebbene vi ritroverete ad usare più spesso un oggetto piuttosto che un altro vista la sua utilità, come il classico rampino che permette di afferrare nemici ed oggetti.

Nota dolente è la telecamera che a volte è davvero pigra nel seguire i movimenti del personaggio. Niente di trascendentale che non possa essere arginato, con la pressione del grilletto sinistro infatti si riporta la telecamera istantaneamente alle spalle del personaggio, ma almeno nelle fase iniziali è un aspetto che può risultare fastidioso.

Nonostante abbia accennato alla ripetitività del gameplay, caratteristica tipica dei musou, nessuna partita ad Hyrule Warriors è stata mai noiosa. In ogni livello c’è sempre parecchio da fare e nonostante il livello di sfida a difficoltà standard sia medio-basso, bisogna stare sempre all’erta perché il game over a volte è dietro l’angolo.

In Hyrule Warriors c'è tempo per far riaffiorare antichi dissapori.
In Hyrule Warriors c'è tempo per far riaffiorare antichi dissapori.

In ogni battaglia dobbiamo avanzare conquistando presidi ed annientando mostri, ma il più delle volte la sconfitta arriva per questioni “tattiche” piuttosto che per i danni subiti. Durante gli scontri infatti le condizioni variano sempre e a volte mutano in base ai nostri comportamenti. Ad esempio se non aiutiamo un alleato in difficoltà questi sarà costretto a ritirarsi, portandoci in svantaggio tattico e costringendoci ad affrontare anche la sua porzione di nemici, dandoci quindi una difficoltà in più. A volte invece è necessario che un alleato o un presidio sopravvivano per un periodo di tempo, oppure che uno dei nostri compagni – solitamente il più debole – non si ritiri pena il game over e così via.

Tutto ciò unito ad una velocità di gioco abbastanza alta, rende le battaglie di Hyrule Warriors piuttosto frenetiche e senza momenti morti, o quasi. Tra l’altro ci sono anche i classici ragni dorati da scovare in ogni livello, oltre che i cari e vecchi scrigni che vengono aperti con l’iconica melodia di sempre, per stemperare la tensione della battaglia con una passeggiata in cerca di collezionabili.

A proposito di musica, voglio spendere due parole per la colonna sonora di Hyrule Warriors. I brani che ci accompagnano nel gioco sono davvero molto ispirati, tra rivisitazioni delle melodie classiche e nuovi pezzi, Koei Tecmo ha fatto un gran lavoro per confezionare un comparto sonoro di tutto rispetto, capace di esaltare il giocatore come richiesto da uno scenario di guerra degno di questo nome. Ci sono giusto un paio di brani che non mi sono piaciuti, ma vengono compensati ampiamente dall’esplosivo remix heavy metal (o forse è più folk metal, non me ne vogliano i metallari) dello stage di Oltrenuvola, da Skyward Sword, che mi ha gasato parecchio.

Tra uno scontro e l’altro come da tradizione di Dynasty Warriors è possibile potenziare i propri personaggi e manipolare l’equipaggiamento. Si possono fondere le armi per passare delle abilità da un arma debole ad una più forte, potenziare attacco, difesa e utility attraverso la creazione di stemmi che si possono costruire seguendo uno skill tree, che sblocca di volta in volta lo stemma più forte a patto di aver acquisito i materiali necessari nel corso dell’avventura. Infine è possibile far avanzare di livello un personaggio spendendo le sudate rupie, aumentando così i punti vita (rappresentati dagli iconici cuoricini) e i danni inflitti. Molto utile nel caso vogliate utilizzare un personaggio rimasto indietro in quanto ad esperienza, senza il pericolo di ritrovarvi in deficit di potenza e versatilità.

La modalità Avventura è una piacevole divagazione.
La modalità Avventura è una piacevole divagazione.

Oltre alla modalità Leggenda che ci vede coinvolti nella lotta contro la perfida Cia ci sono diverse altre modalità di gioco alternative in Hyrule Warriors.

La modalità Libera ci permette di rigiocare i livelli sbloccati senza limitazione alcuna, ideale per le sessioni in multiplayer (tra l’altro molto divertenti, una vera e propria marcia in più) o per testare un nuovo personaggio, allenare i propri riflessi per le combo e sbloccare determinati oggetti che richiedono un combattente specifico.

La modalità Avventura è una piacevole alternativa al massacro incondizionato che si svolge in Leggenda. In un delizioso design ad 8-bit che ricorda il primo The Legend of Zelda, nella modalità Avventura dobbiamo avanzare in una serie di scenari con delle sfide in condizioni particolari, sbloccando armi e personaggi ottenibili solo in questa modalità, come Ruto o Zant. Ogni sezione può essere visitata solo con un minimo punteggio specifico ottenuto dal livello precedente, e a volte servono degli oggetti (anch’essi ad 8-bit) che vanno presi negli stage già affrontati. Devo dire che è un modo molto divertente per cambiare aria e fare qualcosa di “diverso”, una pregevole modalità alternativa da affiancare alla prima run del gioco o come contenuto end game.

Mentre mi accingevo ad iniziare la recensione Koei Tecmo ha pubblicato un aggiornamento per Hyrule Warriors. Sono state aggiunte la stilosissima spada ad 8-bit per Link, alcuni aggiornamenti tecnici per il codice che lo stabilizzano un po’ nel lato tecnico, seppure nelle sezioni più frenetiche la conta dei frame per secondo precipiti ancora vertiginosamente, e una nuova modalità chiamata Sfida.

In questa nuova modalità si affronta uno scenario con delle sfide che vengono proposte di volta in volta, che culminano in uno scontro finale con due boss contemporaneamente. Le sfide richiedono una certa coordinazione ed abilità, talvolta vanno abbattuti un tot di nemici entro un tempo limite, oppure vanno abbattuti magari solamente utilizzando la mossa speciale e così via. Il contenuto è pensato per essere affrontato con personaggi al massimo delle potenzialità, infatti ho fatto parecchia fatica a completare lo scenario con il mio possente Link dovendolo ripetere più volte, il tutto per donare al titolo una longevità ulteriore.

Midna è divertentissima da giocare.
Midna è divertentissima da giocare.

In conclusione Hyrule Warriors è un titolo molto più che buono, che fa dell’immediatezza e del gameplay frenetico del genere musou il suo più grande pregio e allo stesso tempo il suo grande difetto. Nel corso dell’avventura non si fa altro che causare violenza ad un innumerevole quantità di nemici, andando a torturare i tasti il povero Gamepad che non vi ringrazierà affatto dopo una lunga sessione di gioco. A chi non piacevano i musou prima, non credo troveranno attrattive neanche in questo caso.

A livello grafico il titolo fa il suo dovere per quello di cui un musou ha bisogno, fa piacere vedere un gioco così colorato, dettagliato e frenetico su Wii U. Ovviamente l’hardware console è quello che è, quindi mentre i personaggi sono molto dettagliati e ben definiti, le texture a volte sono poco più che accettabili e in alcune situazioni concitate il frame rate è decisamente instabile, seppure dopo il primo aggiornamento le cose siano leggermente migliorate. Siamo ben lontani insomma da ciò che si è visto finora con Bayonetta 2, per prendere ad esempio il titolo più simile presente finora su Wii U.

La fatica di Koei Tecmo tuttavia gode di alcuni grandi pregi, primo tra tutti la licenza da cui è tratto: il lore di The Legend of Zelda è unico nel mondo dei videogiochi e costituisce un’aggiunta di enorme peso che impreziosisce il titolo. Proprio dalla licenza derivano una serie di aggiunte al gameplay che vi ho raccontato nel corso della recensione, le quali rendono Hyrule Warriors qualcosa di diverso rispetto al solito musou. Infine la grande mole di modalità alternative, collezionabili e contenuti end game dona al gioco una grande longevità, per sbloccare ogni elemento infatti si dovranno impegnare un discreto numero di ore.

Alla fine Hyrule Warriors risulta quello che più o meno mi aspettavo sin dall’inizio: un titolo difficile da capire per l’Occidente che difficilmente troverà il suo spazio nel mercato attuale, che però è oggettivamente divertente nel senso più genuino del termine, e talvolta questo è quello che serve ad un videogioco. Se però siete dei fan di The Legend of Zelda e magari non vi dispiacciono le dinamiche dei musou, questa recensione allora non ha un voto. Per voi Hyrule Warriors è un gioco da avere o quantomeno giocare senza alcuna remora, anche solo per lo scontro finale che è un grande omaggio alla storia di questo grande franchise.

[mks_dropcap size="52" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]8[/mks_dropcap] Hyrule Warriors sarà disponibile dal 19 settembre esclusivamente per Wii U. Abbiamo realizzato la nostra recensione con un codice review gentilmente fornitoci da Nintendo.