[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]L[/mks_dropcap]o store della PSP chiude i battenti e il digital delivery un po’ muore. Come ogni mattina, dopo aver fatto colazione e ripreso i sensi, anche tre giorni fa ho fatto il solito giro su Internet per dare uno sguardo alle ultime novità videoludiche. La differenza è che quel giorno mi sono svegliato per ora di pranzo sia perché la sveglia mi si è rotta, sia perché ventiquattr'ore prima avevo fatto nottata vagabondando per le terre di confine di Borderlands 2, completandovi missioni secondarie a destra e a sinistra.

Proprio ieri notte prima di spegnere la Play, mi sono ricordato delle parole dell’ormai nostro amico Giovanni, che mi sgridava ogni volta che lasciavo il CD del gioco in console: “Tu così rovini la lente, poi non venire a piangere da me!”. Tralasciando il fatto che io non mi sia mai preoccupato di verificare se ciò corrisponda a verità o leggenda, sono solito ascoltare i consigli che mi sembrano quanto meno ragionevoli e vado a riporre il buon vecchio Borderlands 2 nella suo bella confezione D1 Edition, sempre avendo cura di rinfilare il cartone della confezione (avete presente? Quello che aveva anche Metal Gear Solid 4 per capirci).

Torno quindi a letto e per conciliarmi il sonno dirigo i miei pensieri proprio alle confezioni dei videogames che affollano le mie collezioni Sony e Nintendo: metallizzate steelbook, special edition di vario genere, copertine double face e via discorrendo, e prendo così un sonno piacevole. Tornando quindi al mio risveglio, leggo proprio la mattina seguente la notizia che lo store della PSP è stato definitivamente chiuso. La cosa lì per lì non mi sconvolge affatto, non toccherò la portatile Sony da quanto…. Uhm… cinque anni? E se anche volessi continuare a giocarci tutti i miei giochi sono retail e non mi metterei a comprare altro in digital delivery, quindi pace all’anima dello store PSP!

Se ora avete una PSPgo probabilmente starete imprecando ma ci sono ancora modi che scaricare giochi sulla vostra vecchia console, basta farsi un giro in rete per scoprire come. Ma non è questo ciò di cui volevo parlarvi, bensì della domanda che mi è sorta spontanea pochi secondi dopo aver letto la news: quale sarà la prossima?

Se pensiamo che nel mercato attuale il DD si sta ritagliando uno spazio di tutto rispetto mi sembra del tutto ragionevole porsi il problema di quando, ad esempio, la nostra PS3 non potrà più scaricare un gioco dallo store (ce ne vorrà di tempo, la vecchia ammiraglia Sony gode ancora di ottima salute ma il momento prima o poi arriverà!).

Ora, non so quanti di voi bazzicano nei forum di videogiochi, ma se ne prendete uno a caso e aprite un topic dove si parla di digital delivery e retail, e magari ci piazzate un bel sondaggio intitolato “quale preferite?”... vedrete certamente uno schieramento più forte tra le fila dei sostenitori del retail, con argomentazioni (che io condivido) del tipo: “per la puzza di petrolio della confezione”.

Sarà perché i forum sono pieni di giocatori old school affezionati ancora ai loro scatoloni, magari ormai marci, del Nintendo 64 ma tolte poche eccezioni anche i giovani tendono a preferire una bella Vanguard Edition di Destiny piuttosto che prenderlo dallo store e occupare pure spazio sulla console. Come la mettiamo invece con quei titoli che invece retail proprio non esistono? Arriverà il giorno in cui, indipendentemente dal fatto che siate sostenitori del retail o del DD, non potrete più scaricare Hotline Miami sulla vostra PS3, tanto per dirne uno figo. Quel giorno vi sentirete come si sentono oggi gli sfortunati possessori della sopracitata PSPgo, che sarà pure la console più sfigata della Terra, ma vantava comunque un parco giochi di tutto rispetto e che è stato il simbolo del fallimento del DD come canale di distribuzione preferenziale per i videogames.

L’evoluzione dell’industria dei videogiochi, come ogni altra cosa, porta a tutta una serie di cambiamenti e rivoluzioni che hanno aspetti sia positivi che negativi ma è il consumatore che con le proprie scelte e preferenze guida il mercato, e fa si che l’industria si adatti alla sue esigenze. La mia sensazione è che, man mano che i videogamers realizzeranno che comprare una manciata di byte è ben poca cosa rispetto al piacere di andare con un amico (nel mio caso il vecchio Giovanni) a comprare il gioco pre-ordinato con tanta gioia, allora il DD diventerà un realtà sempre più marginale.

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La tecnologia, anche in questo caso, sembra tendere verso l’isolamento dell’individuo che sempre più alienato resta a casa a scaricare i propri giochi invece di andare con un amico dal rivenditore di fiducia e farsi magari quattro chiacchiere col tizio che gli si para davanti in fila (e qua, a proposito di alienazione, partirebbe anche tutto un mio sfogo personale sul fatto che lo split-screen nei titoli di oggi è sempre più raro, per la serie “resta a casa tua a giocare che tanto ci si becca online”, ma ve lo risparmio perché poi l’articolo diventerebbe volgare).

Per concludere, dopo che la scorsa primavera la produzione della PSP è stata definitivamente terminata con un colpo di grazia, ogni volta che accendo la PSP per giocare ad Ultimate Ghosts ‘n Goblins mi sento sempre più retrogamer e anche un tantinello più vecchio.