[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]I[/mks_dropcap]l mercato PC è sempre stato uno dei più vasti a livello di videogiochi. Non solo per quanto riguarda la qualità e l'immane numero di titoli che escono annualmente (contando anche il panorama indie e free to play), un occhio di riguardo per i PC gamers infatti arriva anche dalla vastissima categoria di sviluppatori amatoriali che si dedicano alla creazione di mod per i suddetti titoli.

E' successo agli albori degli anni 2000 ed il fenomeno ha preso piede molto rapidamente anche grazie a Grand Theft Auto San Andreas, che molto spesso poteva vedere coinvolti elementi totalmente disconnessi dal gioco originale. Ci si poteva imbattere in Godzilla e rendere Superman il protagonista delle nostre follie tra Los Santos. Un mondo anche questo in continua espansione, che ha ricevuto la sua benedizione e trae i maggiori benefici dal mondo degli RPG occidentali, che grazie a Bethesda e più in generale a Fallout hanno saputo ridefinire un genere e donare nuova verve alla fantasia degli sviluppatori che ogni giorno si dedicano alla creazione di contenuti originale.

Ma non solo ovviamente, perché tantissimi intervengono direttamente alla modifica più netta del titolo, ovvero sotto l'aspetto grafico. Ed è proprio il caso di uno degli RPG più recenti prodotto direttamente da Bethesda, Skyrim, che diamo il via a questo articolo che discuterà precisamente del tipo di impatto sociale e dei benefici (ma anche controindicazioni) delle mod e di questo tanto, discusso mondo.[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Possono trasformare radicalmente la nostra esperienza, oppure un ammasso di pixel di nuova generazione in più servono a poco?[/mks_pullquote]

Parliamoci chiaro: non è raro vedere dei veri e propri esempi di come si possa modificare l'aspetto grafico. Lavori più recenti come quello di Skyrim che ha trasformato il gioco sotto ogni aspetto fino ad alcuni più vecchiotti, come quello svolto per Grand Theft Auto IV che quasi fa impallidire il suo successore in arrivo su PC entro Gennaio 2015, mostrano chiaramente che il talento e l'abilità di singolo/team è oramai affermata. Ma possono questi elementi donare nuova linfa al gioco? Possono trasformare e cambiare radicalmente la nostra esperienza, oppure un semplice ammasso di pixel di nuova generazione ed un paio di lance ricchi di dettaglio in più servono a poco?

La risposta, come al solito, è grigia, sta nel mezzo e siamo esattamente al 50 e 50. Oggi ci sono persone per cui l'aspetto grafico è diventato più importante di qualsiasi altra cosa. Da solo fornisce di base una cospicua parte di stimoli per giocare un titolo. Per altre invece, una mod non dovrebbe occuparsi tanto dell'aspetto grafico ma bensì di implementare nuovi contenuti e cambiare quantomeno l'esperienza di gioco.

Non fraintendetemi, un salto generazionale come può essere quello di Skyrim grazie alla mod è fantastico, dimostra effettivamente come si possa migliorare praticamente ogni aspetto, ma non basta. Serve qualcosa di più.

The Elder Scrolls V: Skyrim
Questa mod di Skyirim ci catapulta direttamente nella prossima generazione di console.

Questo qualcosa di più molte viene implementato. Si tratta di inserire nuovi ambienti di gioco e nuove quest: qualcuno di voi ricorda ad esempio l'arrivo delle nuove missioni per quanto riguarda Fallout 3 e Fallout New Vegas? Ci vuole qualcosa di simile. Ma un esempio ancora migliore lo possiamo trovare su Grand Theft Auto V, ove per Xbox 360 (ovviamente non in termini legali) è stata modificata una copia del gioco per renderlo in prima persona. Un cambio decisamente grande, che può piacere o non piacere ma è stato fatto. E poi ci sono le software house che direttamente appoggiano questo grande mercato.

Bethesda rilasciò nel 2009 il suo G.E.C.K., ovvero “The Garden Of Eden Creation Kit”. Un mod tool totalmente gratuito, con una wiki infinita di informazioni creata dagli utenti ed anche un sito ufficiale che permette a tutti di poter creare, giocare e diffondere i propri contenuti.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Un mod tool gratuito, con una wiki infinita[/mks_pullquote]

Lo stesso fecero i ragazzi di CD Projekt RED, lanciando sul mercato il RedKit, con lo stesso scopo del G.E.C.K., ovvero dedicarsi al modding dei titoli di The Witcher. Una fusione quasi perfetta, quella tra industria e videogiocatori che porta i suoi grandi frutti.

Dunque, alla fine del nostro viaggio, cosa ci rimane? Poco più che qualche tool, qualche ritocco grafico od un vero e proprio mondo alternativo? Entrambe le cose. L'industria viene incontro ai giocatori offrendo titoli di qualità i quali rispondono creando nuovi contenuti, oppure aggiustando e donando qualche miglioria nel corso del tempo. Poi è lo stesso grande mercato che tenta in qualche maniera di dare supporto ai ragazzi, rilasciando dei kit appositi per le modifiche più semplici, che si possono ovviamente anche condividere con tutti gli altri utenti.

In questo pout purri di grandi emozioni il mercato console viene logicamente tagliato fuori. Forse chi gioca e preferisce Sony, Nintendo e Microsoft (non mettiamo le “o”, sappiamo che le avete/vorreste averle tutte in casa!) non ha bisogno di una community che sforna nuovi contenuti, oppure sì. Certo, parlando in termini non proprio legali tutto è possibile, anche inserire le mod, ma pare che almeno per ora tutto questo discorso debba essere rimandato ove il fenomeno è nato, ovvero il PC. Amen.