[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]L[/mks_dropcap]a passione per i videogiochi può portare a fare le cose più strane, lo sappiamo tutti. Almeno una volta nella vita avrete rifiutato un uscita tra amici per un raid di World of Warcraft, oppure avrete risparmiato per mesi e una volta accumulato diverso denaro vi sarete ritrovati tra scegliere se andare in vacanza o comprare una nuova console o del nuovo hardware per PC, rimandando la villeggiatura per l'ennesima volta.

Per non parlare di quando dopo una giornata di lavoro o all'università l'unica cosa che desiderate sono le pantofole e il joypad, ma arriva puntuale il messaggio della vostra ragazza che vi chiede: "Ci vediamo stasera?". Eh una parola, chi glielo spiega a Mario che il record della Rainbow Road non lo battiamo neanche stasera?[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]La passione per i videogiochi può portare a fare le cose più strane, lo sappiamo tutti[/mks_pullquote]

In tutto questo che già potrebbe essere causa di occhiataccie dagli amici e bisbigli tra genitori tipo "Ma non potrebbe drogarsi come tutti gli altri?", si aggiunge chi di propria spontanea volontà decide di portare la dedizione al videogioco ad un nuovo livello, verso l'infinito ed oltre. Voglio prendere in esame tre casi, diversi tra loro ma accomunati dal genuino apprezzamento per il videogioco, per cercare di capire le varie sfaccettature che può assumere una passione.

Il primo è un caso che fece chiacchierare parecchio nel settore per via della sua epicità: parliamo del ragazzo di Taiwan che nel 2009 fu il primo giocatore della storia a "completare" World of Warcraft, un gioco notoriamente pieno - per usare un pallido eufemismo - di contenuti. Il giocatore affrontò il mmorpg di Blizzard con "Little Gray", il nome del suo personaggio, completando tutti i 986 achievement dell'armeria, annientando 390.895 creature, accumulando 7.255.538.878 punti di danno, completando 5.906 missioni (più o meno 14.62 quest al giorno), saccheggiando 405 dungeon. Numeri che oltre a consacrare il ragazzo nell'olimpo dei nerd e conferirgli automaticamente il premio come "Animale Sociale del 2014", fanno spavento.

Untitled-2

Cosa spinge una persona a inchiodarsi davanti al PC per un innumerevole quantitativo di ore, andando ben oltre la soglia del divertimento e passando in impennata per la corsia dell'auto-reclusione? La noia, la volontà di un esiguo riscatto da una vita probabilmente grigia e una tendenza all'isolamento sociale probabilmente. Nonostante potremmo imputare la cosa al gioco stesso e alle possibilità che offre - di certo in Tetris non ci sono le quest e non si livella - in realtà il ragazzo di Taiwan ha fatto ciò che semplicemente il gioco richiede, cioè essere esplorato e giocato e cosa c'è di male in questo?

Ben più inquietante a mio avviso invece è il caso del ragazzo che ha speso ben sette mesi ad uccidere ogni personaggio in Fallout 3. Il 19 Gennaio del 2014 il canale Many A True Nerd inizia una serie di walktrough su YouTube dedicati a Fallout 3. Le premesse sono quelle di tanti altri canali di youtuber più o meno noti, cioè giocare ad un titolo raccontando ciò che succede. Tutto bene, se non fosse che l'obbiettivo è appunto eliminare ogni essere virtualmente vivente di Fallout 3.

Il 31 Agosto la serie di video si è conclusa con lo spegnimento dell'ultima vita virtuale dei personaggi nel gioco, l'ultima delle 3.012 che ha annientato per l'esattezza. In seguito Kotaku ha scambiato due chiacchiere con l'aspirante pluri-omicida che ha compiuto l'impresa, che ha raccontato le emozioni dietro a questa singolare esperienza, spiegando anche le motivazioni che l'hanno spinto a lanciarsi in questa nobile cerca:

“È stato un modo per rinfrescare una serie che ho adorato, Fallout 3 e New Vegas sono giochi bellissimi, ed ho voluto ricreare le stesse sensazioni di quando giocai per la prima volta, così ho deciso di ricominciare il gioco e di impormi determinate regole, che hanno modificato completamente l’approccio al gioco.

In Fallout 3 ci sono un sacco di cose da fare, ma il gioco ti guida costantemente dalla parte del buono, il mio obiettivo era vedere fino a che punto la trama poteva discostarsi da quello che gli sviluppatori avevano in mente, uccidendo tutte le persone che volevano essere amiche. In un mondo pieno di bug come Fallout, è stato interessante vedere cosa sarebbe potuto succedere; la cosa più bella è stata quando ho scoperto che, per qualche motivo, il robot gigante Liberty Prime era stato legato ad un altro personaggio della trama di nome Vargas, e siccome lo avevo già ucciso, Prime nella missione finale si era rifiutato di muoversi.

Questo avvenimento, se si cerca nell’enciclopedia di Fallout (Fallout Wiki) viene riportato come bug, e la soluzione è ricorrere alla console di comando tramite PC, ma l’ho aggirato uccidendo tutti i membri della fazione del robot fino a quando non è tornato da me ed ho potuto così proseguire nella missione.

Quindi quello che era stato etichettato come bug, si è rivelata una missione, ed è questo quello che cercavo quando ho deciso di fare questo nuovo playthrough: cercare nuovi stimoli”

Ecco, dopo aver letto queste righe sono rimasto abbastanza di stucco. Tanto di cappello per l'enorme dedizione e disciplina mostrata dal ragazzo, ma non ho potuto fare a meno di chiedermi come diavolo gli sia saltato in mente di fare una cosa del genere. Passi il fatto che il ragazzo ha speso sette mesi su un gioco del 2008, magari sono io quello strano che pensa che riprendere un gioco di 6 anni fa per fare una trollata così sia da scemi.

Però mentre nel caso del taiwanese c'è stata solo la volontà di completare World of Warcraft, seguendo le regole e le direttive date dalla struttura del software, in questo caso lo stimolo è partito dal voler mutare considerevolmente l'esperienza di gioco, talmente tanto da innescare degli inevitabili bug e glitch vari. Come voler tagliare una bistecca con un coltello, cosa pensate che succeda?

Untitled-2

Il nostro Michele nella news ha definito l'intera vicenda "ciò che rende bello il mondo dei videogiochi", o qualcosa del genere. Sì, magari fa anche ridere inizialmente, ma pensandoci bene mi fa venire i brividi. Il ragazzo voleva cercare nuove emozioni giocando ai suoi giochi preferiti, ma perché a questo punto non provare una delle miriadi di mod create per Fallout 3 e Fallout: New Vegas? Perché voler andare a giocare proprio un prodotto che apprezzi rovinandolo in tal modo? È come vedere il tuo film preferito e mettere in pausa ogni tanto per recitare le battute della sceneggiatura che ti sei fatto in testa. Ognuno fa del suo tempo libero ciò che vuole per carità, ma in sette mesi il ragazzo ne poteva fare di cose tra cui, che ne so, provare qualche altro gioco magari?

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Dopo aver risparmiato una cifra ragguardevole comprai finalmente la tanto agognata Xbox 360. La console Microsoft entrò nel mio salotto nella mezza età[/mks_pullquote]

Se volete vedere l'intera epopea di Many A True Nerd potete visitare il suo canale YouTube, dove tra poco inizierà a giocare a New Vegas senza cure mediche e con la permadeath.

La terza storia è la mia invece.

Dopo aver risparmiato una cifra ragguardevole comprai finalmente la tanto agognata Xbox 360. La console Microsoft entrò nel mio salotto nella sua mezza età: c'era già la nuova dashboard, Assassin's Creed era già arrivato al suo secondo capitolo e la seconda iterazione di Mass Effect si affacciava all'orizzonte.

Sono state proprio queste due saghe a farmi entrare nel tunnel malato della caccia agli achievement. Dopo aver finito Assassin's Creed iniziavo a raccogliere bandierine in giro per il mondo, ogni volta che sentivo quel dannato "plon" sapevo di aver fatto un'enorme conquista. Ero talmente preso dagli obbiettivi da arrivare al punto di non loggare con il mio account a casa di amici durante le serate di gioco, perché poi nella mia collezione quel gioco avrebbe avuto un gamerscore di zero su mille, perché mi dava fastidio. Poi un giorno, mentre stavo per ricominciare Mass Effect per scoprire i finali alternativi, dare diverse risposte agli stessi lunghissimi dialoghi e tentare di violare le parti intime di un compagno di squadra diverso, ebbi una rivelazione quasi mistica.

Untitled-2

Durante il solito giro giornaliero nei siti di videogiochi vidi il titolo di un thread in un forum che catturò la mia attenzione e no, non era "CLICCA QUI PER CONOSCERE DONNE VICINO CASA TUA". Cliccai quasi inconsapevolmente ed inizai a leggere la conversazione, dove tanti ragazzi e forse qualche ragazza si scambiavano informazioni e consigli su giochi da provare assolutamente usciti di recente o qualche tempo prima. Il titolo del topic era qualcosa come "I giochi che ho finito quest'anno".

Allora vidi la soluzione al mio problema, il momento in cui l'alcolista accetta la sua dipendenza, lascia andare la bottiglia e chiede aiuto. Quello di cui avevo bisogno non erano i collezionabili, non era dare nuove risposte alle stesse domande, rivedere la stessa scena tre volte o andare a caccia di bandierine per i tetti di Damasco: avevo bisogno di nuovi giochi, nuove storie da vivere e personaggi da amare o odiare.

Da quel giorno me ne sono fregato degli achievement, e vi dirò che mi sono goduto la mia Xbox 360 con grande gioia. Quando un collezionabile non aveva un impatto reale in gioco - sbloccare una nuova arma, pezzo di storia, ecc. - lo lasciavo sempre indietro, i finali alternativi? God bless Youtube. Il perfect score era il fondo della bottiglia, e per fortuna non ho mai avuto più intenzione di raggiungerlo.

Se vi rivedete in una di queste tre storie vi do un consiglio: make games, not achievements, e vedrete che si vive e gioca meglio.