[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]I[/mks_dropcap]l conteggio complessivo dei caratteri spesi per Destiny, tra Beta, Alpha e anteprime varie, potrebbe stupirvi anche adesso che il titolo di Bungie è uscito ed è nelle console di gran parte degli utenti di Xbox e PlayStation. La ben nota vicenda delle copie inviate alle redazioni dall'accoppiata Bungie & Activision per le recensioni ha imposto alla rete di adeguarsi, di lavorare, cioè, in maniera piuttosto diversa rispetto al solito: niente più articoli da day one, niente embargo da rispettare, liberi tutti e chi prima arriva meglio alloggia.

TMAG.it ha puntato su una formula differente rispetto agli svariati, peraltro curati e leciti, "diari di viaggio" che hanno popolato Internet nei giorni scorsi sia per soddisfare le esigenze dei lettorati, sia per (ripeto, giustamente) cavalcare l'ondata abnorme di attenzione ricevuta dallo shooter shared-world dei padri di Halo.

Sia ben chiaro: rispetto ai grandi portali italiani ed esteri, spesso e volentieri, da sito indipendente quale siamo, ci ritroviamo a lavorare con scadenze improponibili e sessioni plenarie per poter consegnare ai nostri unici committenti - voi - gli articoli tempestivamente e con un controllo della qualità sufficiente alla pubblicazione. Il caso di Destiny, che tanti ha scandalizzato, qui su TMAG.it è stato vissuto pertanto con grande calma e normalità, perché siamo abituati ad essere stressati, siamo abituati a stare nelle retroguardie e a ricevere trattamenti non esattamente politically correct da chi provvede all'invio delle copie per le review.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]La recensione sarà online prossima settimana[/mks_pullquote]

Ciò detto, mi fa piacere precisarlo, il caso che è montato nelle ultime ore relativamente a Destiny non è dipeso da Activision ma dalla (mia tanto) amata Bungie, che ha voluto anche noi recensori ci misurassimo con una build del gioco quanto più popolata possibile.

Ed è per questi motivi - uniti e rivolti all'intento principale di offrirvi un servizio puntuale, senza peli sulla lingua, incentrato sulla voglia di discutere con voi della qualità di questo prodotto al quale ormai avrete già detto sì o no - che vi proponiamo soltanto le nostre prime impressioni, un recap di pareri e opinioni raccolte presso tutti gli elementi della redazione che in questo momento hanno le loro mani su Destiny. Il tutto in attesa della recensione che io stesso avrò l'onere e l'onore di curare la prossima settimana.

Spazio, in questo preciso ordine, ai fiumi di parole dei nostri Andrea Romano, Matteo Marzorati, Michele Capacchione, Michele Capuozzo e il sottoscritto. Buona lettura e buon divertimento con Destiny. P.S.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=uxi18-ENKMM[/youtube]

L'OTTIMISTA

Destiny è finalmente arrivato e la Beta devo dire che mi aveva lasciato come una tipa che te la fa annusare e poi scappa. Deluso o soddisfatto? Sostanzialmente Destiny mi sta piacendo, e molto. Complici gli elementi RPG introdotti in un FPS, sono un grande fan dei livelli, i loot e i dungeon e Destiny ha molte cose in comune con i classici del genere. Insomma a me i numeretti, le statistiche e i livelli creano dipendenza, a qualunque genere vengano affiancati.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Le ambientazioni sono spettacolari e sfrecciare sui veicoli con i propri compagni è poesia[/mks_pullquote]

Il titolo è godibile al massimo in co-op, le ambientazioni sono qualcosa di spettacolare e sfrecciare sui veicoli con i propri compagni è poesia su schermo, Bungie stilisticamente non ha nulla da imparare. Il multiplayer non è propriamente competitivo, il gioco si fa realmente duro solo nell'Iron Banner (provato in beta) in cui vengono considerati livelli e statistiche di ogni giocatore mentre nel tradizionale non tutti i fattori vengono tenuti in conto.

Quello che invece mi ha deluso è il livello di personalizzazione, rimasto invariato dalla beta, e questo da Bungie non me l'aspettavo proprio. Per il resto diciamo che mi ritengo soddisfatto e confido in Bungie per ulteriori upgrade.

Andrea Romano

La nostra meravigliosa Luna, ah...

IL PESSIMISTA

Finalmente giunta tra noi mortali, l’ultima fatica di Bungie e Activision è diventata immediatamente un cult. Impossibile non rimanere indifferenti dinanzi a un fenomeno di tale portata: la macchina del marketing si è mossa più potente che mai, sollevando un polverone mediatico così denso da annebbiare la vista dei consumatori, portandoli ad un acquisto immediato del gioco in questione osannato come capolavoro assoluto già ben prima dell’uscita – Watch Dogs, vi ricorda nulla?

Conosciamo tutti Bungie, la cui consacrazione nel mondo videoludico è avvenuta, con migliaia di buone ragioni al seguito, tramite il leggendario e mai invecchiato Halo: Combat Evolved. Altrettanto conosciamo Activision, nota per essere detentrice delle più redditizie proprietà intellettuali di sempre (Call of Duty e World of Warcraft su tutte). Dalla loro fusione, poteva nascere forse un piccolo peto destinato a rimanere inosservato? Assolutamente no, è la risposta più che ovvia.

Al netto di tutto questo, Destiny è veramente quel capolavoro che tutti stavano aspettando? Quella miscela perfetta di role-playing game, first person shooter e MMO a là Diablo che ha appassionato milioni di giocatori con il rilascio in sequenza di una alpha e di una beta? La mia risposta è negativa. Fottutamente, assolutamente negativa, voglio ribadirlo più volte.

Un'immagine troppo splendida per non essere divulgata, anche se proviene dall'Alpha...

Ho già esplorato Venere, la Terra e la Luna con costanza, oltre ad aver partecipato a numerose partite multiplayer nel Crogiolo: questa, sottolineiamo, è una prima impressione e come tale va percepita. Vari leit-motif si sono incrociati durante le mie passeggiate nel Sistema Solare, creando un quadro che non mi sarei mai aspettato di poter tratteggiare qui su queste pagine, con difetti grossolani che non possono essere scusati con la semplice appartenenza di Destiny ad una ben definita tipologia di gioco.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Per certi versi, l’ultima fatica Bungie è un tonfo nell’acqua bello potente. Le missioni della campagna sono la quintessenza della ripetitività[/mks_pullquote]

Per certi versi, l’ultima fatica Bungie è un tonfo nell’acqua bello potente, che ricorda certi tuoi amici ciccioni quando si tuffano a bomba nella piscina dei bambini. Sembra che gli sviluppatori di Seattle abbiano impiegato anni per tratteggiare una direzione artistica formidabile e degli scenari da urlo – innegabile pregio di questa produzione – per poi scadere nel banale relegando l’editor di livelli ad un tizio semi-sconosciuto e dalla vita assai monotona. Le missioni principali della campagna sono infatti la quintessenza della ripetitività – l’indimenticabile sfoggio di sapienza nel level design dei tempi del Silent Cartographer è ormai alle spalle, Bungie non è più la stessa.

“Guardiano poco chiacchierone, vai su Venere, ricerca questo manufatto in quel posto sconosciuto, però attento, è pieno di nemici cazzoni che ti saltano addosso ed un boss finale che guarda caso spunterà fuori prima che tu raccolga quel fantastico artefatto”. Tutto questo ripetuto senza un minimo di pudore per le sei ore di playtest che mi hanno accompagnato in questi due/tre giorni: certo, interessante il colpo d’occhio iniziale, leggendarie le musiche di un Martin O’Donnell allo stato dell’arte, ma nulla che possa risollevare totalmente il gioco dagli abissi della ripetizione in cui puntualmente sprofonda.

... e un'altra dalle Beta. Quanto a panorami, Destiny teme pochissimi rivali.

Dopo la sollevazione popolare che puntualmente avverrà dopo la lettura di queste parole, il cui slogan principale sarà “ma è un MMO, insomma, gli MMO sono ripetitivi per natura, sono componenti come il loot e il farming che lo rendono veramente interessante!”, lasciate che risponda anche a questa vostra insistente affermazione.

Il farming, nel mio caso, è avvenuto tramite partite multiplayer: un’idea mica male, se solo non fosse che quest’ultima modalità è di una qualità infima rispetto a quella dei vecchi Halo (anche se voglio riservarmi ancora qualche centinaio di partite per giudicarlo per bene), con armi sgrave e numerosi eventi casuali che rendono le arene un marasma di scleri, bestemmie e gente spastica. Le armi automatiche regnano sovrano - i DMR a colpo singolo sono sputi di lama al confronto – e la conformazione non perfetta di alcune mappe non invoglierà sicuramente lo sviluppo di una community competitive florida che possa competere con altri giochi del genere, come Call of Duty, Counter Strike o lo stesso Halo.

Looting e farming quindi risultano a volte assai monotoni, anche per il semplice fatto che l’equipaggiamento disponibile è assai limitato, le bocche da fuoco esigue in numero e quasi sempre dalle caratteristiche assai simili. Scordatevi Borderlands, da questo punto di vista, il gioco 2K e Gearbox è spanne avanti per ora.

Incredibilmente, a buon punto dell’avventura mi trovo d’accordo con la bistrattata recensione di quel sito francese semisconosciuto che, alla ricerca di click, ha pubblicato la recensione il giorno dell’uscita. Una delusione alla pari di Watch Dogs, per intenderci: a questo punto, consiglio di diffidare dalle ingenti campagne marketing.

Matteo Marzorati

Maledetti tank, sono duri a morire.

IL NOSTALGICO

Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui venne annunciato questo gioco, era il lontano E3 del 2013 e Bungie, per la prima volta dopo il divorzio da Microsoft, saliva sul palco con la sua rivale, saliva sul palco Sony per presentare quello che è diventato un best seller su console next-gen.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Un ecosistema palpabile, che solo noi videogiocatori incalliti possiamo vedere e che sarà invisibile ai più[/mks_pullquote]

Mostrato per la prima volta durante l’E3, Destiny ha da subito accolto il favore di pubblico e beta, complice il nome dietro lo sviluppatore. Quello dei ragazzi che hanno dato i natali a giochi come Myth e hanno rivoluzionato il genere FPS su console con joypad, cosa che fino al lontano 2001, anno di rilascio di Halo: Combat Evolved era impensabile.

Tornando a noi e lasciando da parte per ora gli amarcord, finalmente il tanto atteso momento è arrivato e il 9 settembre 2014 Destiny è stato rilasciato al pubblico.

Che dire, gioco sontuoso come da aspettative, mondo vivo, ambientazioni varie e ben studiate, si potrebbe dire quasi che Bungie abbia creato un ecosistema palpabile, che solo noi videogiocatori incalliti possiamo vedere e che sarà invisibile ai più. Destiny pesca a piene mani nel repertorio di giochi di successo di Bungie. Noterete somiglianze con il mondo di Halo, che si paleseranno molto nello stile delle armature, nelle armi e nelle navicelle, a cui sono state cambiate textures, ma sempre Ghost e Pelican rimangono.

Spero che questa battaglia porti qualche reward interessante!

Ma bando alle divagazioni, torniamo sui nostri binari e procediamo per step… La trama di Destiny è abbastanza semplice ed è stata trattata in diversi giochi di successo, come Mass Effect: abbiamo la canonica conquista dello spazio da parte del genere umano, l’arrivo di un’entità superiore che ci dà i mezzi per farlo e la conseguente scoperta che questa entità è inseguita da un nemico millenario di cui dovremo sbarazzarci per portare la pace nell’universo, niente di più semplice.

Il gioco inizia con la scelta del nostro ego: inizieremo con la scelta della classe, che seguendo gli schemi dei canonici RPG vede la presenza del titano, o tank, del cacciatore o assassino e lo stregone; una volta effettuata la nostra scelta ed aver valutato attentamente i pro ed i contro di ogni classe, procediamo alla scelta della razza, e dell’aspetto, tratti che non potranno essere più cambiati durante il proseguire del gioco, questione questa che farà storcere il naso ai fan più incalliti dei giochi di ruolo, ma è bene ricordare che Destiny, prima di essere un RPG è un FPS…

Una volta premuto avvio, assisteremo ad una breve scena iniziale che ci spiega cosa è accaduto e ci introduce la storia alla base del gioco, da qui in poi sarà tutto nelle nostre mani, o meglio nella mani della community Bungie, perché come dicevamo prima il mondo è vivo e non capiterà mai di effettuare una missione da soli. Avremo sempre qualcuno accanto, che sia nostro amico o più semplicemente un altro ragazzo che come noi ha appena inserito il disco di gioco.

Durante lo svolgere delle missioni, capiterà che ci troveremo di fronte a diversi nemici che faranno di tutto per spazzarci via dalla faccia dell’universo, e per farlo avranno bisogno di una ottima intelligenza artificiale, caratteristica che sicuramente ai ragazzi di Bungie non manca. Nel corso della nostra sessione a Destiny, purtroppo, non siamo andati oltre la Luna, ma tanto ci è bastato per capire il livello qualitativo medio del gioco e soprattutto tanto ci è bastato per sentirci soddisfatti dell’acquisto fatto.

Ma questa è veramente la Russia? Dov'è Putin?

Le missioni che ci troveremo ad affrontare saranno quasi sempre simili, vai dal punto A al punto B e nel mentre fai fuori decine di nemici, fino ad arrivare al boss finale. Ma suvvia, quale gioco FPS non è così? Presenza di una buona quantità di nemici, varietà nelle armi ai limiti del plausibile, e ottima caratterizzazione degli ambienti sono i punti di forza dì questa nuova fatica dai creatori di Halo. Solo una critica si potrebbe muovere a questi talentuosi ragazzi: la tenuta dei server.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Chi ha comprato questo gioco sapeva benissimo a cosa andava incontro[/mks_pullquote]

La settimana che ha preceduto il lancio è stata ricca di informazioni e di elogi circa la stabilità dei server, ma a conti fatti non avevano fatto bene i calcoli, dato che almeno i primi due giorni dal lancio era una continua disconnessione da parte dell’host dal server. In ogni caso, non si aspettavano un lancio di questo genere, coadiuvato sicuramente dalla penuria di titoli presenti in questo periodo.

Comunque, chi ha comprato questo gioco sapeva benissimo a cosa andava incontro e chi lo critica lo fa perché si aspettava ben altro. Dal mio canto sono più che soddisfatto di aver tra le mani un ottimo gioco, molto fruibile, leggero da giocare, e che mi ha fatto tornare la voglia di rigiocare in compagnia con i miei amici tra una chiacchiera e l’altra.

Michele Capacchione

Questo tizio non promette nulla di buono!

IL BETA TESTER

Ho atteso il 9 settembre con trepidazione per l’arrivo di Destiny, dato che ho spolpato la Beta prima su Playstation 3 e poi su Xbox One, arrivando fino al livello otto su entrambe le console e facendo un sacco di partite in multiplayer.

Ho giocato la maggior parte di questi match con il lancio dell’evento speciale “The Iron Banner” di cui vi parlai qui sulle pagine di TMAG.it, il quale permetteva di partecipare a delle sfide dedicate prelevabili dalla torre e completabili solo su quella playlist per sbloccare dell’equipaggiamento leggendario utilizzabile poi sul titolo completo.

Dopo aver recuperato la mia copia del gioco con un giorno di ritardo non ho perso tempo e ho subito cominciato a giocare, partendo da dove ho iniziato la Beta, con il risveglio del mio guardiano.

Le prime ore di gioco potrebbero sembrare ripetitive, soprattutto per chi come me ha giocato la Beta, magari più di una volta, ma questa “noia” non dura molto, perché anche sulla Terra, il primo pianeta che andremo ad esplorare, sono presenti una serie di missioni aggiuntive rispetto alla Beta. L’esempio è relativo a quelle denominate “Pattuglia”, che servono a far livellare il personaggio e prendere dimestichezza con il gameplay, almeno quelle iniziali.

C'era bisogno di un ventilatore? Fa così caldo qui?

Dopo averne completate alcune, infatti, il tasso di sfida si alza non poco, proponendo a schermo diversi nemici di livello alto, e molto più abili e intelligenti di quelli incontrati inizialmente. Vi consiglio di raccogliere le sfide sulla torre, e utilizzare queste missioni per completarle e ottenere dell’equipaggiamento bonus per migliorare il vostro guardiano.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Si confermano divertenti i match multiplayer, aspettando gli eventi speciali[/mks_pullquote]

Si confermano divertenti i match multiplayer, con la caratteristica di mettere sullo stesso livello tutti i giocatori che vi partecipano. Quando arriveranno gli eventi speciali come visto in precedenza vedo arduo l’essere competitivi, dato che è capitato al livello cinque di scontrarmi con altri player che avevano già sorpassato il venti. Quindi non resta che buttarsi sulla storia e cercare di salire di livello più velocemente possibile.

Dopo l’uscita tanto attesa ora bisognerà vedere quanto durerà l’hype per Destiny, quanto avrò voglia di giocarci, quanto avrò voglia di migliorare sempre di più il mio guardiano, cercando di abbattere questo o quel boss per ottenere un determinato pezzo di equipaggiamento ultra-super-mega-iper raro.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=FSTAlxDS6To[/youtube]

Ora è tutto nelle mani di Bungie, bisognerà vedere come verrà supportato il titolo, sia a livello di DLC che di eventi speciali pubblicati ogni X tempo per ottenere equipaggiamento esclusivo e chissà che altro.

Sarebbe interessante avere un qualcosa di simile a quanto abbiamo avuto su Halo 3, con l’evento speciale ogni fine settimana che proponeva ogni volta una modalità nuova da giocare. Poteva essere il Grifball (una delle più conosciute), quanto potevano essere altre che andavano a modificare i classici canoni dei match multiplayer. Ad esempio match con l’utilizzo esclusivo di un certo tipo di armi, oppure con energia e fisica di gioco modificati, giusto per dirne un paio.

La prima impressione del titolo completo è comunque ottima, e conferma tutto quello visto sulla Beta. Consiglio l’acquisto del titolo per chi è patito di FPS e vuole lanciarsi in una nuova avventura che lo terrà attaccato non poco allo schermo.

Michele Capuozzo

Ah, lo stregone certe volte sa il fatto suo.

IL RECENSORE

In materia di sparatutto, Bungie ha poco da imparare e molto da insegnare. Con Destiny, tuttavia, lo studio che ha dato i natali alla serie di Halo ha voluto rischiare, osare, lanciarsi in una formula nuova con cui al contempo svecchiare il genere e mutuare gli elementi migliori – in genere la persistenza – dagli MMO.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Un titolo che è esteticamente favoloso, e non parlo solo della grafica impreziosita da effetti di luce finalmente next-gen e minato da cut-scene troppo statiche[/mks_pullquote]

L'approccio scelto per questo balzo della fede in sé stessi è quello di Gearbox con Borderlands, essenzialmente, e appunto il franchise sci-fi con protagonista Master Chief.

Un po' perché le meccaniche da loot 'n' shoot richiamano inevitabilmente all'esperienza favolosa che si è – non so quanto a caso e quanto no – ritrovata per le mani 2K, un po' perché l'atmosfera e il tono, persino gli skybox, richiamano Halo nel fantastico universo di Destiny.

In queste due componenti emergono i primi pregi e i primi difetti del gioco. Da un lato abbiamo un titolo che è esteticamente favoloso, e non parlo solo della grafica impreziosita da effetti di luce finalmente next-gen e minato da cut-scene troppo statiche.

Mi riferisco all'alternarsi di scenari post-apocalittici (l'Antica Russia, ad esempio) e fondali di una rara magnificenza come la Torre che si erge sulla protetta, misteriosa Città. Il tutto nello splendore dei 1080p60, di cui parlerò più approfonditamente nella mia recensione che, vi anticipo, sarà basata sulla versione PS4. Dall'altro lato abbiamo un loot – almeno finora – generico, poggiato su vaghe definizioni epiche, terminologie poco appropriate come “non comune” e sostanzialmente un unico parametro a farsi valere, difesa o attacco. Aspetti che mi auguro di riuscire a chiarire in meglio nell'articolo di settimana prossima.

Quest'arma servirà a qualcosa contro certi bruti?

Non vi nascondo che, oltre al loot su cui nutro poche speranze, mi restano da chiarire tre punti di non poco conto, senza i quali avrei potuto già esprimere il mio personale voto e quello di TMAG.it. Questi sono: meccaniche shared-world, il PVP e la consistenza della storia.

Partiamo proprio dalla storia. Viaggiatore, oratore, guardiani, caduti... che definizioni splendide. La prima ora godrete al solo sentirle nominare, dalla seconda in poi inizierete a chiedervi se qualcuno non abbia esagerato spingendo sul pedale dell'epicità, portandovi a credere in qualcosa che nella realtà dei fatti non esiste – una trama onnipresente come nel migliore dei videogiochi single-player.

Destiny potrebbe avere una storia soltanto di sfondo, un pretesto per dare il via alle ostilità sia in co-op che in multiplayer, e questo sarebbe un approccio più che lecito. Tuttavia, potrebbe non essere quello che vi aspettavate e non quello che si aspettava il sottoscritto. Per cui meglio vedere se e come si evolverà la situazione nelle prossime ore di gioco, per capire se questo intento sarà smascherato o la narrazione prenderà un'auspicata piega verso la chiarezza.

Quanto alle meccaniche shared-world, bisogna comprendere quanto queste siano radicate nella struttura più intima del gioco e quale sia l'intensità del loro impatto su un gameplay praticamente da shooter. La co-op con gli sconosciuti è davvero divertente? Quella con gli amici? E le ricompense, associate alla linearità del sistema di progressione e allo sblocco della prima specializzazione dal livello 15, sono abbastanza gratificanti? Insomma, ci sono risposte da avere, a queste domande e non solo, che potrebbero avere una certa influenza sul giudizio finale e sulla misura dell'innovatività di Destiny. Risposte su cui, al di là di Alpha e Beta, è consigliabile non sbilanciarsi più di tanto.

Lo Spettro, nella versione inglese, è doppiato da Peter Dinklage!

Sulla stabilità dei server: sono stato disconnesso tre volte nel giro di mezz'ora al day one pubblico, dopodiché è filato tutto liscio come l'olio. Rispetto ai problemi di altri titoli always-online, cito i soliti Diablo III e SimCity, siamo lontani anni luce – per fortuna degli utenti.

Infine il PVP, il multiplayer competitivo, il Crogiolo. Ho sentito e letto accuse relative al gunplay, e le respingo fortemente perché le sparatorie di Destiny sono divertentissime. Si può dire, e lo posso anche capire, che ce ne siano troppe e che il cuore di questo gioco sia ripetitivo. Non lo condivido, tuttavia, perché la varietà dei titoli di Bungie non sta nel loro funzionamento basilare quanto nella diversità di approcci con cui è possibile affrontare le proprie missioni e raggiungerne la fine. Halo, per dire, non offre molto ad attacchi e difese da orde, eppure è diventato l'emblema degli sparatutto su console. Ma il PVP... beh, è un discorso molto lungo, più da affrontare videoludicamente che da buttar giù “a penna”, ed è bene che lo si faccia con le idee chiare.

In conclusione, per ora e soltanto per ora rimane in cima alla mia graduatoria degli aspetti preferiti di Destiny il numero e la qualità dei nemici: vari almeno in questa prima fase e ben caratterizzati, tra Capitani, Cavalieri (temibilissimi), Vandali, ognuno con una propria abilità e proprietà da disinnescare con impegno ben gratificato. Ne parlerò più dettagliatamente in fase di recensione: è giusto che sia così perché avversari del genere è rarissimo vederne in giro, e Bungie ha centrato pienamente l'obiettivo di averne di affascinanti e funzionali.

P.S.