[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Q[/mks_dropcap]uante volte abbiamo cercato, con i voli pindarici più assurdi, di difendere la nostra più grande passione dagli attacchi verbali di genitori e amici? Quante volte ci siamo riparati dietro il nomignolo "arte" per poter rendere i videogiochi, agli occhi dell'interlocutore, come un qualcosa di assolutamente desiderabile?

Tante, troppe: secondo un'interessante speciale di Polygon, porsi la fatidica domanda "i videogiochi sono realmente arte?" è del tutto fuorviante e sbagliato.

Secondo Eric Zimmerman ci sono ben cinque ragioni a sostegno di questa tesi, cinque esaltanti ragioni che dovrebbero troncare certe discussioni sul nascere:

Merda d'artista

1. L'ARTE PUÓ ESSERE QUALSIASI COSA

L'arte non è un semplice affresco, un dipinto o un quadro. Dal 1917, con la rivoluzione concettuale operata inaspettatamente da Marcel Duchamp e la sua Fontana (ready-made), il termine arte è divenuto molto più ampio, comprendendo anche oggetti della vita quotidiana e chincaglierie semplicemente rivisitate - ma neanche troppo - in modo da divenire bestie da museo.

Un secolo fa, infatti, il nostro amico Marcel Duchamp pose un orinatoio in un museo (la Fontana citata poco sopra, NdR), Piero Manzoni creò dei barattoli contenenti vera merda rivenduti poi a peso d'oro presso i più famosi musei del mondo, Damien Hirst espose invece uno squalo in formaldeide: tutto questo è ormai routine nei libri di storia dell'arte.

Chiedersi se i videogiochi siano veramente arte è come sentir dire dal vostro nonno un po' tocco che la "musica rock è solo rumore". Porsi certe domande non va più di moda: tutto potrebbe essere arte. Anche i videogiochi, ragazzi!

rauschenberg

2. L'ARTE NON È SOLO IL SEMPLICE OGGETTO

Chiedersi se i videogiochi siano realmente arte implica che la risposta possa essere data solo analizzando il medium videoludico stesso, come se l'arte fosse una questione di semplice qualità. Prima avremo giochi sempre più sofisticati, prima potremo considerare la nostra passione come arte, giusto?

Mi dispiace dirvelo, ragazzi miei, ma ciò che rende l'arte tale non è il semplice oggetto. Non puoi prendere un atomo da un'opera di Picasso e dividerlo finchè non troverai una particella di arte pura all'interno. L'arte contemporanea ha l'obiettivo, spesso e volentieri, di riappropriarsi di oggetti della quotidianità ricontestualizzandoli in forme e significati del tutto nuovi. Mi spiego meglio: sono le strutture sociali che trasformano un qualsiasi oggetto in un'opera d'arte.

L'arte diventa arte quando essa mette piede nel fantastico mondo dell'arte. Chi l'ha fatta, e perchè? Quale tipo di organizzazione sta finanziando tale opera? Dove è stata presentata? Come viene vista dalla stampa, dalle scuole, dal giornalismo di settore? Chi sta cercando di definirla arte, e chi no? Questo è il concetto chiave dietro l'orinatoio di Marcel Duchamp: il museo trasforma ciascun oggetto della realtà quotidiana in arte.

Provate a pensarla in questo modo: la parola "giochi" è un termine incredibilmente vago, che comprende numerosi fenomeni culturali/sociali diversi - un po' come la parola "immagine". Nessuno si chiederebbe mai: "Le immagini sono arte?". Alcune lo sono, altre no - dipende. Chiedersi se l'intero medium videludico possa essere definito un'espressione dell'arte è del tutto fuori luogo, perchè alcuni videogiochi lo sono, altri no. Un po' come le illustrazioni dell'esempio precedente.

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3. PERCHÉ QUESTA OSSESSIONE NELL'ESSERE ARTE?

Chiedersi se il videogioco possa essere considerato arte implica che quest'ultima sia una categoria importante, un club esclusivo dove chiunque tenta disperatamente di entrare per sentirsi migliore. Voglio svelarvi un piccolo segreto: ciò che si può osservare all'interno di queste riunioni è roba da nulla, quattro vecchietti che discutono allegramente di sofismi sorseggiando del tè. Quello che succede al di fuori è mooolto, mooolto più interessante!

Stiamo vivendo in un'epoca nella quale - per fare un semplicissimo esempio - la categoria del design è divenuta molto più interessante, a livello culturale, dell'arte stessa. I giochi non dovrebbero essere ossessionati da questa continua ricerca interiore sulla strada dell'arte. Al contrario, l'arte stessa dovrebbe aspirare il raggiungimento dello stesso livello culturale e dell'importanza nella società che i videogiochi già possiedono da anni!

PROTEUS

4. I GIOCHI SI DISCOSTANO DALLA CLASSICA NOZIONE DI ARTE

Se i videogiochi desiderano con forza essere una forma d’arte – o meglio, desideriamo che diventino tali – allora siamo tutti in attesa di quel capolavoro assoluto che finalmente potrà convincere tutti, e quando dico tutti intendo proprio tutti, riguardo la bontà del medium.

Ma il concetto di capolavoro poggia inevitabilmente su altre basi, racconta dello sforzo di un geniale artista nel trasmettere un ideale importante tramite l’opera d’arte. In altre parole, l’arte è pura trasmissione del pensiero: ma i giochi, a volte, sono ben altro.

I giochi non sono una creazione ben definita e statica, ma un mondo da esplorare, abitare e plasmare; non sono una composizione musicale ma sono gli strumenti per creare tale sinfonia – che i giocatori in seguito suoneranno a loro piacimento.

I giochi non sono un’opera letteraria, ma sono un gigantesco dizionario – un set unico di possibilità che assumono un significato definito se ben amalgamate tra loro. Il medium videoludico potrà non sembrare mai arte perché è semplicemente differente dal classico capolavoro artistico, da una Gioconda di Leonardo, per esempio.

CIMITERO

5. L’ARTE E’ UN GRANDE CIMITERO

Dovremmo sostenere l’entrata a buon diritto dei videogiochi nel mondo dell’arte solamente quando saremo ormai sazi e paghi di tutto ciò che potevano offrirci. Quando il medium videoludico diventerà solamente un altro ramo del mondo dell’arte, quando sarà considerato come l’ennesima sezione noiosa del giornale che mamma compra tutte le mattine, quando sarà solamente il pretesto per l’ennesimo festival a tema; allora i videogiochi non avranno più quella forza vitale che li rende veramente speciali.

Arte è tutto ciò che fa parte di una cultura ormai ferma e arrugginita – una cultura che ormai ha smesso di proporre, di lottare, di brillare.

Piuttosto che pensare come i videogiochi possano diventare un giorno forma d’arte, dovremmo fare il contrario. Dovremmo disperatamente salvare i videogiochi dal baratro dell’arte, posticipare il terribile momento in cui verranno posti in un museo.

In conclusione, la fatidica domanda “i videogiochi sono arte?” rappresenta solamente una forma di necrofilia culturale ormai asfissiante. Fermatevi!

Troppo spesso ci dimentichiamo di giocare per discutere tra noi, pensare e dibattere. Suvvia, posiamo le tastiere (senza offesa per i PCisti) e afferiamo i joystick!