[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]I[/mks_dropcap]mmaginate un mondo freddo, maligno e pieno di pericoli. Immaginate ora di trovarvi catapultati in una realtà simile, con un gruppo di amici e pronti a cercare il miglior modo di sopravvivere, resistendo a zombie pericolosamente veloci ed umani impazziti. Questo è DayZ, il survival horror MMO che ha conquistato il cuore di tantissimi appassionati.

Introdotto inizialmente come mod di ArmA II, oggi invece è disponibile standalone. Mi sono avventurato nel cuore del Chernarus, per 40 ore in pochi giorni ed ora sono qui, pronto a raccontarvi ciò che ho potuto provare sulla mia pelle.

Un diario di viaggio scritto in tre giorni che racconta tre folli e spietate avventure tutte quante con un singolo elemento in comune: la morte, lo schermo nero e la scritta “You are Dead”.

Sing for us. You're our monkey now

Il respawn mi ha catapultato come al solito in mezzo alla foresta. Il tempo non è dei migliori ed infatti, pochi minuti di corsa e si mette a piovere. La pioggia scorre sul viso ma faccio in tempo a trovare un riparo: una casa, in mezzo a tante altre. Un piccolo villaggio, anzi: una cittadina, Olsha. Il mio contatto su Skype mi comunica che si trova a Turovo, non siamo distanti.

“Facciamo loot e troviamoci a Svetlojarks”. La zona è PvP, ma il server è vuoto, siamo in 10 inclusi io e la mia futura spalla. Rimedio qualcosa da mangiare ed un abito di scorsa, strappo la t-shirt e creo delle bende da utilizzare in caso di eventuali attacchi. Smette di piovere è solo un attimo ma per me può bastare: tempo di uscire e vedo uno zombie inseguire un altro player. Scappo e corro, in direzione della cittadina. Pensiamo ad un posto utile dove trovarci: “Dentro la chiesa”.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Percorro quei 3 chilometri con ansia, pensando a cosa fare in caso di incontri non desiderati. Nel Chernarus sparano tutti per uccidere[/mks_pullquote]

Percorro quei 3 chilometri con ansia, pensando a cosa fare in caso di incontri non desiderati. Ripeto nella mia mente le classiche frasi da dichiarare in caso di incontri spiacevoli: “Don't shoot”, “Speak Italian?”, “Be friendly, please”. Non ho niente addosso, ma nel Chernarus sparano tutti per uccidere. “Nella chiesa c'è qualcuno.. 'Hi! Speak italian?'... Ok, tutto apposto. E' armato fino ai denti, mi protegge lui”. Mi tranquillizzo. Esco da Olsha ed intravedo la chiesa di Svetlojarks. Comunico al mio contatto la posizione, il mio vestiario ed entro a mani alzate, chiudendo le porte. Due convenevoli con il nostro ospite, il tempo di trovare la strada più sicura per l'airstrip di Balota quando le porte si aprono.

In realtà non le vedo neanche. Sento solamente cinque voci. “GET ON THE FLOOR! GET ON THE FLOOR”. Sbaglio il tasto per stendermi sul pavimento e faccio in tempo a vedere l'esecuzione dei miei due compari. Poi vengo accoltellato ed ammanettato. “Sing for us, sing Just Bieber song”. Mi stanno torturando, come un qualsiasi prigioniero di guerra e se ci fosse la possibilità mi piscerebbero in testa, ne sono sicuro.

Godono mentre nel microfono la mia voce trema, non riesco a stare calmo: tutti i rischi percorsi finora per poi diventare il passatempo di cinque stronzi. Uno di loro mi cura, poi decide di accoltellarmi di nuovo. Sparano un colpo al soffitto, mi urlano qualcosa in russo e se ne vanno. E mi ritrovo li, in chiesa, in maglietta e mutande, sanguinante e ammanettato. La mano è rapida nel digitare i tasti giusti: Esc, poi Respawn ed infine, Yes.

Un territorio senza regole

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“Se vieni fino a Guba mi trovi nel container. Poi loot a Svetlojarsk..”. Il mio compare di avventura, dopo le tragiche scorribande della notte scorsa è vicino, si trova a Novodmitrovsk. Dopo pochi minuti, passati a stemperare la tensione scherzando su Skype ci troviamo ed iniziamo ad andare a caccia di cibo e qualche munizione aggiuntiva. Prima di arrivare a Guba ho trovato un Mosin che ho preferito lasciare immediatamente al mio amico, molto più abile con le armi. A Svetlojarks troviamo tutto il necessario per proseguire nell'avventura: uno zaino, un'ascia, cibo e una borraccia. “Tappa a Turovo e poi a Novodmitrovsk. Voglio tornare per trovare qualcosa di buono”.

Mentre esploriamo Turovo, ci arriva una chiamata da parte di altre due persone. Si trovano sulla costa, più precisamente nella ferrovia. Ma non hanno praticamente nulla, ci dirigiamo per andare a prenderle. Ma il percorso non è mai facile, sopratutto quando cinque zombie decidono di attaccarci. Si sprecano un paio di colpi del Mosin, qualche colpo lo infliggo pure io. Il tempo di trovarci, loot a Novodmitrovsk e poi decidiamo di fare tappa a Balota, ma questa volta siamo in tanti: in 4, due armati con un fucile, altri due con un'ascia, sei medkit, tanto cibo e molta acqua. Olsha è la prima città in cui facciamo tappa, il server inizia a popolarsi, meglio visitare piccoli centri abitati. D'altronde acqua e cibo non sono infiniti.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Si presenta il primo problema: veniamo attaccati da due zombie[/mks_pullquote]

Si presenta però il primo problema: veniamo attaccati da altri due zombie, proprio all'ingresso del villaggio. Uno dei miei ragazzi spara un colpo, ma va a vuoto. Lo vedo in difficoltà e decido di estrarre la mia ascia, ma il primo colpo non finisce sulla testa dello zombie ma bensì proprio sulla testa del mio amico.

La situazione torna alla normalità, per quanto possa essere normale un incidente del genere. Rimaniamo in tre e decidiamo di incamminarci verso l'aeroporto. Sulla strada c'è Krasnostav e decidiamo di fare tappa. Spari. Poco dopo. Sono in tre. Trovato il riparo, sento ancora i colpi e decido di aprire il microfono. “BE FRIENDLY, SIAMO AMICI. NON SPARIAMO”. Nessuna risposta. Uno dei nostri decide di salire su un tetto vicino: brutta scelta, uno dei bastardi è appostato li: neanche il tempo di dialogare, aprono il fuoco. Lo vedo cadere dal tetto, ma l'assassino non scende. Ci spostiamo per localizzare i suoi compari, uno di loro è dentro la casa. Il mio amico mi copre, tento di colpirlo da una finestra ma lo manco. La situazione precipita poco dopo, quando arriva uno zombie che ferisce prima me e poi uccide il mio amico. Tento di trovare un riparo, ma è difficile e mi sparano. Lascio il fucile a terra, alzo le mani e spiego che oramai sto morendo.

“Abbassa le mani, non ti facciamo niente”
“Avete sparato per primi”
“Eravate in tre, la diplomazia era difficile”

Da dietro intanto arriva un estraneo. Prima uccide lui poi, con un colpo preciso, uccide me.

False flag

Ci troviamo nei pressi di Berezino, siamo appena respawnati. Un mio amico è vicino, decidiamo di trovarci sulla ferrovia. Io intanto faccio tappa al super di Berezino, mangiando qualcosa.

“Hai sentito? Un'esplosione”
“Si, arrivava da destra, almeno credo. Vienimi incontro!"
“Mi sparano”

Consiglio al mio amico di alzare la mani, ma non basta. Altre due esplosioni (in seguito si riveleranno delle flashbang scagliate a distanza di sicurezza). “Mi hanno ucciso Ale, ma porca puttana”. Ci penso io. Corro verso gli assassini, sono in 5. Sono da solo ed alzo le mani.

“Avete ucciso il mio amico”
“Ah, era amico tuo?”
“Si”
“Gli ho intimato di fermarsi. Aveva tanto cibo, mi serviva”

Chiedo conferma a lui, ma risponde di no. Non ha sentito nessuna voce. Ora basta, voglio vederci chiaro.

“Non ha sentito, era necessario sparargli? Se non ti sente puoi scrivere”
“Eh, ma son cazzi suoi”
“Qui funziona così”
“Io dovevo trovarmi con lui, dovevo andare fino a Chernogorks. Ora mi scortate voi”
“See.. sono 40 minuti, se mi paghi si”
“Ma che cazzo dici? Hai ucciso senza motivo uno dei miei!”
“Siamo i Fire, noi facciamo il cazzo che vogliamo”

Apro l'elenco dei giocatori e non noto nessuna tag del clan.

“Ah si? I Fire? Ho già avuto problemi con loro”
“Eh mi ricordo, noi siamo così”
“Adesso mi scorti fino a Chernogorks”
“Oh, sono io che ho le armi, non tu!”

Due colpi precisi e muoio.

Insanity

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=3ss1dckHhfI[/youtube]

Il sottoscritto ha deciso, dopo aver preso atto delle sensazioni di disagio provate nel Chernarus, di chiudere per qualche giorno con il mondo virtuale di DayZ.

Tra i sintomi accertati vi sono alienazione, disagio, senso di paura costante anche nella vita reale, ansia durante le partite e nervosismo.