[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]O[/mks_dropcap]ccidente e Oriente differiscono veramente tanto: usi e costumi per dirne una, ma anche sul cibo. Qualcuno ancora oggi pensa che sia moderno ed affascinante mangiare riso con bacchette cinesi in un elegantissimo sushi bar resturant nel centro di Roma o Milano, ma in realtà è diventata la quotidianità.

Il fascino del Giappone comunque può continuare a conquistarci, tanto che in casa che sia Sony o Nintendo abbiamo tutti una console prodotta lontano da noi ed il più vicino produttore di intrattenimento videoludico è l'America, con Microsoft e il suo brand Xbox. Amato o odiato, in tutto l'occidente moderno continua a macinare consensi, tanto che la sua Xbox 360 è la seconda console più diffusa della seconda generazione.

Eppure c'è un territorio che il colosso di Redmond non riesce a conquistare e probabilmente guardando all'attuale trend rimane una posizione impossibile: parliamo proprio del Giappone, con conseguenti numeri che dovrebbero far criticare perché oggi, al lancio di Xbox One, le immagini che la grande rete ha prontamente diffuso sono di una tristezza unica, roba che ti verrebbe voglia di andare a trovare Phil Spencer e Major Nelson (Larry Hyrb) per dare loro un lungo abbraccio di consolazione.

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Qualcuno però si è dimostrato felice, per l'arrivo di Xbox One.

Microsoft e il Giappone sembra più uno di quei film d'amore che si concludono in maniera drammatica. Sono 12 anni esatti che Redmond tenta di conquistare a suon di pubblicità e spietata promozione il cuore dei giocatori dagli occhi a mandorla, ma non ci riesce mai. Il 4 settembre 2014, giorno del lancio di Xbox One non c'era praticamente nessuno: store vuoti, code praticamente inesistenti. Neanche il peggior malato di sindrome da acquisto ossessiva compulsiva era presente in uno dei tanti negozi del Giappone che commerciano videogame: sembrava che chiunque volesse rimanere lontano. Solo una manciata di persone in qualche store.

La rete ha raccolto e diffuso quella che sembra essere già la fine di una console nata in terribili condizioni, che anche per questa generazione dovrà accontentarsi esclusivamente dei mercati occidentali. Non è la prima volta, sia chiaro: già guardando al passato in realtà si scopre un territorio restio a sborsare yen per Microsoft.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Microsoft e il Giappone sembra più uno di quei film d'amore che si concludono in maniera drammatica[/mks_pullquote]

Nel 2001 in Nord America veniva lanciata la prima console del brand Xbox. Portava lo stesso nome, si trattava di un prodotto toalmente nuovo che si affacciava in un mercato decisamente “libero”, con un monopoli spartito da Nintendo e Sony. Pochi mesi dopo il lancio a stelle e strisce, la console approdava in Asia (22 Febbraio 2002) e subito dopo in Europa ed UK (14 Marzo 2002). I dati di vendita che sono al momento disponibili parlano chiaro: in casa la console ha vinto facile, con 16 milioni di acquirenti, mentre in Europa si fermò ad un dignitoso risultato di 6 milioni. L'Asia ed il Pacifico invece non furono così generosi con Microsoft, che riuscì a piazzare esclusivamente 2 milioni di console, più precisamente 450mila in Giappone (dati Wikipedia.en aggiornati al 2011).

La seconda generazione del brand, ovvero Xbox 360 venne inizialmente venduta nel 2005 con presentazione al Tokyo Game Show. Lanciata in Canada, Stati Uniti, Europa, Africa, UK e Giappone nel 2005 e con un solo anno di ritardo in Australia e Nuova Zelanda riuscì a racimolare un totale di 78 milioni di console vendute. Analizzandole di regione in regione, scopriamo che negli USA la console continuò ad andare bene, piazzandosi a 25 milioni di unità.

In Europa ed Africa invece Microsoft riuscì a vendere ben 13 milioni di pezzi e nel Regno Unito ci attestiamo sulle 8 miloni di unità. Fanalino di coda il Canada con 870mila pezzi venduti (cifra non veritiera in realtà poiché non aggiornata da Agosto 2008), ma in Giappone i dati di vendita sono più recenti ed a Febbraio 2014 si parla di 1.6 milioni di Xbox 360 nelle case dei consumatori. Un netto miglioramento rispetto al passato, ma non basta: quel territorio, come dice il mercato, rimane di Sony e Nintendo.

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In orario di apertura, nessuno ancora dinanzi al negozio.

Il problema principale è la mancanza di titoli con appeal orientale che possono conquistare il cuore dei giocatori giapponesi. Su Xbox mancavano del tutto, su Xbox 360 invece c'è stata una leggera apertura ma non è stata una mossa sufficientemente adatta. Purtrtoppo un mercato chiuso come quello del Giappone rischia seriamente di mettere nei guai qualsiasi imprenditore.

Chiaramente, nei piani di Microsoft non si punta alla conquista Sol Levante. Ma si tratta di un problema, poiché con Xbox One si è ripetuta (almeno al lancio) la stessa, identica triste storia che accompagna il brand. Al momento, non si intravedono soluzioni valide, nonostante a Redmond le avessero provate tutte, anche all'ultimo E3 con l'annuncio di Scalebound prodotto dai Platinum Games poi sparito totalmente dagli schemi in favore anche di una spinta necessaria verso Quantum Break e Sunset Overdrive. Un'esclusiva filo giapponese quella del maestro Hideki Kamiya, che doveva convincere quella parte di pubblico e che a quanto pare ha fallito.

Passare in rassegna le foto dei cordoni di sicurezza all'esterno dei negozi totalmente liberi, dei party con poche centinaia di persone fa male. Molto, molto male. In attesa di un grande colpo di reni da parte di Microsoft, noi consigliamo a Spencer e Hyrb di guardare ad un mercato che ha creduto in loro fin dal primo momento: Europa e Nord America sono qui per voi e continueranno a sostenervi. Forse non vi farà vincere la console war, forse non vi regalerà un sorpasso su Sony nell'immediato, ma almeno siete sicuri di incontrare persone con i gusti più simili ai vostri.