[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]N[/mks_dropcap]ei primi anni ’90 le confezioni di patatine erano accompagnate dalle mitiche “manine appiccicose”, un simpatico gadget fatto di una particolare sostanza gelatinosa estendibile in grado di catturare piccoli oggetti. Un’idea semplice e geniale che spopolò tra i più giovani e, a quanto pare, mai passata dalla mente dei ragazzi di Zoink, autori di Stick it to the Man!, disponibile da poco anche su Xbox One.

In questa esilarante avventura vestiremo i panni di Ray, giovane collaudatore di caschi anti-infortunistici la cui vita cambierà per sempre: dopo una lunga giornata di lavoro il ragazzo, stanco della desolante quotidianità, decide di recarsi a casa, avvolto nei suoi pensieri, quando all’improvviso viene colpito in testa da un misterioso oggetto, perso in volo da un aereo militare durante una tempesta. Dopo una lungo sonno, Ray capisce che la situazione è più complessa del previsto: l’impatto con il piccolo container ha liberato l’extraterrestre Ted, inseritosi -in parte- nel corpo dello sventurato protagonista. Ray, da questo momento in poi, può contare su una “dote” particolare, che permette di leggere la mente delle persone e, all’occorrenza, “rubare” i loro pensieri.

Questo avviene grazie all’appendice rosa a forma di mano che esce fuori dalla testa di Ray e che, guarda caso, ricorda proprio le “manine appiccicose” delle patatine. L’arto invisibile di Ray è anche uno strumento che consente di spostarsi più rapidamente sfruttando gli appigli sparsi per la mappa di gioco, costituiti da puntine rosse e verdi, e per staccare letteralmente le pareti cartacee di abitazioni e strutture per scovare preziosi segreti e indizi. Inizia qui un’avventura incredibile, costellata da un humor esilarante e tantissimi riferimenti a serie TV (X-Files su tutte, con il misterioso uomo della sigaretta…), personaggi e videogiochi (farete anche un incontro con Mario e Luigi, ma non è come potete immaginare…).

Il gioco si sviluppa come un interessante mix di platform game e vecchie avventure punta e clicca, con numerosi rompicapo da portare a termine per proseguire nei livelli. Nulla di particolarmente complesso anche se le meningi bisognerà spremerle in più di una occasione, soprattutto quando c’è da risolvere gli enigmi delle numerose side-quest presenti nel gioco che sbloccano la maggior parte degli Achievements.

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Leggendo il pensiero delle persone che popolano il folle mondo di Stick it to the Man! capiremo quindi chi aiutare e in che modo, quali oggetti reperire e come far interagire i vari individui, il tutto con una continuità disarmante impreziosita da dialoghi spassosi, ironici, autoreferenziali che fanno del luogo comune il cavallo di battaglia. Stick it to the Man! si snoda attraverso 10 livelli, ognuno dotato di particolari caratteristiche (si va dalla città dove tutto è iniziato al manicomio locale, dal cervello di Ray alla base spaziale delle ultime battute e così via) e personaggi peculiari, tutti con la propria storia da “raccontare”, o meglio, da leggere grazie alla mano aliena “lasciata” da Ted.

[mks_pullquote align="right" width="300" size="24" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]Il numero elevato di stage non corrisponde ad una longevità appropriata[/mks_pullquote]

Purtroppo il numero elevato di stage non corrisponde ad una longevità appropriata, vero tallone d’Achille di questa produzione che si può portare a termine in una manciata di ore. Di converso però, Stick it to the Man! regala più di un sorriso, grazie ad un gameplay sì lineare, ma mai monotono o ripetitivo, forte di una level design ispirato, ricercato, che si sviluppa in lunghezza e in altezza, ricco di situazioni interessanti tutte da scoprire e da vivere in prima persona, fonte sempre di ilarità e sarcasmo.

Un’avventura “vecchia maniera” che punta forte anche sullo stile inconfondibile della grafica e dei suoi folli personaggi, a partire da Ray stesso. Sembra di ammirare un cartone animato, con grafica colorata e vivace, che rimanda un po’ alla serie LittleBigPlanet, da cui prende in prestito anche l’idea degli “adesivi” da attaccare nel posto giusto.

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Ma il vero punto di forza del gioco di Zoink è nell’originalità delle varie “figure” che incontreremo lungo l’arco della storia, che danno vita a spassose gag che mimano i problemi della vita reale in uno scenario completamente fuori di testa. Quello che dovrete fare è aiutare il povero e spiazzato Ray alla ricerca di Ted, il piccolo alieno venuto da lontano bisognoso di una mano amica, per tornare nel suo pianeta di origine senza finire nelle mani dei federali che gli stanno dando la caccia.

Nel farlo affronterete situazioni paradossali e comiche, da vivere tutto d’un fiato e di cui non possiamo fare cenno per non rovinarvi la sorpresa: sappiate che giocando a Stick it to the Man! ritroverete lo spirito goliardico di un certo Monkey Island o Day of the Tentacle, avventure che hanno ridisegnato il genere e a cui il gioco di Zoink si ispira pesantemente, senza però finire in un semplice clone ma vantando una storia divertente, originale e da alcune scelte sia di gameplay che di design piuttosto interessanti e piacevoli.

Divertente, piacevole, dotato di un sistema di controllo semplice e immediato (anche se a volte impreciso…), Stick it to the Man! è uno degli indie game che riesce ad imporsi sulla scena, soprattutto per l’incredibile direzione artistica e ad un comparto audio pregevole, con dialoghi ottimamente doppiati in lingua inglese e da una soundtrack dai toni jazz e blues di qualità. Unico neo, come già detto, è che il gioco si completa in pochissime ore, anche scovando tutti i veri segreti mai troppo celati. Per il resto un gioco da provare a occhi chiusi.

[mks_dropcap size="52" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]8[/mks_dropcap]

Stick it to the Man! è disponibile per Xbox One, PlayStation 4, PS Vita e Wii U. Abbiamo realizzato la nostra recensione con un codice Xbox One fornitoci dallo sviluppatore.