Anita Sarkeesian e le sua continue attività condotte con Feminist Frequency hanno sollevato un gran vespaio nella comunità videoludica, a tal punto che i sostenitori della causa femminista attuano ormai una caccia alle streghe per demonizzare coloro che osano discutere questo status quo.

Il bersaglio di oggi è Ken Levine, autore e creatore di giochi come Bioshock, pizzicato da un articolo assai interessante di The Verge nel quale si sostiene la tesi che il personaggio di Elizabeth, direttamente da Bioshock: Infinite, non sia altro che "un comprimario spaesato il cui scopo è lanciare pozioni al protagonista, nonostante i suoi poteri."

Come da copione, la testa calda di Ken ha subito reagito all'offesa, rispondendo: "Certamente l'argomento è assai spinoso, ma mi stupisco sempre quando le persone si scagliano contro il ruolo di Liz in Bioshock: Infinite."

Il perchè di quest'affermazione è presto detto, ma vi avviso. Se andate avanti con la lettura, potreste incontrare spiacevoli spoiler riguardanti la trama: se non avete ancora avuto la fortuna di mettere le mani su una copia del gioco, allontanatevi, ora.

"Voglio dire" prosegue Levine, "Elizabeth si spinge addirittura nell'uccisione del proprio padre a compimento di un percorso di guerra contro il regime patriarcale. Se poi qualcuno pretende un personaggio completo sin dalle prime battute del gioco, già formato e con numerose esperienze, è liberissimo di scrivere le sue storie."

Voi da che parte state, miei cari ragazzi?

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