[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]olonia - Negli stand del Koelnmesse c’è stato tanto spazio per tutti i progetti più attesi dal “pubblico che conta” per i prossimi 12 mesi. Ma tra le miriadi di stand degli apprezzabilissimi e giustificabilissimi titoli tripla A c’è stato un po’ di spazio anche per una piccola isola felice dell’indie gaming, un posto magico e strambo almeno (o forse più?) dei giochi presenti al suo interno. Sto parlando del booth di Cosmocover, agenzia di comunicazione che cura, tra gli altri, i prodotti di Devolver Digital in tutta Europa.

Qui ho avuto l’occasione di provare tutta la bella roba che hanno in cantiere fino al 2015 in un clima spumeggiante che, giusto per darvi un’idea dell’amore pazzoide che meritano questi ragazzi, è stato accompagnato da tante chicchere su dell'erba sintetica, tra un "dammi il cinque!" e un "devi salvare la fottuta America!" strillato nelle orecchie alle 9 di mattina.

Dopo le miriadi di mail che ho scambiato con loro nel pre-fiera, non ultima quella in cui mi hanno salutato con una foto delle tipiche salsicce tedesche e un “See you in Sausage Land”, le aspettative per lo strampalato tour erano altissime quanto quelle della lineup di cui mi accingo a parlarvi. Della roba incredibile, che con decisione ha risollevato lo strano abbattimento del mio secondo giorno di fiera. Forse mi ci volevano proprio dei giochi come questi per cominciare bene la giornata.

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The Talos Principle - Croteam

Sviluppato dai creatori di Serious Sam e scritto dai responsabili di Faster Than Light, The Swapper e Infinite Ocean, The Talos Principle è un puzzle game con una vena alquanto filosofica. Impersoneremo un’intelligenza artificiale in un’isola che non è altro che la simulazione e la riproduzione delle più grandi rovine del genere umano. Un ambiente nettamente in contrasto con la natura futuristica del protagonista, degli enigmi e del gameplay in generale. Un’esperienza dal sapore misterioso, che non disdegna i continui richiami a Portal, per feeling di gioco e atmosfera.

Ne esce fuori un viaggio surreale dalla scrittura e i dialoghi sublimi, che va ben oltre alla - seppur intricatissima e soddisfacente - strutta da puzzle game. Dopo averlo provato non posso certo dire di essere rimasto indifferente: in realtà non vedo l’ora di lanciarmi in delle sessioni solitaria e lasciarmi avvolgere dal mistero fino a scoprire ogni angolo che c’è da esplorare. D’altronde il chiacchiericcio della fiera e la confusione che c’era non è esattamente la situazione adatta per gustare un’esperienza del genere.

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Not a Hero - Roll7

Quando ho preso posto davanti alla postazione PC di Not a Hero lo sviluppatore mi ha presentato la sua creazione definendola “il figlio bastardo di Gears of War”. Stavo tenendo d’occhio già da tempo il nuovo progetto degli ideatori di OlliOlli, ma dopo quest’affermazione e aver messo mano al gioco in sé è scattata la scintilla definitiva. Pazzo, almeno quanto le sue premesse: un coniglio schizofrenico venuto dal futuro detta gli obiettivi a dei sicari con dei dialoghi randomizzati, naturalmente al limite del no-sense.

Ascoltati i perché saremo catapultati in uno shooter cover based in 2D e pixel art, dove ricaricare sarà un’abitudine fondamentale e le combo a suon di colpi e scivolate daranno spazio a degli adrenalinici power up. Un gameplay ipnotico e ostico al punto giusto, che mi ha trattenuto per circa venti minuti: alla prima prova non riuscivo a completare entrambi i livelli disponibili! L’unica vera pecca è che arriverà nel 2015. Dove? Su PC, PlayStation 4 e PlayStation Vita. Preparate le pistole!

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Titan Souls - Acid Nerve

Titan Souls è la forse una delle più grandi sorprese della mia Gamescom. Non ne avevo mai sentito parlare e vorrei fustigarmi dolorosamente per la mia ignoranza. Sviluppato da un team di sole tre persone - non che sia una novità, anzi, è una prassi nelle quattro mura di Cosmocover -, il gioco è praticamente Shadow of the Colossus che incontra la visuale dall’alto dei primi Zelda e la mescola con i colori e lo stile pixel art di Fez. Armati di un arco e una sola freccia (recuperabile richiamandola avvicinandosi o tenendo premuto il tasto d’attacco) dovremo districarci in 25 livelli, tutti composti solamente da uno scontro con un boss.

La difficoltà è praticamente quella di Dark Souls, ma condita da quella deliziosa e diabolica pratica del trial & error tipica dei videogame di una volta: avremo una sola vita (punto ferita, va’) a disposizione e infinite chance per trovare il punto debole del nemico di turno. Un titano da abbattere studiando i suoi movimenti e l’ambiente che lo circonda, in una sfida che si prenderà gioco di voi anche con una morte sul filo del rasoio, quando alla fine c’eravate arrivati, a quella dannata soluzione. Semplicemente incredibile. Non perdetelo di vista!

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Hotline Miami 2: Wrong Number - Dennation Games

I violenti massacri su commissione di Dennation Games stanno per tornare con seguito che promette tante novità in più, ovviamente in aggiunta alla solida base che ci ha sollazzato lo scorso anno. Agli intricati livelli del primo episodio Hotline Miami 2: Wrong Number aggiunge una carrellata consistente di modifiche e nuove trovate: le maschere aggiungono abilità molto più specifiche, andando a modificare pesantemente il gameplay, sarà possibile impugnare due armi e addirittura pasticciare con un editor dei livelli.

Praticamente al secondo capitolo siamo già di fronte all’incarnazione perfetta del “franchise”, senza nulla togliere alla prima, che di fatto capolavoro già è. Insomma, l’indie più pulp di sempre sta per tornare con il suo carico di brutalità 8-bit e musica elettronica di gran classe, della roba che Nicolas Winding Refn approverebbe (o ha già approvato) senza se e senza ma. Vi dico solo che, spinto dalla voglia incessante di giocarci, sono tornato a casa e ho divorato per la quinta volta il primo Hotline Miami, questa volta per PlayStation 4. Prepariamoci insieme al gran ritorno.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=ED8mnRErMlc[/youtube]

In chiusura, lasciando il magico booth di Cosmocover ho avuto la possibilità di provare le versioni PlayStation 4 di Hotline Miami e Broforce. Il primo è già disponibile per il download, anche gratuito grazie al Cross-Buy, mentre il secondo arriverà a breve. Entrambi mi hanno fatto pensare alla massiccia presenza di indie sulle piattaforme PlayStation e in particolare alla facilità con cui questi piccoli sviluppatori si aggrappano alla console next-gen Sony.

Quando ne parlano si nota una piccola luce di speranza, che forse serve un po’ meno ai talentuosi team responsabili delle meraviglie di Devolver. Ed è proprio questo talento, insieme alla loro indiscutibile simpatia, la marcia in più di questi ragazzi: ogni singolo gioco di cui vi ho parlato aggiunge un tassello in più alla ricchezza dell’inverno e del nuovo anno che verrano. Non c’è tripla A o mega produzione che tenga, i titoli di Devolver tengono testa a tutto e hanno bisogno di tanto amore. Dategli il meglio, loro ve ne restituiranno di più.