[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]olonia - In questi pochi anni dalla sua nascita e affermazione, Wargaming ha avuto tanti meriti, tra cui, giusto per citarne un paio, l'aver portato la storia nei videogiochi e aver contribuito al boom del genere dei free-to-play sia su PC che su console. Non è assolutamente poco ma, in rete, più che per questo lo studio bielorusso è particolarmente noto e apprezzato per due cose: gli eventi che è capace di organizzare e il contenuto dei suoi press kit.

Per farvela breve, quest'anno Felice ed io abbiamo assistito e partecipato al party di chiusura della Gamescom 2014 di Wargaming, a cui hanno preso parte, come ospiti dopo la mezzanotte, nientemeno che i Justice. Il popolare duo di musica elettronica era stato preceduto lo scorso anno dai Daft Punk, sempre in quel di Colonia, quindi aver avuto personaggi tanto rinomati a una "festa" del genere non è stato certo una coincidenza o un unicum.

Per darvi un'idea del party di Wargaming, vi dico soltanto che nell'area VIP di questo stabile, area occidentale della città tedesca, appositamente affittato per la serata c'era una zona in cui venivano fatti live dei sigari e offerti agli ospiti. C'è stato uno spettacolo di burlesque prima dei Justice, e prim'ancora ha suonato tale Breakbot, che per me vuol dire poco ma immagino sia piuttosto conosciuto tra gli appassionati del suo genere musicale. Noi stessi ci siamo scattati una foto goliardica al photo booth allestito per la serata, con tanto di finto armamentario bellico, per farci due risate ed esibire la miglior faccia da alcolizzati - sì, il free bar era sufficientemente ricco - possibile.

I kit offerti ai giornalisti nel passaggio mattutino in fiera, per "ricordare" loro di essere passati da Wargaming, consiste in un loot che farebbe paura ai migliori Diablo e Borderlands in circolazione. Una sacca brandizzata enorme, che userò probabilmente per la mia prossima trasferta a Colonia, contenente una pen drive a marchio Wargaming, tre schede per riscattare oro in altrettanti titoli della software house, due spille - una per World of Warships e una raffigurante l'effige della compagnia -, una calamita da frigo, un contenitore da ghiaccio in gomma con tanto di forme ispirate ai World of e... la lista potrebbe andare ancora avanti ma, per pietà nei vostri confronti, mi fermo qui.

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Insomma, è stato uno spasso conoscere questi ragazzi e una pochissime cose per cui al giorno d'oggi è bello lavorare in questo settore. Ma limitare Wargaming a questo, oggi, sarebbe farle un torto. Lo studio è cresciuto in maniera esponenziale per supportare lo sviluppo di World of Warplanes e World of Warships dopo il successo incredibile e multiformato di World of Tanks, ha aperto uffici un po' in tutto il mondo e team capaci di fornire non solo supporto alla stampa - come nel caso dei party e dei press tour monumentali - ma anche sviluppo e assistenza al cliente che in un'ottica simile viene assolutamente prima di tutto.

Il World of Warships che ho provato alla Gamescom 2014, tra le mura forti e rassicuranti del booth privato di Wargaming, è un esempio di quanto sia importante il feedback degli utenti per questo team - per quello di Kiev, in particolare - e quanta strada sia stata fatta rispetto agli albori di World of Tanks, che, mea culpa, provai e abbandonai quand'era di un'acerbità mostruosa.

Il World of Warships su cui ho messo le mani è una versione aggiornata della build portata all'E3 2014, criticata per la gestione delle visuali e adesso estremamente semplificata da questo punto di vista. Secondo un esponente della software house ucraina che mi ha assistito in questa demo, il feeling del WoW odierno è quanto di più simile ad uno shooter classico si potesse fare con delle navi. E in effetti l'impatto è pressoché lo stesso: si fa zoom a diverse profondità con lo scroll del mouse, si segue il proiettile esploso come in una letale kill cam alla pressione del tasto Z, si ripara la nave con R. Semplice.

WoWS_Screens_Warships_Takao_Image_04

Ma questa non è certo una mancanza di profondità: un gameplay che può vantare tempi di ricarica dei proiettili, mappe tattiche, spostamenti così complessi da meritare un controllo preliminare certosino, variabili come mira e traiettoria, il tutto nel contesto di match massivi con amici e nemici... beh, non si può certo dire che manchi di complessità. A questo punto, anzi, ben venga un approccio un tantino più familiare per attirare anche l'utenza console e preparare pure un approccio a quella fetta di mercato che tanta popolarità ha dato a World of Tanks.

Tantissime, inoltre, le tipologie di navi che sono disponibili dal pronti via. Si va da modelli leggeri, un esemplare dei quali mi ha aiutato a spendere il mio tempo in mezzo all'oceano, a quelli più pesanti, ognuno con le loro peculiarità da apprendere, e utilizzare a seconda della conformazione della mappa e dei nemici che si prevede di scontrare. In questo gioco, la nave sta all'arma di un Call of Duty, è fondamentale selezionarla al meglio e personalizzarla in base alle proprie esigenze.

E, almeno dal mio personale punto di vista, è più facile affezionarvici rispetto ai carri armati. In questo è complice il comparto grafico allestito da Wargaming, che per l'occasione ha rimesso al nuovo il proprio engine e dato alle navi fino a 21 milioni di poligoni, laddove in World of Tanks ci si ferma mediamente a 9 milioni. Una ricchezza visiva che, mi hanno rivelato gli sviluppatori, non andrà ad inficiare l'esperienza degli utenti in possesso di configurazioni meno performanti (la maggior parte, dal momento che si parla di free-to-play).

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Avere dei dubbi su Wargaming, adesso, è piuttosto complicato nonché tardivo, e la strada che questo developer di Minsk ha saputo ritagliarsi nel business videoludico è più unica che rara. Qualcuno sta provando a percorrerla allo stesso modo, come Gaijin, e sarà interessante vedere negli anni a cosa porterà questa sfida a colpi di F2P.

L'uso sapiente del suo brand e l'impatto che un portfolio di titoli tanto ambizioso hanno avuto sull'industria videoludica ha ben pochi precedenti. E tutto sembra essere sempre al posto giusto, come parte di un disegno fatto a tavolino e interpretato con una precisione quasi machiavellica.

Con l'apporto di una Wargaming in questa forma, brillante e crescente, quello dei free-to-play è un settore al quale, in termini di qualità e in confronto pure all'annaspante mondo dei tripla-A, è ugualmente difficile chiedere di più. Verrebbe quasi la curiosità di vederli all'opera su un gioco dalle meccaniche di publishing e vendita classiche...