[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]olonia - La Gamescom 2014 di Ubisoft è scivolata via senza grossi brividi né, vale la pena ricordarlo, un importante dispendio di energie dal punto di vista comunicato. In fiera erano presenti Assassin's Creed: Rogue, annunciato in fretta e furia prima dell'evento tedesco, Far Cry 4, Tom Clancy's The Division e Assassin's Creed: Unity, tra le varie triple-A scese in campo.

In quel di Colonia non ho potuto mettere direttamente le mani sui titoli ma ho assistito a presentazioni ricche di dettagli riguardanti Assassin's Creed: Unity e Tom Clancy's The Division, che per una questione di "palinsesto" particolarmente affollato riteniamo giusto sia il caso di proporvi in un unico, più corposo articolo.

Partiamo, allora, dall'avventura di Arno in quel di Parigi.

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Assassin's Creed: Unity

Siamo alle soglie della Rivoluzione Francese. La folla riunita di fronte a Notre Dame è di quelle importanti, di quelle che danno davvero l'impressione di poter spazzare via con il proprio, unito soffio le istituzioni pre-costituite con cui il paese sta colando a picco. E non si tratta di semplice retorica.

Se la rivoluzione - tecnica, questa - del primo Assassin's Creed fu l'interazione di Altair con ambienti affollati e relativi corpi in movimento, quella di Assassin's Creed: Unity potrebbe risiedere nel comportamento della folla. La gestione degli NPC, se mantenuta come promesso a un livello di casualità e imprevedibilità accettabile, sarebbe in tal caso un nuovo step evolutivo, e quanto apprezzato alla Gamescom 2014 ne è la prova.

Il piazzale antistante la cattedrale parigina era ricolmo di persone inferocite contro l'establishment politico del tempo e sventolava, in pieno fermento, qualunque cosa potesse dare risalto alla sua presenza. Compiuto l'assassinio con le mani di Arno, il protagonista del gioco, la stessa folla dà ancor di più libero sfogo alla rabbia accumulata e inizia ad incendiare fantocci, bruciare bandiere e urlare per generare caos.  Una scena piuttosto impressionante che dà la misura di quanto questa particolarità, se messa al servizio del gameplay e non un mero script, potrebbe apportare alle meccaniche del titolo.

Meccaniche che, come prevedibile, sono rimaste sostanzialmente le stesse rispetto al passato recente del franchise. Come prima di lui Altair, Ezio e via discorrendo, anche Arno è chiamato a compiere omicidi per conto della setta degli Assassini e a dileguarsi senza lasciare tracce di sé. Per questo motivo ha a disposizione una pletora di nuove animazioni per uccisioni silenziose, come la corsa con scivolata alle spalle del nemico, e un armamentario fatto di fumogeni e piccoli esplosivi che possono aiutarlo in qualunque momento a darsi alla macchia.

Unity sembra offrire un ventaglio di possibilità per l'approccio alla missione: nella quest mostrata alla Gamescom, Ubisoft ha mostrato i diversi metodi di avvicinamento alla cattedrale di Notre Dame, due dei quali prevedevano il passaggio per un cimitero nelle vicinanze o il salto dalla finestra di uno stabile vicino. Per inciso, l'architettura della città è molto simile a quelle esibite in Assassin's Creed III, quindi con edifici non troppo alti ma particolarmente favorevoli per una traversata rapida - agevolata, magari, dall'assenza di guardie sui tetti - delle ambientazioni.

Entrati nella cattedrale, non si può fare a meno di notare la dovizia di particolari riposta sia nella location in sé, con mura tappezzate di dipinti del tempo, ornamenti di ogni genere e le bellezze tipiche di una "chiesa" tanto maestosa, che nell'atmosfera che lì si respira. Una piccola folla ai piedi dell'altare ascolta in silenzio e risponde a tono alle orazioni - rigorosamente in latino - del sacerdote, mentre ai piani alti qualcuno, tra cui la nostra vittima, escogita chissà quale trama che dovrà bruscamente essere interrotta.

Da un punto di vista grafico, Assassin's Creed: Unity conta su due migliorie essenziali dettate dall'utilizzo di hardware esclusivamente di nuova generazione: il numero di oggetti e corpi presenti simultaneamente sullo schermo è aumentato in maniera esponenziale, alla luce di quella RAM tanto agognata fornita da Sony e Microsoft, mentre la pulizia grafica ha tratto giovamento dall'esperienza di Black Flag, mostrando una luminosità e un livello di dettaglio con pochi precedenti.

Un solo appunto, al momento, per quanto riguarda il comparto visivo: il frame-rate presta il fianco ad alti e bassi non troppo frequentemente ma in modo visibile, specie quando sui tetti capita di scrutare uno degli splendidi panorami offerti da Parigi. Dubito che ne sentiremo parlare al lancio del titolo ma a questo punto dello sviluppo è bene metterlo in chiaro, per evitare spiacevoli sorprese.

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Tom Clancy's The Division

Uno dei titoli più attesi della prossima stagione, Tom Clancy's The Division si è presentato alla Gamescom con una nuova demo in due parti cui abbiamo potuto assistere nel booth pubblico di Ubisoft. La prima metà della dimostrazione ha preso le mosse dal giorno di Natale, bianchissimo e innevato come pochi altri, in cui la New York City del gioco si tuffa e sguazza delicatamente.

Dopo un breve tratto, il protagonista scende in metro, un paesaggio assai più scuro e torbido nel quale prendono vita i ricordi dell'era pre-contaminazione. I flashback utilizzano una tecnica narrativa piuttosto innovativa nel campo dei videogiochi, presentandosi come castelli di sabbia che si dissolvono in una polvere di dati e formule cibernetiche dimenticate. Il personaggio è circondato da questi castelli e li osserva addolorato.

Superata la cut-scene in-game, per così definirla, il giocatore può uscire dalla demo e immergersi in un paesaggio desolatamente favoloso: l'impressione, per assurdo, è che l'engine Snow Drop riesca meglio nelle sezioni all'aperto che in quelle al chiuso, una rarità di questi tempi.

È tempo d'azione, lì fuori, ed è così che Ubisoft ci presenta le meccaniche di shooting: una bella sparatoria che va avanti e indietro con un sistema di coperture funzionale e funzionante. Non si reinventa la ruota ma, non dimenticatelo, siamo di fronte ad una sorta di MMO e vedere che The Division si comporta così bene con le interazioni ambientali è a dir poco avveniristico.

Il gunplay sembra allo stesso modo potente e non eccessivamente pesante, mentre i colori tutt'intorno non mancano: qualcuno dà fuoco a un taxi e il rosso getta potente la propria ombra sulla neve fresca.

La seconda parte della demo è meno movimentata e ci mostra il funzionamento del titolo come fosse un incrocio tra stealth ed esplorazione. Questa metà viene giocata live su Xbox One, con l'assistenza di uno sviluppatore che impugna il suo tablet per fornire assistenza e dare indicazioni su torrette, guardie o punti di controllo.

Si parte di notte, in un vicoletto buio che presenta degli effetti di luce così raffinati da sembrare un dipinto. Usciti dalla stradina, ci si ritrova nel giro di pochi minuti davanti al Madison Square Garden, maestoso e discreto, ma non c'è tempo di fermarsi ad ammirarlo. Su la maschera: un'area a forte contaminazione è a pochi passi...

È qui che i pochi colpi esplosi rivelano qualche calo di frame-rate, giustificabile per l'acerbità di un progetto che vedrà la luce, speriamo, soltanto sul finire del prossimo anno. Il resto della presentazione è filato via liscio, quindi è lecito aspettarsi risultati degni di nota anche sotto quest'aspetto dalla ripulitura finale.

Un'ultima curiosità per le capacità ruolistiche: Tom Clancy's The Division consente di guadagnare punti in base all'esperienza fatta, e di spenderli poi su un gran numero di abilità e componenti d'armamentario. Granate, mitragliatrici... c'è di tutto, visualizzabile dando un'occhiata al braccio (e al dispositivo collegatogli) del protagonista, e l'impressione che ho avuto a Colonia è che ci vorrà molto tempo per vedere all'opera tutti questi giocattolini, con tutto il loro potenziale espresso.

La demo mostrata alla Gamescom 2014, dunque, rivela uno dei lavori più ambiziosi della prossima stagione videoludica e della storia (non solo recente) di Ubisoft. Non si tratta più di una chimera o di vaporware destinato al downgrade: The Division è vivo e funziona, basterà solo portare pazienza in vista dell'uscita ufficiale.