[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]olonia - Siamo inequivocabilmente di fronte alla generazione del gioco-giocattolo. Un processo avviato con Guitar Hero e Rock Band, resistito all'onda d'urto di Kinect e al fallimento di uDraw, portato all'apice da Skylanders e Disney Infinity. Questi ultimi, allevati come prodigiosi infanti dai loro creatori, sono soltanto all'inizio della loro avventura sul mercato e, grazie agli hardware di nuova generazione, potrebbero toccare vette inimmaginate quest'autunno.

Siamo stati alla presentazione di Skylanders: Trap Team tenuta a Colonia in occasione della Gamescom 2014 al booth privato di Activision, che ha colto la ghiotta occasione per ribadire quanto sia importante questo nuovo franchise nel suo catalogo presente e futuro. L'abbiamo visto su PS4 e giocato su Wii U, e le impressioni sono state oltremodo positive perché incentrate mai come quest'anno non su una, non su due, ma tre novità di rilievo.

Quanti franchise possono contare su una crescita annuale, in termini di feature (non voglio scomodare i dati di vendita), tanto esponenziale e una formula che va man mano impreziosendosi di piccoli ma sostanziali ricami? Pochi, francamente, neppure gli onnipresenti e multimiliardari sportivi, soprattutto perché in quel campo l'apparente perfezione è stata raggiunta qualche anno fa e in tanti credono che un semplice aggiornamento delle rose tramite DLC sarebbe sufficiente.

Trap Team dimostra che le meccaniche alla base di una serie possono restare immutate o familiari senza irritare il pubblico di riferimento - ok, fatto in questo caso di più giovani -, perché l'importante è affiancarle a introduzioni sostanziali che possano spingere il giocatore a provare, restare e magari spendere su un determinato gioco.

Partiamo allora con queste ampiamente annunciate novità. Per cominciare, Skylanders: Trap Team sarà il primo capitolo della saga ad essere interamente giocabile su iOS per iPad, Kindle e Android: nessuna limitazione dovuta ai controlli touch, nessun taglio da imputare alle capacità tecniche del dispositivo. I contro saranno due e soltanto due: il requisito di un tablet piuttosto recente e performante; la necessità di passare comunque in negozio per portarsi a casa uno Starter Pack. Più che controindicazioni, potenziali deterrenti per i "gamer portatili" che notoriamente amano sgranocchiare produzioni casual senza grossi impegni.

In secundis, troviamo un gameplay finalmente più vario grazie all'introduzione di Skystone e dei trap master. Come indica il nome, Skystone altro non è che un gioco di carte, "vagamente" ispirato al fenomeno di massa firmato Blizzard rispondente al nome di Hearthstone. Si potrà ricorrere al card game sia durante le missioni principali, per ottenere oggetti necessari al proseguimento della campagna come un mazzo di chiavi, che più liberamente per avere una sana e buona dose di divertimento.

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Il livello di difficoltà, complice anche il fatto di aver giocato appena i livelli iniziali, non è mai stato degno di nota ma la profondità non sembra mancare a Skystone: Activision ha infatti introdotto la possibilità di salvare e personalizzare il proprio deck, in modo da rendere il gioco qualcosa in più di un semplice passatempo in-game (potenzialmente e non).

Quanto ai trap master, questi sono dei personaggi in grado di battere e imprigionare i villain sparsi per il gioco in un cristallo. Il cristallo può vantare una riproduzione fisica che sarà inclusa in ogni confezione di Skylanders: Trap Team e che verrà dotata di altoparlanti per emettere autonomamente dalla console o dal televisore una pletora di suoni - si passa dalle lamentele post-cattura al commento live delle azioni del giocatore. I villain catturati non si limiteranno ai boss di fine livello ma pure ai cattivoni in cui ci si imbatterà lungo le varie location, e sarà possibile catalogarli e collezionarli proprio come in un videogioco dei Pokémon.

Tra i diversi trap master compresi nel titolo ho avuto modo di vedere e toccare con mano due personaggi: Head Rush e Bushwhack. Entrambi sono coerenti con lo stile scanzonato del franchise, col primo munito di un'abilità pensata prettamente per effettuare cariche sugli avversari, mentre il secondo ha un animo pacifista ed è armato di una spada luminosa verde.

Ultima novità del lotto, per ora, è il supporto agli Skylanders Mini, delle versioni ridotte degli Skylanders classici che, come nel caso del piccolo Spyro, ammiccheranno in particolare alla platea di bambini e bambine amanti della puccettosità. Perché i giochi-giocattoli sono forse più degli altri autentici business e Activision lo sa, tanto vale mettere in campo il proprio expertise per trarne i massimi benefici.

Se le ricompense sono quelle che si prospettano, tenendo conto di un comparto tecnico all'avanguardia sulle console next-gen che leggono quasi all'istante gli oggetti apposti sulla base, potrebbe assolutamente valere la pena di foraggiare l'ottimo impegno del publisher di Call of Duty sulla serie.

E chissà che la probabile miglior iterazione dell'IP Skylanders non possa rivelarsi il successo finanziario e ludico di un intero autunno. Con buona pace di Destiny e Call of Duty: Advanced Warfare.