[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]olonia - Le teorie secondo le quali la next-gen avrebbe dovuto iniziare un anno dopo l'effettivo lancio di PlayStation 4 e Xbox One sono molto interessanti. Fanno i conti con una realtà sotto gli occhi di tutti: titoli importanti, che mettessero a frutto le caratteristiche tanto decantate dei nuovi hardware, se ne sono visti col contagocce al day one, specie in casa Sony. E nei sei mesi successivi non è andata molto meglio, com'era invece accaduto per le altre generazioni: inFamous: Second Son da una parte, i multipiattaforma dall'altra, e poco più.

Uno dei colpi più duri da digerire tra i tanti rinvii, poi, è stato lo slittamento di The Order: 1886. Da videogiocatori, chi per voglia di acquistarlo, chi per l'invidia tipica di chi guarda l'erba del vicino, si poteva e si doveva confidare tanto nel nuovo titolo di Ready at Dawn: una produzione che dal punto di vista grafico avrebbe messo seriamente sotto sforzo i muscoli di PS4, e avrebbe al contempo offerto un'esclusiva capace di raccontare una storia affascinante.

Premesse degne di questo nome ma tra una presentazione e l'altra qualcosa è andato storto, e oggi ci ritroviamo con una data d'uscita che dice addirittura 20 febbraio 2015. Praticamente un anno da quella che viene tipicamente definita "finestra di lancio" delle nuove console, a conferma delle teorie di cui sopra, secondo le quali il calcio d'inizio della next-generation sarebbe dovuto arrivare questo novembre e non quello scorso.

Punti di vista, comunque, e perdipiù quel che è andato, ormai, è andato. Ad oggi, come ho fatto io in quel di Colonia per la Gamescom 2014, non resta che mettere le mani su una bella demo di The Order: 1886. Sia per confrontarsi con uno dei titoli più attesi di questa seconda stagione di nuova generazione, sia per capire se sia valsa o meno la pena di avere un certo tipo di aspettative nei suoi confronti. Al booth di Sony ho avuto modo di provare sostanzialmente la build filmata e mostrata qualche mese fa su Twitch. Una build breve, intramezzata da tantissimi filmati e con poco, pochissimo giocato effettivo, ma che riesce a dare un'idea di ciò che potremo avere davanti ai nostri occhi a febbraio.

Anzitutto, la presenza stessa di un numero elevato di cut-scene è un segnale molto indicativo: The Order: 1886 punta a raccontare una storia, si suppone, articolata e ricca di sfumature, altrimenti non si spiegherebbe il senso del ricorso alle scene di intermezzo e non ad una narrazione discontinua fatta di dialoghi in medias res. A contribuire a questa che è più di un impressione troviamo il formato dell'immagine, che ha subito una sforbiciata in alto e in basso per (almeno ufficialmente) fornire un impatto ancor più cinematografico al titolo.

Ciò non esclude, in ogni caso, la composizione di un gameplay in cui riescano ad inserirsi delle trovate creative e diverse. Difficile dire a questo punto se ci sarà varietà nelle azioni basilari del protagonista e dei suoi compagni di viaggio, ma nel poco tempo concessomi ho notato che le meccaniche di shooting sono coerenti con il contesto spazio-temporale e funzionali. Il giocatore ha in sostanza bisogno di lanciare la termite per creare l'innesco del suo colpo e poi esplodere il colpo stesso, in modo da appiccare il fuoco sul corpo del povero malcapitato. Chiaramente non è nulla di trascendetale in sé ma, dovess'essere unito a scenari dall'azione più pressante, questo sistema potrebbe aprire a situazioni in cui ragionare piuttosto che (solo) sparare.

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Non scopre l'acqua calda, specie nel genere dei TPS, ma è allo stesso modo interessante quello che accade premendo L1: si attiva, cioè, un bullet time in cui il nostro Tesla è capace di sparare a velocità aumentata mentre il resto, compagni e mondo e nemici, rallenta. Anche in questo caso bisognerà vedere come si adatterà la feature alle varie circostanze che il gioco ci porrà davanti, ma i margini per darle un tocco di unicità, vista la direzione artistica tanto ispirata, dovrebbero esserci tutti.

Ed è una direzione artistica che, nonostante la ristrettezza e l'acerbità della demo in questione, emerge anche grazie a un comparto grafico sopra la media. Sia chiaro, la palette è quella tipica di un'epoca post-rivoluzione industriale e quindi aspettarsi una pletora di colori o particolari colpi di testa in maniera di stile non è affatto lecito. Colpiscono le fattezze dei personaggi, ricchi di dettagli, e in particolare le ambientazioni interne riprodotte con cura; sugli esterni è ancora presto per pronunciarsi ma mi auguro di vedere a stretto giro location più ampie e meno anonime.

Mi ha fatto storcere il naso, invece, il fatto che i personaggi debbano quasi roboticamente allinearsi ai punti con cui interagisce, e che questa interazione non avvenga in maniera più fluida come visto negli ultimi quattro o cinque anni. Mi sembra un comportamento così innaturale che voglio sperare, e sono fiducioso in merito, si tratti di un semplice peccato di gioventù della build e non di qualcosa che arriverà nel prodotto finito.

Una nota positiva finale è il doppiaggio italiano: il The Order: 1886 provato a Colonia poteva già contare sulle voci italiane, come di consueto nelle produzioni Sony profonde e variegate, con un livello recitativo che può far invidia a tanti altri competitor sul mercato. Trattandosi di "eroi" un po' atipici, senza 50kg di muscoli sul groppone ma con delle menti raffinate, era a mio avviso ancora più difficile caratterizzarle e darle il giusto risalto in uno shooter. Missione compiuta, a quanto ho sentito finora.

Quali sono le prime somme, allora, su questo The Order: 1886? Lo sparatutto di Ready at Dawn è senza dubbio un progetto interessante e un cavallo su cui poter puntare specialmente in futuro, specialmente nell'ottica del publisher Sony, quando si potrà parlare di autentico erede di Resistance nell'alternanza annuale con Killzone.

Il primo episodio di questa (ancora fantomatica) serie porta con sé qualche perplessità e qualche dubbio, tutti caveat che, guardandoci alle spalle, potevano essere risolti con una maggiore trasparenza e una comunicazione migliore da parte degli sviluppatori. Evidentemente non è stato possibile esporsi prima per la mancanza di materiale concreto al di là dell'idea di base, ma in questo momento, finita la Gamescom 2014, è il caso di iniziare a pensare ad una buona strategia per accompagnare degnamente il gioco al lancio.