[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]olonia - La Gamescom 2014 è stata un'occasione per fare un giretto anche su Metro Redux, la collection che includerà all'interessante prezzo di €39,99 entrambi gli episodi della serie firmata 4A Games. Inoltre, i due Metro, Metro 2033 e Metro: Last Light, potranno essere acquistati singolarmente e questo rende ancora più importante arrivati consapevoli di cosa si sta desiderando il fatidico giorno dell'acquisto.

Per questo motivo, abbiamo accettato di buon grado l'invito presso il booth di Koch Media per mettere le mani sulla versione PS4 dei due titoli. Ho visto e apprezzato in prima persona il lavoro svolto dal team ucraino al soldo di Deep Silver, e non vi nego subito che particolarmente quello fatto su Last Light ha prodotto degli ottimi frutti.

La seconda iterazione del franchise, infatti, gode appieno del nuovo step evolutivo fornito dalla next-gen di PlayStation 4 e Xbox One: i 60fps si sentono davvero tutti e sorprendono in particolar modo perché non comportano un deterioramento della qualità grafica. E, badate, dico "sorprendono" perché un gioco come Metro: Last Light già al tempo era tutto fuorché di vecchia generazione, performante com'era su PC.

Il primo incontro con Metro 2033 è invece stato un tantino più deludente ma non per ragioni da addurre alla qualità del porting da Xbox 360 e PS3. È la tipologia degli asset a non sorridere a 2033: il gioco è infatti povero di base, con ambienti molto secchi e asciutti, un vestiario dei personaggi poco emozionante, nemici almeno nelle circostanze iniziali tutt'altro che originali. Ha, insomma, una varietà di giustificazioni che sono in grado effettivamente di attutire il colpo.

La demo di Metro 2033, di una decina di minuti, mi ha permesso di tornare al livello iniziale del gioco: Artyom e il suo compagno di squadra stanno risalendo in superficie in una notte buia ma quieta: aprono un portellone, salgono per una rampa di scale ed eccoli lì, al cospetto della devastazione post-apocalittica subita da una Mosca ormai irriconoscibile. Qualche colpo d'arma da fuoco per familiarizzare con l'armamentario, la maschera antigas sul volto per non inalare gas tossici ed esalare subito l'ultimo respiro, e i due sono fuori, all'aria aperta.

È in quell'ambiente e nel comportamento degli NPC che appaiono sullo schermo che inizia ad incrinarsi la magia. La pavimentazione stradale è fatta di un asfalto incolore, molto lontano dalle erbacce e dalle deformazioni presenti in Last Light. I personaggi, allo stesso modo, mostrano il segno dell'età che avanza dovendosi allineare ogni volta al punto d'interazione prestabilito per mandare avanti una cut-scene o una missione. Imperdonabilmente old-gen.

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Kudos, invece, all'illuminazione. Era lì che ogni probabilità c'era più margine di manovra, ed è lì che 4A Games è intervenuta più massicciamente: Metro 2033 è finalmente fedele alla visione complessiva del team di sviluppo e coerente anche col seguito, così, e non quel porting scuro e oscuro che in pochi intenditori avevano apprezzato su console. Il frame-rate è allo stesso modo alto e rock solid, quindi nel complesso il primissimo giudizio sulla rimasterizzazione è positivo, col caveat del materiale di partenza che da sé non era particolarmente buono nell'anno di grazia 2014.

Discorso sostanzialmente diverso per Metro: Last Light. Il titolo parte da una base assolutamente più recente e di qualità elevatissima, forte anche dello sforzo di 4A di ampliare quanto fatto nel suo immediato passato e renderlo qualitativamente migliore grazie all'esperienza acquisita. Questo, fondamentalmente, si traduce in ambientazioni più ricche di particolari e gradevoli all'occhio, con una vegetazione ora dilagante e un dettaglio superiore sia nella presentazione dei protagonisti che in quella delle armi.

La demo provata a Colonia è anch'essa tratta da uno dei livelli iniziali, con Artyom e un'affascinante collega alla ricerca di un Tetro. I due partono verso la superficie per una breve esplorazione, durante la quale ci sarà da sbrigare un breve tete-a-tete con qualche mutante, coperti dalla compagnia di viaggio molto abile con il fucile da cecchino. Una volta acciuffata la curiosa preda, qualcosa va storto e inizia così il viaggio del malcapitato Artyom in Last Light.

Le qualità di quest'ultimo indirizzerebbero verso l'acquisto standalone ma vi invito a valutare una cosa: già il trancio assaggiato alla Gamescom 2014, oltre al giocato su Xbox 360, mi fa pensare che iniziando Metro: Last Light vi ritrovereste ben presto bisognosi di saperne di più sul background di questo affascinante mondo videoludico (e non).

Per il prezzo complessivo a cui viene offerta questa compilation, quindi, sembra fin qui inutile se non dannoso indirizzarsi su uno piuttosto che su un altro: Metro 2033 non pare in grado di reggere, da solo, l'impatto con le vostre console next-gen mentre Last Light lo è eccome, ma da solo lascia parecchi punti interrogativi e zone d'ombra che chi vorrà godersi una splendida storia non potrà ignorare.

Avremo modo di approfondire il discorso con la nostra puntuale recensione per il lancio di Metro Redux, ma fino ad allora il mio suggerimento è farsi trovare pronti per acquistare tutto il pacchetto o semplicemente ignorarlo. Prenderne soltanto uno rischierebbe infatti di danneggiare più del dovuto l'immagine dell'intero franchise ai vostri occhi di videogiocatori Full HD, e questo sarebbe davvero un peccato.