[mks_dropcap size="90" bg_color="#ffffff" txt_color="#e64946"]C[/mks_dropcap]olonia - Al booth di Warner, oltre agli ottimi LEGO Batman e L'Ombra di Mordor, abbiamo potuto mettere le mani sull'attesissimo Mortal Kombat X.

In primis ci sono stati presentati i nuovi personaggi: Cassie Cage, sorella del mitico Johnny, D'Vorah, la classica donna semi-aliena dalle sembianze accattivanti, Kotal Khan, l'uomo totem, ed infine Sera/Tora, un mostro disumano con una ragazzina sulle spalle.

Il lavoro di NetherRealm è come al solito certosino e ben cesellato: interessantissimo lo spunto di lasciar utilizzare tre modalità di gioco per ogni personaggio, atte al combattimento corpo a corpo, alle armi oppure al potere degli elementi. Questo sistema chiamato, com'è lecito aspettarsi, Variations rende senza dubbio gli scontri molto più tattici.

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Per gli amanti della violenza brutale, da sempre marchio di fabbrica del brand, tornano i raggi X, inquadrature al rallenty che ci permettono di vedere l'interno del corpo del nostro avversario sgretolarsi sotto i nostri colpi più violenti e brutali. Potevano mancare le fatality? Ma certo che no! Queste ultime ritornano più devastanti e fantasiose (in senso deviato) che mai. Quella di Sub-Zero è fantastica, per inciso: resterete senza fiato.

Direttamente da Injustice, ottimo lavoro di NetherRealm ispirato ai personaggi DC Comics, troviamo mutuata una forte interazione con gli ambienti che permette di teletrasportarci, saltare più in alto e ovviamente scagliare oggetti contro l'avversario.

Mortal Kombat è Mortal Kombat, amici, c'è poco da fare: nonostante le innovazioni, è il classico gioco smisurato che, proprio per i suoi eccessi, o si ama o si odia. Le implementazioni rendono l'ultimo capitolo molto bilanciato, e una giusta via di mezzo tra il picchiaduro ipertecnico e quello più caciarone.

A livello tecnico ciò che colpisce di più, oltre alla realizzazione delle già citate fatality, sono sicuramente le ambientazioni: queste non sono solo colme di dettagli ma anche estremamente ispirate sotto il profilo artistico.

Se come noi siete cresciuti con un Super Nintendo e quella voce cupa che urlava "finish him!", allora stareste sicuramente già fremendo per l'hype!